Luca Seu (Noveo): "Soluzioni per risolvere problemi"

Luca Seu (Noveo): "Soluzioni per risolvere problemi"

Il ceo della società: "L'IA deve essere il mezzo, non il fine. Servono sistemi avanzati per risolvere temi specifici, non inseguimenti di mode tecnologiche. Le promesse irrealistiche generano sfiducia"

2 minuti di lettura

“Il vero nodo della trasformazione digitale risiede nel fatto che oggi tante aziende si concentrano sul mezzo e non sul risultato finale. Un’impresa non ha necessariamente bisogno di un progetto di intelligenza artificiale, ma della soluzione a un problema. Poi, naturalmente, i casi in cui oggi l’AI può essere utile sono diversi, specialmente laddove esistono attività ripetitive a basso valore aggiunto. Tuttavia, è fondamentale partire sempre dalle esigenze effettive e non dalle mode tecnologiche”. Nel pieno del clamore che ruota attorno all’intelligenza artificiale e alla GenAI, lo scenario delineato da Luca Seu, fondatore e chief executive officer di Noveo, suona come un campanello d’allarme, innanzitutto di metodo. La riflessione del numero uno della società genovese, specializzata nello sviluppo di soluzioni su misura di intelligenza artificiale, cloud e Internet of Things, è un invito a rimettere al centro la logica industriale.

Un approccio pragmatico che è uno dei pochi antidoti contro l’euforia tecnologia e il rischio di vanificare il ritorno degli investimenti. “Siamo ancora nella fase di picco dell’hype. Molte imprese non hanno ancora fatto i primi passi, mentre quelle che si sono mosse spesso hanno dovuto fare i conti con risultati inferiori alle attese - osserva Seu - Ci sono casi d’uso molto promettenti, ma poche esperienze davvero consolidate. Per quanto la velocità stia rallentando, non siamo nel plateau della maturità”. Secondo il ceo di Noveo, la sfida chiave per estrarre valore dall’IA risiede innanzitutto nell’individuazione delle attività realmente automatizzabili. “Noi non sviluppiamo chatbot ma agenti intelligenti in grado di leggere documenti complessi e di inserirli nei flussi digitali aziendali - precisa Seu - Pensiamo ad esempio a un flusso di ordini ricevuti via mail, magari in lingue diverse: un agente AI li legge, li interpreta, li trasforma in dati e li invia all’Erp aziendale, lasciando all’operatore l’attività di revisione. In questo caso specifico l’intelligenza artificiale sostituisce l’inserimento manuale, liberando tempo per attività più strategiche”.

È proprio nei processi ripetitivi ma spiegabili, quelli che oggi impegnano risorse qualificate in compiti a basso valore aggiunto che, sostiene Seu, si gioca la vera partita. “La gestione di grandi volumi di documenti non strutturati è uno dei processi che ancora tiene lontane molte aziende da una piena trasformazione paperless”. Tra i motivi del generale ritardo digitale Seu sottolinea in particolare l’approccio di base errato e un eccesso di promesse: “Non si può avviare un progetto senza una chiara definizione del problema da risolvere, altrimenti è pura sperimentazione senza concretezza. Al tempo stesso bisognerebbe evitare di promettere risultati irrealistici. Non è semplice, ma un buon consulente deve essere capace di dire ‘no’ se sa già che il punto di arrivo è un ritorno al punto di partenza, o quasi. L’intelligenza artificiale è infatti utile se ci aiuta a fare meglio ciò che solo noi possiamo o dobbiamo fare”.

L’altra chiave di volta è l’equilibrio tra personalizzazione e apertura delle tecnologie. Noveo sviluppa software in modalità tailor-made, consegnando i codici sorgente alle aziende e garantendo sempre e comunque a quest’ultime l’accesso ai propri dati. "È una scelta strategica: garantisce libertà e trasparenza. In un mercato popolato da software chiusi, vogliamo che un’azienda resti con noi per fiducia, non per costrizione”. Oltre all’intelligenza artificiale, la società fondata nel 2023 sviluppa soluzioni di fabbrica intelligente, cloud e IoT. “Seguiamo i progetti dall’hardware al cloud. Sviluppiamo anche soluzioni di gestione della produzione e della manutenzione, adeguando il risultato alle necessità uniche del cliente”. L’identikit dell’azienda cliente di Noveo è un’impresa tra i 50 e i 500 milioni di fatturato, “abbastanza evoluta da comprendere il valore dei dati, ma non ancora strutturata per gestire internamente tutto il ciclo dell’innovazione”. È in questa fascia che, sottolinea Seu, “un partner esterno può fare davvero la differenza”.

Noveo conta 10 professionisti, clienti in Italia e all’estero, e un fatturato 2024 di circa 800 mila euro che punta a raddoppiare entro i prossimi due anni. “Abbiamo iniziato con metà del fatturato all’estero, perché alcuni clienti conoscevano già le nostre competenze. Ora stiamo cercando di crescere sul mercato italiano, dove però prevale ancora una certa cautela. Leggere che il 90% dei progetti AI non raggiunge i risultati previsti non aiuta a creare fiducia, ma il nostro obiettivo non è la crescita a tutti i costi”.

I commenti dei lettori