Giulia Baccarin, vicentina, ingegnere, Ceo e fondatrice di Mipu, intervistata da Roberto Santori, Founder & Managing Director di Challenge Network, ha affrontato la platea della Celebration Certification Top Employers 2023 con semplicità e autoironia, raccontando i suoi esordi. "Dopo la mia tesi di laurea in ingegneria biomedica dove avevo progettato una T-shirt dedicata agli anziani, in grado di prevedere incidenti e cadute, e azionare così una sorta di air bag in caso di emergenza, pensavo che il mondo del lavoro fosse lì ad aspettarmi a braccia aperte. Ho mandato più di cento curriculum e nessuno mi ha riposto. A un certo punto ho accettato un’offerta in Giappone e poi in Corea del Sud e sono stata lontano dall’Italia per anni".
Rientrata nel nostro Paese, ha fondato nel 2012 MIPU, azienda innovativa con la mission di portare tecniche predittive e di intelligenza artificiale in fabbriche e città per ridurre sprechi, costi e aumentare sostenibilità e competitività. "Alla base delle ricerche che svolgiamo tutti giorni sui motori di ricerca ci sono degli algoritmi - ha spiegato Baccarin - ma forse in pochi sanno che quando le luci del corridoio di un albergo si accendono al nostro passaggio, quando prendiamo un treno e ci affidiamo alla sicurezza di un trasporto su rotaia, quando invochiamo la sostenibilità ambientale, l'utilizzo della fonti rinnovabili, il risparmio energetico, la salubrità della nostra acqua, in tutti questi casi e innumerevoli altri noi incontriamo l’AI".
Ed è sempre l’AI che riesce a prevedere le rotture dei macchinari in un’azienda e fa risparmiare, perché prevenire un guasto vuol dire eliminare il rischio di fermi improvvisi, ridurre la sostituzione di parti di ricambio e risparmiare tempo, denaro e risorse; oppure l'intelligenza artificiale è in grado di regolare il flusso dell’acqua di una diga arrivando a massimizzare la produzione di energia elettrica e governare il flusso d’acqua nei fiumi per evitare esondazioni e frane.
Un aspetto che sta molto a cuore a Giulia Baccarin è l’“errore intelligente”: "Se vuoi il successo devi accogliere una percentuale più alta di errori, eppure esistono numerosi errori dell'intelligenza artificiale, che dividerei in due categorie. La prima riguarda i bias, ovvero i pregiudizi che trasmettiamo all'intelligenza artificiale in quanto la addestriamo con dati di bassa qualità, varietà e quantità. La seconda è invece legata ai limiti dell'intelligenza artificiale, che non sa prevedere fenomeni complessi. In questo senso la capacità umana di costruire architetture logiche complesse è cruciale: l'intelligenza artificiale ci richiede di allenare il nostro pensiero sistemico e guardare con nuovi occhi anche là dove abbiamo già guardato".
Last but not least, l’Intelligenza Artificiale può diventare supporto della riqualificazione e rilancio professionale in ambito Hr e può offrire una seconda vita professionale a quanti si trovino temporaneamente fuori dal mercato del lavoro, o desiderano arricchire il proprio bagaglio formativo. "Democratizzare l’Intelligenza Artificiale si può e si deve. Il nostro desiderio è che ciascuno possa utilizzare l'intelligenza artificiale per contribuire alle grandi sfide che il futuro ci pone dinanzi: i temi ambientali e climatici anzitutto, ma anche l'equità sociale e la possibilità di realizzare un mondo più inclusivo", ha concluso Giulia Baccarin.