In tredici anni le aziende italiane certificate Top Employers sono aumentate del 300%. È il dato che fotografa l’attenzione crescente del nostro sistema imprenditoriale nei confronti della gestione delle risorse umane. È il 2008 quando l’Istituto olandese sbarca in Italia. Cinque mesi a “studiare” le nostre aziende, e l’anno dopo arrivano le prime 28 certificazioni. I criteri di valutazione sono 5: condizioni di lavoro, cultura aziendale, sviluppo del talento, impegno sociale, scommessa sull’innovazione. Tredici anni dopo, le aziende certificate quadruplicano. E i criteri di valutazione raddoppiano e si diversificano, adeguandosi alla maggiore complessità delle organizzazioni e alle nuove esigenze emerse in campi come talent acquisition, on-boarding, leadership development, career and succession management sino alle ultime priorità legate all’innovazione spinta per effetto della crisi pandemica.
Tra le 112 aziende certificate Top Employers Italia 2021 il settore più presente è sempre il farmaceutico con 16 aziende, davanti al bancario con 9 e alla consulenza con 8.
Seguono automotive, manufacturing, retail-grande distribuzione (7), assicurazioni, energia (6), beni di consumo, media & pubblicità (5), Ict, telecomunicazioni, engineering & machinery, trasporti & logistica, food & beverages, utilities & servizi (4), technology, electronics, assistenza e cura (3). Ci sono poi due realtà del mondo alberghiero e 1 azienda del settore beauty & care. Dalle analisi dell’Istituto emergono oggi due tratti significativi (e connessi) nel mondo del lavoro: la maggiore attenzione delle aziende nei confronti delle persone, all’interno di un mercato sempre più fluido e liquido, dove è oramai tramontato il tradizionale paradigma del “posto fisso” in tutti i sensi o della fedeltà del lavoratore all’azienda dall’assunzione alla pensione. Tuttavia, l’Istituto fa notare che in questa grande trasformazione, accelerata dal Covid-19, resiste un “nocciolo duro” di valori che rimangono tra i più considerati ai vertici delle aziende. Valori che neppure la pandemia è riuscita a scalfire. Anzi, in molti casi, li ha corroborati come il senso di comunità e di vicinanza ai dipendenti.
In 13 anni di attività dell’Istituto, solo 6 aziende hanno ottenuto ininterrottamente la certificazione “Top”: Abbott e Chiesi Farmaceutici (industria farmaceutica), Cariparma, oggi Crédit Agricole, e Unicredit (credito), Elica (produzione) e PepsiCo (alimentare). «La Certificazione Top Employers rappresenta il riconoscimento di uno sforzo teso al raggiungimento di un’eccellenza e di un’attenzione continua verso la crescita e il benessere delle persone — dice Alessio Tanganelli, regional director Top Employers Institute — . Una crescita che si traduce in opportunità di sviluppo anche per le aziende e che impatta, in questo 2021, su 7 milioni di persone innestando un circolo virtuoso che contribuisce anche al miglioramento generale del mondo del lavoro».
Al farmaceutico il primato
Vito de CegliaCon 16 aziende è quello che ha più industrie certificate In 13 anni +300% le società con il sigillo. È la prova di sensibilità HR crescete nell’economia del Bel Paese