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Si apre l’era della Meta-bank

Si apre l’era della Meta-bank
L’edizione 2022 dell’Accenture Banking Conference fa il punto sull’evoluzione degli istituti italiani a cavallo tra relazione umana e ruolo delle tecnologie
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“Il Metaverso non è uno scenario futuribile, ma già una realtà in grado di integrare le tecnologie oggi esistenti per farle rendere al massimo”. È la convinzione di Mauro Macchi, chief executive officer di Accenture Italia, che nella Meta-bank vede l’evoluzione del settore, secondo quanto emerso nel corso Accenture Banking Conference 2022, nona edizione dell’evento annuale dedicato ai ceo e ai c-level delle principali banche operanti in Italia.

Occhio al rallentamento del ciclo economico

Contro il rischio di 80-100 miliardi di euro di nuovi crediti deteriorati nel medio periodo, la proposta di Accenture è una transizione verso nuove forme di retail banking improntate su sostenibilità e innovazione tecnologica. Due transizioni che avanzano di pari passo, integrando l’esperienza umana e un modello operativo più agile, in modo da configurare una nuova modalità di relazione banca-cliente che fonde l’elemento umano con quello tecnologico, con il risultato di rafforzare la profittabilità in uno scenario contrassegnato da una forte pressione sui margini.

Accenture prevede che la Meta-Bank - relativamente al retail - registrerà un raddoppio del numero di interazioni commerciali, nonché un’ottimizzazione del 20% relativamente al costo della rete distributiva e del 35% su quello del modello operativo attuale.

Nuova era

Con il Metaverso si entra in una nuova era evolutiva di internet, “che passa da un concetto di navigazione tramite browser a uno di partecipazione all’interno di uno spazio virtuale”, spiega Macchi. Che ne parla come un passaggio epocale destinato a modificare radicalmente il modello organizzativo degli istituti.

Siamo nella quarta era di sviluppo, dopo l’internet dei dati degli anni Novanta (con gli utenti in forma passiva rispetto alle informazioni disponibili), quello delle persone che condividono pezzi di vita sui social network, a cavallo tra i due secoli, e l’internet delle cose, al quale assistiamo oggi, reso possibile da dispositivi sempre più interconnessi.

“Il Metaverso accelera il concetto di scalabilità delle tecnologie: basti pensare a eventi organizzati in poche ore che attraggono decine di migliaia di spettatori”, sottolinea Macchi. Per il quale si tratta della strada obbligata per “creare un ponte tra b2b e b2c in ambito bancario, liberando così le energie presenti nel settore”.

L’esperto non sottovaluta la diffidenza che ancora alberga tra tanti osservatori verso la nuova dimensione, che per alcuni versi ricalca l’esperienza fallimentare di Second Life. “Ma da allora sono trascorsi venti anni e la tecnologia ha fatto passi in avanti enormi. Inoltre oggi il cliente è pronto a fare questo nuovo salto, tocca all’offerta offrire servizi e prodotti adeguati”, conclude.

Lo studio

Nel corso dell’evento è stata presentata una ricerca realizzata dalla stessa Acenture con la Sda Bocconi, dalla quale sono emersi quattro elementi chiave che hanno caratterizzano il sistema bancario italiano negli ultimi due anni e che evidenziano la necessità di evoluzione in un’era post-digitale: meno del 20% degli investimenti complessivi è dedicato a iniziative disruptive, finalizzate a creare nuovi prodotti e modelli di servizio, poiché a oggi l’innovazione ha un costo “doppio”. Per le banche italiane, creare vera innovazione comporta dover investire per l’adeguamento dei sistemi core tanto quanto si investe per l’innovazione stessa.

In secondo luogo, più del 60% delle risorse finanziarie è stata allocata nella evoluzione dei modelli di servizio e relazione con la clientela. Tuttavia, questa evoluzione si è sviluppata soltanto nella direzione di una digitalizzazione disgiunta dall’elemento umano che non ha consentito di raggiungere i livelli di redditività attesi.

Da segnalare, anche, che cresce il tema della sostenibilità, che attira il 15% degli investimenti, superando anche il settore dei dati.

Il quarto punto è che le banche hanno cercato di sostenere il loro business focalizzandosi sulla crescita del margine da servizi e investendo fortemente in due dimensioni core, il wealth management e il corporate banking.

Detto del presente e del recente passato, il sistema bancario italiano guarda al futuro mantenendo una continuità strategica rispetto ai principi cardine di sviluppo degli ultimi dieci anni, senza l’intenzione di una reale trasformazione e una visione sistemica che permetta di investire in modo bilanciato nelle aree di azione della crescita.

Da qui l’indicazione di cambiare passo, trasformando radicalmente il modello operativo delle banche e coinvolgendo la clientela in questo processo per proiettare l’offerta nella nuova era in cui digitale e fisico si integrano davvero.