Dalla pandemia alle tensioni geopolitiche, dai cambiamenti climatici alla crisi energetica seguita al conflitto in Ucraina gli ultimi anni sono stati ricchi di sfide e di cambiamenti per la nostra società. Per aziende e istituzioni oggi occorrono dunque nuove bussole per riuscire a orientarsi e stare al passo con le richieste e i bisogni emergenti delle persone. In questo contesto un ruolo sempre più strategico è giocato dalle ricerche di mercato; un comparto che non a caso, secondo i dati dell’associazione di settore Assirm, ha visto lo scorso anno una crescita del 5% sul 2021, arrivando a valere circa 800 milioni di euro.
Un recente studio svolto dalla stessa organizzazione su un campione di aziende italiane rivela, inoltre, che negli ultimi dodici mesi il 77% ha commissionato indagini di mercato per conoscere lo scenario in cui opera, mentre il 48% è intenzionato ad aumentare il budget in questo ambito. “Oggi la sola conoscenza del passato, per quanto importante, non può più essere considerata un’affidabile guida per il futuro”, osserva Nicola Neri, amministratore delegato di Ipsos Italia, una delle principali società attive nel settore delle ricerche di mercato che opera in 90 mercati con 19 mila professionisti. “Serve sempre più spesso mettere in discussione molte delle certezze che nascono dall’esperienza pregressa, e dedicare maggiore attenzione a intercettare quei segnali che identificano le nuove richieste e necessità future delle persone, siano esse consumatori, cittadini, lavoratori, pazienti”, prosegue. Gli operatori attivi in questo comparto sono dunque chiamati a dare un contributo più strategico rispetto al passato, “fatto non solo di esecuzione di ottimi studi di ricerca (la base del nostro lavoro), ma che aiuta le aziende e le istituzioni a prendere decisioni concrete e auspicabilmente migliori”, sottolinea Neri.
Il ruolo delle nuove tecnologie e del capitale umano
Il settore ha vissuto importanti trasformazioni negli ultimi tempi. A cominciare dall’avanzata delle innovazioni tecnologiche che stanno conquistando un ruolo sempre più di primo piano, dall’intelligenza artificiale ai supercalcoli. Queste ultime offrono la possibilità di raccogliere quantità maggiori di dati, di analizzarli più in profondità o in modo più veloce o, ancora, di osservare relazioni fino a poco tempo fa nascoste. Oltre alle nuove tecnologie, oggi per il settore continuano a essere essenziali anche le competenze. “Resta dunque strategico poter fare leva sulle migliori persone che, grazie anche alle proprie conoscenze ed esperienze, sappiano dare un senso ai dati disponibili”, rileva Neri. Il gruppo punta attraverso il proprio lavoro ad anticipare i cambiamenti che attraversano il mercato e in generale le nostre società. “La cultura aziendale gioca un ruolo fondamentale per raggiungere questo traguardo”, osserva l’ad. “Crediamo che la vera innovazione passi innanzitutto dal modo di pensare dei nostri 19 mila dipendenti nel mondo. Laddove c’è un terreno fertile su cui seminare, diventa poi più facile far attecchire quell’innovazione tecnologica che ci permette di ottenere risultati una volta impensabili in termini di qualità del dato o efficienza produttiva”. Ed è fortemente innovativo l’Ipsos Knowledge Panel lanciato dalla società. “Si tratta di un panel probabilistico che aiuta aziende private e istituzioni pubbliche a ottenere dati con il più alto standard di affidabilità e qualità in modo da poter fare accuratamente inferenze su scala nazionale”, spiega Neri.
Nicola Neri, amministratore delegato di Ipsos Italia
Lo strumento consente in particolare di ottenere informazioni precise sui comportamenti, le convinzioni e gli atteggiamenti della popolazione italiana, nonché delle specifiche comunità che la compongono. “Gli studi completati sul Knowledge Panel sono pienamente rappresentativi della popolazione italiana, compreso il 10% circa delle famiglie considerate offline”. I partecipanti sono infatti reclutati online e a tutti viene fornito un tablet dotato di accesso a Internet e il supporto tecnico necessario per connettersi. “Grazie a questo approccio”, conclude Neri, “il panel utilizza un unico metodo di raccolta dei dati online, senza effetti di modalità differenziale: un progresso pionieristico che migliora la capacità di comprendere la nostra società”.