Il 35% degli italiani associa l’intelligenza artificiale al settore tecnologico, il 26% la considera il futuro e il 15% riconosce nel suo impiego vantaggi concreti come supporto alle attività umane. Tuttavia sono ancora molti gli italiani scettici o diffidenti: il 14% esprime emozioni negative. Ma l’approccio a questa tecnologia sta lentamente cambiando: il 66% degli individui si dichiara molto o abbastanza ottimista sugli sviluppi futuri dell’intelligenza artificiale. Sono le evidenze emerse nel Quarto Rapporto Ital Communications-Iisfa (Associazione italiana digital forensics) sull’intelligenza artificiale in Italia realizzato in collaborazione con l’Istituto Piepoli e Assocomunicatori, presentato al Senato.
L’Ai, in fin dei conti, fa ancora un po’ paura in particolare agli over 54enni, che esprimono le preoccupazioni maggiori, soprattutto rispetto alla condizione lavorativa, alla perdita di controllo e di libertà personali. Sui vantaggi, invece, c’è molto più allineamento trasversale tra le generazioni a sostegno di una percezione più oggettiva delle ricadute funzionali dell’IA.
Sono ancora pochi – sei su cento - gli italiani che dicono di conoscere bene l’intelligenza artificiale. Su due italiani, uno dichiara di saperne qualcosa e l’altro ammette di saperne poco, il 6% di non saperne nulla. I giovani ne sanno decisamente più degli adulti (62% chi dichiara avere conoscenze in materia tra i 18-34enni, rispetto al 36% degli over 54). Quasi nessuno però, l’ha studiata in modo sistematico o organizzato: per i più, si tratta di una conoscenza costruita in modo autodidatta. Le informazioni vengono raccolte attraverso il web, i media, le notizie, le discussioni sul tema. Soltanto per una persona su quattro (27%) la conoscenza è maturata in ambito scolastico/formativo, mentre per un 26% si è costruita in ambito lavorativo.
Lo studio rivela che quasi sette italiani su dieci utilizzano già tecnologie basate sull'Ia, con una penetrazione particolarmente elevata tra i giovani. Il divario generazionale nell'adozione è evidente: mentre l'83% dei giovani abbraccia queste tecnologie, il 57% degli over 54 le utilizza regolarmente. Gli assistenti virtuali dominano il panorama, seguiti dalle applicazioni di IA generativa, utilizzate da circa un terzo della popolazione.
La percezione diffusa è che la maggior parte di queste applicazioni sia gratuita, con solo una piccola percentuale di utenti consapevole delle diverse opzioni di pagamento disponibili. Questo suggerisce una possibile area di miglioramento nella comunicazione dei modelli di business delle aziende tecnologiche. Guardando al futuro, il potenziale di crescita rimane significativo. Tra coloro che attualmente non utilizzano l'intelligenza artificiale, principalmente over 54, la metà esprime interesse ad adottarla nel prossimo futuro.
La Gen Ai
Il livello di conoscenza e fiducia nei confronti dell’intelligenza artificiale generativa divide a metà la popolazione. Il 51% degli individui riconosce questa tipologia di Ia e dichiara di avere avuto a che fare, visto, usato, letto notizie, sentito informazioni a riguardo dell’intelligenza artificiale generativa. I giovani tra i 18 e i 34 anni mostrano un elevato livello di fiducia (69%), mentre gli adulti adottano un approccio più cauto (45%). In un'epoca di sovraccarico informativo, l'86% degli italiani afferma di verificare le notizie prima di accettarle come veritiere. Tuttavia, si manifesta una forte richiesta di supporto istituzionale: l'86% auspica l'intervento di un ente preposto per la verifica delle notizie, mentre l'85% ritiene necessarie iniziative formative sull'uso consapevole dell'IA.
Prospettiva normativa europea
L'approvazione dell'Ai Act da parte del Parlamento europeo il 12 luglio 2024 rappresenta un passo significativo. Sebbene la conoscenza di questa normativa non sia ancora capillare, quasi la metà degli italiani ne ha sentito parlare. Ciò che emerge con forza è il sostegno a questa iniziativa legislativa: il 78% la considera importante, con il 29% che la ritiene assolutamente necessaria per salvaguardare le libertà individuali e i diritti dei cittadini.
L'Italia si trova di fronte a una sfida cruciale: bilanciare l'innovazione tecnologica con la necessità di una regolamentazione efficace. L’obiettivo è quello di promuovere una maggiore alfabetizzazione digitale, colmare il divario generazionale nella comprensione dell'Ia e garantire un quadro normativo che promuova l'innovazione senza compromettere i diritti fondamentali dei cittadini.