Spesso si parla di benessere fisico, ma sarebbe molto più corretto usare l’espressione psicofisico. Mente e corpo sono strettamente legati fra loro e una non può star bene se l’altro sta male e viceversa. L’epidemia di Covid- 19 ha messo bene in luce quanto una persona stressata e impaurita abbia maggiori probabilità di ammalarsi con sintomi anche gravi rispetto a chi affronta invece le difficoltà con il giusto equilibrio.
L’impatto
Secondo un’indagine condotta dal gruppo assicurativo Axa la pandemia sta avendo impatti importanti sullo stato di benessere psicologico degli italiani. E lo stesso sta avvenendo negli altri Paesi europei, a partire dalla Spagna, l’unico Paese dove gli effetti sono stati più pesanti che da noi. «Quasi il 50 per cento degli italiani avverte un deterioramento del proprio stato di salute psicologica — si legge nella ricerca — Le donne e i giovani sono le fasce maggiormente colpite e, tra i fattori di vulnerabilità, emergono soprattutto l’instabilità finanziaria, lo stress lavoro correlato, la perdita del lavoro: in particolare, una donna su due ha visto peggiorare il proprio livello di stress collegato al lavoro, tre giovani su quattro hanno invece perso, temporaneamente o definitivamente, il loro impiego». E proprio in linea con le evidenze di questo studio Axa sta portando avanti da diversi anni una politica aziendale che tenga conto di tutti gli aspetti che concorrono alla determinazione dello stato di salute del lavoratore. L’obiettivo del gruppo assicurativo è infatti quello di promuovere un ambiente di lavoro che favorisca l’equilibrio tra salute fisica, benessere psicologico e sociale. Axa Italia, per esempio, si è dotata di una strategia di smart working già da diversi anni e nella primavera scorsa, allo scoppio della pandemia, non si è dunque trovata a dover improvvisare su un aspetto così delicato dell’organizzazione del lavoro (oggi tutti i 1.800 dipendenti Axa in Italia sono operativi da remoto al 100%).
«Siamo stati tra i primi ad aver introdotto nel 2016 lo smart working in azienda — spiega Patrick Cohen, amministratore delegato di Axa Italia — E questo ci ha permesso di affrontare questo anno senza difficoltà, garantendo lo smart working al 100% per tutti i collaboratori, con ottimi risultati in termini di soddisfazione e di performance. Adesso andremo oltre per continuare ad essere un’azienda di riferimento in Italia, anche al di là del settore assicurativo. Lo faremo, offrendo a ciascuno un’esperienza unica, caratterizzata da maggior flessibilità, empowerment e senso di responsabilità ».
Fra le altre iniziative messe in campo da Axa Italia per assicurare il benessere dei propri collaboratori ci sono un’ampia polizza assicurativa che copre anche le problematiche psicologiche, la possibilità di effettuare gratuitamente su base volontaria test sierologici per il Covid- 19, corsi per la gestione delle emozioni (paura, rabbia, noia, tristezza) e webinar di wellbeing con argomenti quali yoga e fisioterapia.
«Vogliamo che Axa sia la casa fuori dalla casa. — ha proseguito Cohen — Ci impegniamo ogni giorno per offrire un ambiente lavorativo in cui le persone si sentano bene nel quotidiano con una forte cultura basata su ingaggio, diversità e inclusione. Sono queste le leve che ci permettono di raggiungere grandi obiettivi, di posizionarci come un’azienda innovativa e che ci spingono a fare sempre di più, perché alla base dei nostri valori e punto di partenza per servire sempre meglio i nostri clienti. Centralità del cliente in ogni nostra azione, attenzione alle persone, coraggio ad intraprendere e trasformare e grande spirito di squadra: sono questi i valori che ci hanno aiutato a restare uniti e coesi in questo anno senza precedenti e che saranno ancora più importanti nel contesto attuale, per affrontare le grandi sfide che abbiamo di fronte a noi». – m.fr.