Il mondo del basket è ripartito con un torneo speciale, una supercoppa allargata a 16 squadre. Un modo per festeggiare i 50 anni della Lega che gestisce il campionato di Serie A, ma soprattutto per celebrare l’inaugurazione di un anno di rinascita: “Non era un risultato scontato – spiega il presidente della Lega Basket Umberto Gandini – le società si sono prese dei rischi visto il momento, ma devo dire che l’esito del torneo, con il parziale ritorno del pubblico (per la finale a Bologna tra Milano e Virtus c’erano 2 mila spettatori), è stato molto positivo, vista la situazione di partenza”
Come uscivano le grandi squadre dal lockdown?
“Ad agosto abbiamo presentato uno studio al governo in cui il crollo complessivo degli incassi era di 40 milioni, circa il 30% dell’intero fatturato: comprendeva gli effetti del campionato 19-20 interrotto, i palazzetti chiusi, ma anche l’impossibilità di fare campagna abbonamenti per la stagione 20-21, con la conseguente crisi di liquidità. Avevamo bisogno di certezze, altrimenti proprietari e sponsor avrebbero smesso d’investire”
E sono arrivate?
“Il governo ci ha risposto, con altre leghe anche di volley e calcio ci siamo riuniti nel comitato 4.0 e abbiamo portato una serie di proposte. La più importante è stato ottenere il credito d’imposta sulle sponsorizzazioni. E' nel decreto agosto e deve essere ancora convertito in legge, ma è bastato come segnale: i proprietari e gli sponsor lo hanno colto per confermare gli investimenti. Mostra una passione e una fiducia straordinari”
Le attività sono riprese normalmente, o ci si è concentrati sulle prime squadre?
“Con tutte le precauzioni del caso: i protocolli su controlli, distanziamento e le maggiori difficoltà di organizzazione, mi risulta che le società hanno fatto il massimo per riprendere anche le attività delle giovanili, anche se li spesso ci si scontra con le difficoltà che ha il mondo della scuola”
Ora il prossimo passo è il ritorno del pubblico
“Di certo non possiamo tornare indietro: a Bologna per la finale della supercoppa c’erano 2 mila spettatori, ma al momento il campionato inizierebbe il 27 settembre a porte chiuse, bisogna intervenire su questo. Il nostro obiettivo è cercare sempre di dare la massima sicurezza possibile negli impianti e arrivare presto a definire delle capienze in percentuale rispetto alla normalità”
La polemica sull’apertura degli stadi di calcio può essere un ostacolo per gli altri sport ?
“Riaprire gli stadi nel calcio è fondamentale per tutto lo sport italiano, garanzie totali in questo contesto non le può offrire nessuno. L’importante è definire degli standard che diano la massima sicurezza possibile per atleti e tifosi”
Come uscivano le grandi squadre dal lockdown?
“Ad agosto abbiamo presentato uno studio al governo in cui il crollo complessivo degli incassi era di 40 milioni, circa il 30% dell’intero fatturato: comprendeva gli effetti del campionato 19-20 interrotto, i palazzetti chiusi, ma anche l’impossibilità di fare campagna abbonamenti per la stagione 20-21, con la conseguente crisi di liquidità. Avevamo bisogno di certezze, altrimenti proprietari e sponsor avrebbero smesso d’investire”
E sono arrivate?
“Il governo ci ha risposto, con altre leghe anche di volley e calcio ci siamo riuniti nel comitato 4.0 e abbiamo portato una serie di proposte. La più importante è stato ottenere il credito d’imposta sulle sponsorizzazioni. E' nel decreto agosto e deve essere ancora convertito in legge, ma è bastato come segnale: i proprietari e gli sponsor lo hanno colto per confermare gli investimenti. Mostra una passione e una fiducia straordinari”
Le attività sono riprese normalmente, o ci si è concentrati sulle prime squadre?
“Con tutte le precauzioni del caso: i protocolli su controlli, distanziamento e le maggiori difficoltà di organizzazione, mi risulta che le società hanno fatto il massimo per riprendere anche le attività delle giovanili, anche se li spesso ci si scontra con le difficoltà che ha il mondo della scuola”
Ora il prossimo passo è il ritorno del pubblico
“Di certo non possiamo tornare indietro: a Bologna per la finale della supercoppa c’erano 2 mila spettatori, ma al momento il campionato inizierebbe il 27 settembre a porte chiuse, bisogna intervenire su questo. Il nostro obiettivo è cercare sempre di dare la massima sicurezza possibile negli impianti e arrivare presto a definire delle capienze in percentuale rispetto alla normalità”
La polemica sull’apertura degli stadi di calcio può essere un ostacolo per gli altri sport ?
“Riaprire gli stadi nel calcio è fondamentale per tutto lo sport italiano, garanzie totali in questo contesto non le può offrire nessuno. L’importante è definire degli standard che diano la massima sicurezza possibile per atleti e tifosi”