“Guarderemo indietro a quest'anno e all’anno scorso come al momento in cui il mondo è entrato nel secolo digitale in piena forza. Così come abbiamo elettrificato le fabbriche e le macchine nel secolo scorso, useremo il cloud ibrido per infondere l'intelligenza artificiale nel software e nei sistemi nel ventunesimo secolo. E una cosa è certa: questo è un futuro che deve essere costruito su una base di profonda collaborazione industriale”.
A spiegare con queste parole l’all-in di Ibm sull’intelligenza artificiale e sul cloud ibrido durante il Think Summit 2021 è stato Arvind Krishna, numero uno del colosso americano. L’edizione annuale del summit organizzato dal gruppo hi-tech è stata l’occasione per fare il punto sugli impatti della pandemia in termini di rivoluzione digitale, ma anche per annunciare i progressi compiuti da Ibm in tema di intelligenza artificiale e non solo. “Ibm è all-in sul cloud ibrido e sull’AI perché le imprese hanno bisogno di un percorso chiaro e credibile per modernizzare i loro sistemi mission-critical – ha spiegato Krishna -. Ecco perché abbiamo investito molto nella costruzione di capacità di intelligenza artificiale ricche e potenti per il business”.
Il numero uno di Ibm ha portato all’attenzione del pubblico anche uno studio elaborato dal colosso americano, emblematico della domanda hi-tech innescata dalla pandemia da Covid-19. Secondo le rilevazioni del report, l'imperativo di incorporare l’intelligenza artificiale nei processi aziendali è diventato più urgente durante la pandemia. Dei professionisti IT intervistati, il 43% ha detto che le loro aziende hanno accelerato i processi di sviluppo AI, mentre quasi la metà ha detto di valutare i fornitori di intelligenza artificiale soprattutto sulla loro capacità di automatizzare i processi.
Il Think Summit 2021 di Ibm ha ospitato come da tradizione diversi annunci, legati ai progressi compiuti in tema di ricerca e sviluppo. Tra le nuove funzionalità che integrano dati, cloud e intelligenza artificiale annunciate da Ibm rientrano il sistema Cloud Pak for Data, che utilizza l'AI per aiutare i clienti a ottenere risposte a query distribuite fino a otto volte più velocemente rispetto al passato, Watson Orchestrate, una funzionalità AI interattiva progettata per aumentare la produttività personale dei professionisti del business attraverso le vendite, le risorse umane, le operazioni e altro ancora. E poi Maximo Mobile, una piattaforma pensata per facilitare il lavoro dei tecnici sul campo che si occupano della manutenzione di risorse fisiche come strade, ponti, linee di produzione, centrali elettriche e raffinerie.
Durante il Think Summit c’è stato spazio anche per alcuni annunci non squisitamente tecnologici, inerenti al consolidamento dell’ecosistema di Ibm. Ad esempio, Ibm ed EY hanno annunciato la creazione di un centro di eccellenza per i servizi finanziari e per il cloud ibrido. Saranno progettate soluzioni ad hoc per affrontare i requisiti specifici delle organizzazioni di servizi finanziari durante la transizione al cloud e la trasformazione dei processi aziendali. Su una scia simile si inseriscono infine gli investimenti sulla rete dei partner: come parte di un investimento da un miliardo di dollari per sostenere l’ecosistema dei partner, Ibm ha svelato nuove iniziativa per la formazione delle competenze e altre attività, pensate per supportare i propri soci in un mercato sempre più competitivo.