Disabilità, l’inclusione parte dalla conoscenza

Disabilità, l’inclusione parte dalla conoscenza
Nel 2018 UniCredit ha avviato, nell’ambito della più ampia strategia di welfare aziendale, una strategia ad hoc, che tra le altre cose ha portato alla creazione di un disability manager e alla creazione di programmi formativi specialistici
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Una strategia costruita per step successivi, facendo tesoro delle indicazioni raccolte di volta in volta. Si può sintetizzare così il lavoro di UniCredit sul fronte dell’inclusione relativamente alle persone disabili. Nel 2018 è stata la prima italiana a introdurre in organico un disability manager, con l’obiettivo di ascoltare i bisogni dei colleghi che vivono la disabilità e di migliorare la qualità della loro vita e delle loro famiglie, favorendo la piena inclusione durante il loro percorso lavorativo.

Cultura e leadership inclusiva

Sono seguiti, poi, numerosi programmi di cultura e leadership inclusiva, oltre che di formazione sui pregiudizi inconsci e progetti co-costruiti con i colleghi con disabilità. E il 3 dicembre scorso, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, il gruppo UniCredit ha presentato il progetto: “Rendere Visibile l’invisible”, finalizzato a promuovere la conoscenza e la consapevolezza delle patologie che generano le disabilità invisibili e favorire comportamenti efficaci da adottare in ambito interpersonale e  professionale e illuminato di viola la guglia della torre, nella sede di Piazza Gae Aulenti a Milano, come forma di sensibilizzazione sull’importanza di creare un futuro nel quale le persone con disabilità vivano senza barriere e godano di pari opportunità.

Il network internazionale

A dimostrazione della sua natura inclusiva, nel luglio 2020, UniCredit è entrata a far parte di Valuable 500, un movimento internazionale di aziende e leader che pone il concetto di disabilità al primo posto rispetto ai loro obiettivi di business.

La formazione

E’ stata distribuita ai dipendenti, con l’obiettivo di far conoscere le disabilità e offrire indicazioni utili per creare un ambiente lavorativo il più inclusivo possibile, la brochure “Le nostre differenze fanno la differenza”. E ancora, è a disposizione dei dipendenti un ampio catalogo di corsi di formazione, tra cui l’Introduzione in lingua dei segni e labiolettura, che ha visto come protagonisti alcuni dipendenti sordi del gruppo, o il re-skiling project, un’iniziativa che punta a riqualificare i colleghi non vedenti e ipovedenti nel ruolo di centralinisti.

Infine, durante la pandemia, è stato avviato un programma on line di cultura inclusiva “Beyond disability”, con racconti da parte dei dipendenti con disabilità e tavole rotonde.