Da star del mondo della musica come Taylor Swift e Katy Perry ad attori come Will Smith, fino a sportivi come Lionel Messi e LeBron James. Sono loro alcuni dei più famosi influencer al mondo, ovvero personaggi estremamente popolari in rete, e non solo, che hanno la capacità di influenzare i comportamenti e le scelte di milioni di persone. Non a caso sono sempre più numerose le aziende che scelgono di affidarsi a queste figure per promuovere i propri prodotti o servizi. Negli ultimi anni è, inoltre, cresciuta la tendenza a far leva sui dipendenti per promuovere il cambiamento interno.
L'approccio utilizzato, improntato a una logica data-driven, punta in particolare a individuare con metodologie scientifico-matematiche le persone che all'interno dell'organizzazione aziendale esercitano un maggior grado di influenza sui propri colleghi. Sono i cosiddetti social influencer che vengono individuati nei programmi di change management per assegnare loro ruoli di supporto al cambiamento. Si tratta di figure che possono essere suddivise, attraverso l'uso di particolari metriche, in diversi cluster in base a tratti specifici. Dai poliedrici a quelli più adatti in ruoli specifici, fino ai sociali influencer in grado di mettere in contatto mondi diversi.
Quale aiuto possono fornire
"Si tratta di figure che è utile individuare all'interno di progetti di change management con i quali si vuole promuovere un cambio all'interno dell'organizzazione legato non a competenze tecniche, ma ad aspetti comportamentali che poi sono quelli più difficili da modificare", osserva Marcello Bogetti, direttore del laboratorio Labnet della Saa School of Management dell'Università di Torino. "Ad esempio, per favorire un maggior orientamento al cliente, per promuovere innovazione, per incentivare la disponibilità a lavorare con gli altri o, ancora, per diffondere una maggior empatia all'interno dell'organizzazione", spiega Bogetti, che aggiunge come un altro tema per il quale si fa ricorso ai dipendenti influencer riguarda la sicurezza sul lavoro. "Quest'ultimo è un ambito sul quale le aziende hanno fatto grossi investimenti, ma che resta ancora molto legato ai comportamenti individuali, e lo stesso vale per la cyber sicurezza. Ricorrere a queste figure può dunque aiutare a promuovere un cambiamento tangibile altrimenti difficilmente raggiungibile".
Una volta stabilito in quale cluster rientrano, per ciascun social influencer possono essere studiati percorsi ad hoc, con l'obiettivo di motivarli su tematiche specifiche, ad esempio iniziative a sostegno della salute e sicurezza sul lavoro, e valorizzarne il ruolo in linea con gli obiettivi aziendali. Tra i percorsi rientrano sessioni di presentazione gestite dai social influencer; interventi a cascata attivati da questi ultimi e affidati ad altri secondo una logica peer-to-peer; interventi ongoing destrutturati e informali (utilizzo dei momenti alla macchinetta del caffè fisica o virtuale,
gruppi e conversazioni in tipici ambienti social); presentazioni, illustrazioni, dimostrazioni di applicazioni e di best practices.