L’impact investing delle startup italiane
di Mariano Mangia , di Mariano MangiaLe startup italiane rivelano un’elevata consapevolezza delle questioni di impatto sociale e in molti casi lo considerano nella loro mission, a rivelarlo è un’indagine che Italiacamp, impact organization italiana, ha svolto su 302 startup appartenenti a diversi settori. Nell’indagine sono stati valutate tre dimensioni chiave: l’intenzionalità, ossia se l’impatto sociale e ambientale è intenzionalmente integrato nella missione imprenditoriale, la misurazione dell'impatto e la sua gestione e rendicontazione. Per il primo aspetto, l’intenzionalità, e restringendo il campo di analisi alle startup che non appartengono a settori sociali, il 95% degli intervistati dichiara di avere una buona consapevolezza delle questioni di impatto sociale e un 40% del campione ha considerato l'impatto intenzionalmente nella sua mission, mentre un 30% ha avuto a che fare con l’impatto indirettamente. L’impatto che le startup …
Le startup italiane rivelano un’elevata consapevolezza delle questioni di impatto sociale e in molti casi lo considerano nella loro mission, a rivelarlo è un’indagine che Italiacamp, impact organization italiana, ha svolto su 302 startup appartenenti a diversi settori. Nell’indagine sono stati valutate tre dimensioni chiave: l’intenzionalità, ossia se l’impatto sociale e ambientale è intenzionalmente integrato nella missione imprenditoriale, la misurazione dell'impatto e la sua gestione e rendicontazione. Per il primo aspetto, l’intenzionalità, e restringendo il campo di analisi alle startup che non appartengono a settori sociali, il 95% degli intervistati dichiara di avere una buona consapevolezza delle questioni di impatto sociale e un 40% del campione ha considerato l'impatto intenzionalmente nella sua mission, mentre un 30% ha avuto a che fare con l’impatto indirettamente. L’impatto che le startup hanno ritenuto di aver generato è legato principalmente all’innovazione, all’area salute e benessere, all’ambiente e sostenibilità.
In termini di misurazione e rendicontazione dell’impatto delle proprie attività, solo l’8% del campione procede a valutazioni quantitative, ma un altro 30% sta iniziando a considerarla e solo il 20% non ha considerato alcuna misurazione; il 23% integra l'impatto nella pianificazione della strategia e il 20% monitora periodicamente l'obiettivo di impatto definito nei piani strategici. Limitando l’analisi alle startup che non riportano un orientamento all'impatto, i risultati indicano che solo il 22% degli intervistati non ha adottato alcuna forma di misurazione dell'impatto, mentre il restante 78% ha incluso una qualche forma di misurazione, seppur in maggior misura qualitativa, nei propri sistemi di rendicontazione; un quarto delle aziende, infine, integra l'impatto direttamente nella strategia di pianificazione aziendale.
C’è poi una parte dell’indagine che considera un punto di vista diverso, le startup come oggetto di investimenti a impatto. Il 15% degli intervistati ha già ricevuto un investimento a impatto e l’82% delle startup che non lo ha ricevuto si dichiara pronto. Non solo: il 27% delle startup con un business non orientato all'impatto conosce comunque i fondi di impatto, con tutti che indicano almeno un nome. Le startup appaiono anche molto disponibili ad adottare specifiche pratiche, se dovessero essere richieste loro dagli investitori: Il 90% è pronto a introdurre pratiche di valutazione sull'impatto ottenuto dalla propria organizzazione, l'88% a investire di più in risorse umane e finanziarie e, ancora, Il 90% delle startup è disponibile a introdurre una qualche forma di misurazione dell'impatto nella gestione delle proprie organizzazioni, se sorgesse l'opportunità di ricevere investimenti d'impatto.
Intelligenza Artificiale, Smart Mobility, Healthcare e Agritech, infine, sono i settori più impact oriented. "In generale l'ecosistema italiano delle startup ha una diffusa conoscenza e propensione all’integrazione dell’impatto quando si tratta di considerazioni strategiche - ha commentato Elisabetta Scognamiglio, head of communities domain di Italiacamp - ma ancora fa fatica a sviluppare quei processi di pianificazione e valutazione impact oriented capaci di attirare quegli investitori che oggi sono sempre più attenti agli aspetti di sostenibilità e impatto".