Oltre 300 startup e spin-off coinvolti, più di 50 talenti inseriti in 25 progetti di co-design con 19 medie e grandi aziende e primi servizi del nuovo modello di venture clienting. Questi i numeri e le azioni più importanti fatti registrare l’anno scorso da Almacube, l’incubatore fondato dall’università dai Bologna nel 1999 per supportare gli imprenditori emergenti e per fornire servizi per l’innovazione alle aziende consolidate, che dal 2013 vede nella sua compagine sociale la partecipazione di Confindustria Emilia Area Centro. Dopo i successi e i nuovi servizi lanciati nel 2022, adesso Almacube ha aperto la nuova call for startups aperta a startup e spinoff che potranno aderire al nuovo programma di incubazione della durata di 9 mesi, dal prossimo aprile fino a dicembre 2023, suddiviso in 9 moduli, focalizzati su specifici temi che vanno dal business model all’impatto sociale fino al fundraising oltre a workshop live, eventi di networking e 20 ore di consulenza e mentoring one-to-one per ogni partecipante. Ci si può candidare fino al 24 febbraio attraverso il sito dedicato.
“Il lancio del nuovo programma di incubazione - spiega Andrea Barzetti, amministratore delegato di Almacube - permetterà alla nostra community di innovatori di espandersi ulteriormente, facendo crescere startup capaci di proporre soluzioni tecnologiche competitive e consentendo loro di incontrare potenziali clienti e investitori. Talenti e startup rappresentano un motore per la crescita e l’innovazione del territorio e del suo ricco tessuto di imprese, pronte a sperimentare e ad applicare concretamente le soluzioni proposte”.
Almacube supporta aziende consolidate e realtà emergenti come startup e spinoff nel loro percorso di crescita e sviluppo, creando percorsi di co-creazione e co-progettazione per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi. Tra le principali azioni, l’innovation hub permette sia alle grandi aziende che alle pmi di risolvere le sfide progettuali complesse, mettendole in connessione con talenti, ricercatori e startup in un’ottica di open innovation, oltre a lanciare progetti legati ai temi di Industria 4.0 e della sostenibilità ambientale, capaci di varcare i confini grazie ad un network di partner internazionali. Tra i risultati più importanti fatti segnare lo scorso anno, spicca il coinvolgimento di ben 320 tra startup e spin-off. Sono stati impegnati oltre 50 talenti nell’ambito di 25 progetti di co-design con 19 medie e grandi aziende italiane e straniere.
Sempre nel 2022, Almacube ha lanciato i primi servizi di venture clienting, il nuovo modello di cooperazione in cui l’azienda non acquista equity di una startup ma ne diventa cliente (venture client) e valida sul campo la soluzione, in modo veloce, economico e limitando i rischi. Un’attività dove Almacube opera come interfaccia supportando l’impresa nella definizione dei fabbisogni di innovazione, mappando e selezionando le startup con le tecnologie più attrattive e infine, conducendo azienda e startup in un percorso collaborativo e di co-progettazione che fa ampio uso della metodologia del design thinking. “Il 2022 - commenta Barzetti - ci ha consentito di tagliare importanti traguardi e gettare solide basi per un 2023 che si preannuncia ricco di nuove sfide”.
Tra le partnership internazionali che può vantare Almacube, spicca il (challenge based innovation), che fa incontrare l’Emilia Romagna con le tecnologie del Cern di Ginevra. Il programma interdisciplinare Cbi.Attract di cui Almacube è partner e responsabile metodologico, permette agli studenti di focalizzarsi sulle innovazioni che contribuiscano agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. E ancora, con il progetto Bet (Bologna empowering talent) punta ad attrarre talenti sul territorio mentre l’Osservatorio Oper.Lab analizza, promuove e progetta modelli concreti e replicabili di open innovation.