Nordmeccanica investe nell’intelligenza artificiale

Nordmeccanica investe nell’intelligenza artificiale

L’azienda piacentina ha realizzato la prima macchina per l’imballaggio flessibile interamente guidata da questa tecnologia. L’intero progetto ha richiesto un investimento di circa due milioni di euro, pari a quasi il 50% del budget annuale destinato dal gruppo alle attività di ricerca e sviluppo

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È la tecnologia del momento e anche nei prossimi anni l’intelligenza artificiale promette di restare protagonista, con investimenti globali nel settore che arriveranno a superare i 200 miliardi di dollari entro il 2025 (stime Goldman Sachs). Una crescita che porterà effetti benefici in molti settori, generando una considerevole quantità di ricchezza. McKinsey stima che l’intelligenza artificiale generativa creerà una ricchezza tra i 2,6 e i 4,4 trilioni di dollari l’anno, in aggiunta agli 11-17,7 trilioni attesi dall’intelligenza artificiale non generativa.

Anche in Italia il comparto sta vivendo una fase di crescita esponenziale, tanto che lo scorso anno questo mercato ha registrato un incremento del 52% rispetto al 2022, raggiungendo un valore complessivo di 760 milioni di euro (dati School of Management del Politecnico di Milano). Sei grandi imprese italiane su dieci hanno già avviato un qualche progetto di intelligenza artificiale, almeno a livello di sperimentazione, e due su tre hanno già discusso internamente delle applicazioni dell’intelligenza artificiale generativa e una su quattro ha avviato una sperimentazione.

Tra le aziende che hanno scelto di puntare su questa tecnologia c’è l’azienda piacentina Nordmeccanica che ha realizzato la prima macchina per l’imballaggio flessibile interamente guidata dall’intelligenza artificiale. Specializzato nella produzione di macchinari per il packaging flessibile, il gruppo ha all’attivo quasi 4 mila macchine installate a livello internazionale, destinate principalmente all’industria alimentare e farmaceutica. Conta oltre 300 dipendenti diretti, dispone di quattro stabilimenti produttivi e ha chiuso il 2023 con un fatturato di oltre 100 milioni di euro (realizzato per il 90% all’estero).

La nuova macchina realizzata dal gruppo, denominata “Triplex SL One Shot AI”, realizza pellicole da imballaggio multistrato senza solventi, 100% riciclabili, in conformità con la direttiva imballaggi europea. Grazie all’intelligenza artificiale, la macchina è in grado di analizzare oltre 100 parametri relativi a materiali, processi e condizioni di lavoro, definendo il settaggio di funzionamento e adeguandolo in autonomia al mutare dei materiali utilizzati o delle condizioni operative, attraverso l’autoapprendimento. Tutti i dati raccolti dalla macchina possono essere visualizzati e analizzati sul touch screen del computer di bordo e possono essere condivisi su rete aziendale o via cloud, per integrare o clonare i processi produttivi su reti di macchine connesse, anche se dislocate in diverse parti del mondo.

“Questo progetto risponde ai tre pilastri della strategia di sviluppo di Nordmeccanica: sostenibilità, digitalizzazione e sicurezza, sia in termini di produzione sia per le persone”, spiega Vincenzo Cerciello, vicepresidente dell’azienda. “Oltre a migliorare l’efficienza delle macchine, aumentando la qualità e riducendo consumi e scarti”, prosegue, “l’intelligenza artificiale permette anche di rispondere ai cambiamenti del mondo del lavoro: le aziende chiedono più automazione per sopperire alla difficoltà di reperire personale, mentre l’elevata digitalizzazione permette di ingaggiare i più giovani, che sono abituati a confrontarsi con apparecchi intuitivi e più predisposti verso i procedimenti digitali”.

L’intero progetto e la realizzazione della macchina hanno richiesto un investimento di circa due milioni di euro, pari a quasi il 50% del budget annuale riservato dall’azienda alle attività di ricerca e sviluppo. “La tecnologia IA rappresenta un cambio di paradigma per la nostra produzione perché ci consente di disporre di un nuova piattaforma sulla quale sviluppare tutte le nostre future macchine”, conclude Cerciello. “Con la possibilità, inoltre, di applicare questi sistemi anche a gran parte delle macchine pre-esistenti”.

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