Ci sono ragioni strutturali, come la volontà di assecondare i nuovi stili di consumo, che tendono a privilegiare le esperienze rispetto alla proprietà dei beni, e come l’avanzata dei millennials, nativi digitali, abituati a confrontare le diverse offerte e poi scegliere sempre attraverso web e app. E poi vi sono ragioni congiunturali, con la necessità di ridurre per venire incontro a schiere di consumatori impoveriti dalla crisi scatenata dal Covid 19. È la cornice all’interno della quale le banche vanno sviluppando il nuovo filone dell’instant insurance.
Unione delle forze
L’ampliamento dell’orizzonte di business con l’ingresso in campo assicurativo non è una novità assoluta per le banche. Pressati dalla marginalità calante e con la difficoltà di generare profitti in un’era di tassi bassi, gli istituti da tempo stanno puntando sulle polizze, facendo leva sulla capillarità dei propri sportelli. La maggior parte dei gruppi punta su partnership di bancassurance,
che consistono in accordi in esclusiva (e solitamente di lungo termine) con una compagnia assicurativa. Altri, soprattutto quelli di grandi dimensioni, nel tempo hanno sviluppato un’offerta assicurativa in proprio, che va dal ramo vita al danni, nell’ultimo caso in genere con un focus sulla Rc auto, che poi è il filone più importante nel nostro Paese.
Frontiera insurtech
La grande novità è costituita dalle polizze di instant insurance, quelle cioè che si attivano con pochi click e rispondono a esigenze temporanee. Qualche esempio? La copertura assicurativa da attivare prima di dedicarsi a una sciata in montagna, quella alla vigilia di un viaggio o per essere al sicuro prima di iniziare dei lavori in casa o, ancora, se si guida l’auto di un’altra persona o
si usa la bicicletta. Un altro tratto distintivo dell’instant insurance è nella modalità: dalla ricerca della copertura, all’eventuale selezione tra le offerte, fino alla sottoscrizione, si fa tutto online, senza recarsi allo sportello, né intermediazione da parte di un agente o consulente. Si tratta di un filone dal grande potenziale, che consentirebbe al nostro Paese di colmare la storica sottoassicurazione che si riscontra in molti settori, venendo al contempo incontro alle esigenze dei consumatori che in questa fase
devono fare i conti con tasche sempre più vuote.
La strada delle partnership
Buona parte delle iniziative di instant insurance è frutto della collaborazione tra vecchio nuovo, cioè tra gli istituti di credito (che mettono sul piatto la forza del brand e la capillarità del proprio network di clientela) e le insurtech (startup nate per innovare il settore assicurativo facendo leva sulle tecnologie, che offrono le soluzioni assicurative). In questo modo viene messa a disposizione un’offerta di coperture di instant insurance direttamente attraverso l’home banking. Il valore aggiunto percepito dai correntisti aumenta sensibilmente, dato che viene permesso di attivare velocemente diverse tipologie di polizze in piena autonomia, anche dal proprio smartphone. In un Paese come il nostro che è il terzo al mondo per numero di telefonini in proporzione agli abitanti (dopo la Corea del Sud e Hong Kong) le potenzialità di sviluppo sono enormi.
Sfide e opportunità
Che non si tratti di una moda passeggera, bensì di un trend strutturale lo pensa anche l’Ivass (l’autorità di vigilanza sul comparto assicurativo), che nel report “Il mercato assicurativo nell’attuale congiuntura: rischi e opportunità” segnala come la digitalizzazione renda “non irrealistico pensare al passaggio da coperture standard a forme di personalizzazione anche spinta”. Uno scenario che
è al contempo un’opportunità e un banco di prova per gli operatori tradizionali, chiamati ad adottare un approccio al mercato e forme organizzative più agili, con la prospettiva di trovare nuove fonti di ricavi in un’epoca in cui altri spazi di crescita si vanno restringendo.