I dati sono diventati il nuovo petrolio

I dati sono diventati il nuovo petrolio
Una migliore conoscenza degli utenti consente di personalizzare l’offerta di prodotti e servizi e di ridurre i rischi per l’azienda, con ricadute positive sui prezzi praticati
2 minuti di lettura

“La sfida è conoscere il più possibile i bisogni dei clienti a 360 gradi in modo da proporgli un’offerta personalizzata e con costi adeguati alle loro esigenze”. Stefano Gatti, head of data and analytics di Nexi, sintetizza così l’attenzione crescente delle aziende al tema dei dati che crescono sempre più a livello numerico, ma vedono anche crescere le capacità di interpretarli e trasformarli in indicazioni utili per il business e per tutta la società.

Che cosa fa un head of data and analytics?

“Guido un team di esperti nel trattamento, la lettura e l’elaborazione dei dati. Si tratta di professionisti, come data engineer e data scientist, che approcciano un numero gigantesco di informazioni e, tramite algoritmi matematici, effettuano elaborazioni utili alla nostra azienda, così come ai partner con i quali lavoriamo. In questi anni Nexi ha investito massicciamente su queste professionalità proprio per raggiungere l’eccellenza in questo settore”.

Ci può fare un esempio di come funziona la vostra attività?

“Prendiamo la app Nexi Business, che consente agli esercenti di gestire la propria attività, ottenendo in tempo reale servizi come analisi statistiche, monitoraggio delle transazioni, gestione storni. Dietro questi risultati c’è il lavoro dei professionisti dei dati, che consentono al merchant ad esempio di capire rapidamente come sta andando la propria attività rispetto a quello dei concorrenti. Allargando il discorso a scenari più ampi, il lavoro sui dati può consentire di farsi un’idea di come potrebbe evolvere un dato mercato, come può essere quello bancario, alla luce della Crisi Covid, in modo da consentire alle aziende di adottare scelte strategiche vincenti.

Stefano Gatti, head of data and analytics di Nexi
Stefano Gatti, head of data and analytics di Nexi 

Si dice spesso che i dati sono il nuovo petrolio. Ritiene sia davvero così o è una semplificazione eccessiva?

“Mi piace dire che i dati, alla luce dello sviluppo tecnologico in corso, oggi possono essere analizzati per offrire una rappresentazione sempre più fedele del mondo. Quando incontriamo un cliente, abbiamo molti più dati su di lui – magari raccolti, con il suo consenso, attraverso tutta l’esperienza con i nostri servizi fino al momento della transazione. Sta aumentando rapidamente la quantità dei dati a disposizione, ma anche la velocità con cui riusciamo a elaborarli. Questo ci consente di offrire all’azienda, alle banche e ai merchant clienti le migliori indicazioni per capire il cliente”.

Quindi migliora la profilazione in vista di campagne marketing mirate?

“Non solo. Queste analisi consentono anche di spingere le vendite e di migliorare il rapporto tra banca e risparmiatore. Se ad esempio voglio fare instant lending e quindi offrire servizi di credito, andrò a proporre il servizio a chi ha una linea di credito attiva o a chi ha investimenti per cui potrebbe avere necessità di credito”.

Quali sono le implicazioni in ottica di Psd2?

“La direttiva sull’open banking consente, in ottica analisi dei dati, di conoscere meglio il cliente acquisito e anche quello di altre banche, sempre nei limiti del consenso sottoscritto dallo stesso. Questo consente di velocizzare le erogazioni di credito e di personalizzare il servizio, due servizi grazie ai quali arrivare a un prezzo finale più basso del passato. E’ un po’ la logica che sta dietro le scatole nere montate sulle automobili per monitorare lo stile di guida, contrastare le truffe e premiare con tariffe più basse i più virtuosi alla guida”.

Quando si parla di dati da gestire, il pensiero va alla sicurezza. Come gestirla al meglio?

“Sicuramente questa è una delle preoccupazioni principali: ogni giorno ci troviamo a gestire quantità maggiori di dati e a fare i conti con malintenzionati sempre più esperti. Occorre trattare i dati seguendo due direttrici: la massima sicurezza nella gestione delle informazioni e l’approccio etico. Quanto all’ultimo aspetto, occorre sempre attenersi alle finalità del mandato ricevuto dal titolare dei dati. Così, se il consenso concesso ai sensi della Psd2 permette di accedere ad alcuni dati dell’utente con precise finalità, occorre restare in quel recinto. In definitiva, riteniamo che i dati costituiscano un valore per il cliente finale sia in termini di sicurezza, sia quanto alle informazioni che ne può ricavare. Il nostro compito è far emergere questo valore interpretando attraverso strumenti professionali questi dati”.