Il poeta Paul Valéry invitava ad arricchirci delle nostre reciproche differenze. Una visione condivisa da sempre più aziende, anche in Italia, tra le quali vanno diffondendosi strategie mirate che puntano su inclusione e valorizzazione della diversità. In questo ambito un tema sotto i riflettori riguarda l'inclusione lavorativa di persone con disabilità. Queste ultime devono infatti fare i conti con livelli occupazionali ancora molto al di sotto della media nazionale e con ambienti lavorativi spesso poco agevoli e accoglienti.
Anche se tra le aziende è in crescita la sensibilità verso il tema. Ne è un esempio UniCredit, che ha attuato diverse iniziative per supportare e valorizzare i propri dipendenti con disabilità. Tra questi, Pamela Novaglio, coordinatrice polo condizioni regione Lombardia, che ha partecipato a cinque paralimpiadi (l'ultima Tokyo 2020) nella specialità del tiro a segno, riuscendo a conseguire molti successi, tra cui un titolo mondiale nella carabina mista.
La storia
"Ho sempre avuto una grande passione per la montagna, la neve e lo sci in particolare - racconta Novaglio -. Dopo il grave incidente durante una discesa di slalom gigante che mi ha poi impedito di gareggiare in velocità, mi sono approcciata in modo naturale dapprima allo sci di fondo e poi al biathlon. Da sette anni - prosegue - mi dedico esclusivamente al tiro a segno, disciplina che meglio si concilia con i miei ritmi di lavoro e che mi permette di allenarmi qui vicino a casa".
Si tratta di un'attività che ha avuto risvolti positivi anche sul lavoro. "Il tiro a segno è uno sport in cui è fondamentale rimanere sempre concentrati e in cui l'attenzione e la precisione rappresentano lo sforzo maggiore - prosegue Novaglio -. Inoltre, identificare il bersaglio, che è piccolo come un moscerino, e trovare l'esatto momento in cui tirare, proprio nell'istante in cui non c'è battito, richiedono allenamento e molta calma. Tutte qualità molto utili anche nel mio lavoro quotidiano in ufficio".
Un grosso aiuto per riuscire a conciliare lavoro e sport è arrivato proprio dalla banca, in particolare dalla stretta collaborazione dei colleghi di team "che mi supportano offrendomi la disponibilità necessaria perché io mi possa allenare senza che sia compromessa la qualità del lavoro".
Parlando di diversità, Novaglio evidenzia come di supporto le sono state anche le iniziative promosse da UniCredit. "Da qualche anno partecipo ai tavoli di lavoro organizzati in azienda dal disability manager, dove è possibile incontrare non solo persone con cui costruire una realtà inclusiva, ma anche colleghi normodotati che lavorano con persone con disabilità, come genitori o allenatori. Grazie poi allo sviluppo tecnologico e agli innovativi strumenti messi a disposizione dalla banca - conclude -. Ora vedo che i colleghi con disabilità hanno la possibilità di svolgere mansioni più adatte alle proprie competenze, includendoli maggiormente nell'attività professionale. La digitalizzazione messa a servizio della disabilità mi stupisce ogni volta e mi rende orgogliosa di lavorare per un gruppo come UniCredit".