Una crescente consapevolezza sulle conseguenze delle proprie azioni e la possibilità di impattare meno sull’ambiente pur senza rinunciare all’efficienza e alle prestazioni di ciò che si fa. L’open banking può svolgere un ruolo importante nello sforzo condiviso di adottare un modello di crescita inclusivo orientato alla sostenibilità, offrendo trasparenza informativa, sicurezza sui dati sensibili e nuovi spazi di crescita per le fintech, categoria d’imprese particolarmente attenta alla sostenibilità. E, al tempo stesso, può offrire agli operatori finanziari nuovi spazi di mercato, considerata la sensibilità crescente verso questo ambito.
Sono soprattutto i millennial e la generazione Z a mostrarsi particolarmente attenti alle tematiche ambientali e all’offerta di servizi digitali, questioni che considerano come filtri primari nella selezione delle imprese con le quali interfacciarsi. Si tratta di fasce di clientela che stanno assumendo via via maggiore sia nella società nel suo insieme, sia relativamente alla capacità di spesa, per cui gli istituti hanno l’occasione di adottare strategie responsabili e al tempo stesso di intercettare questa domanda emergente.
Esg e rendimento non sono alternativi
Sempre più spesso in ambito economico e finanziario si usa l’acronimo Esg (environmental, social, governance) per indicare le strategie di business che includono attenzione all’ambiente, all’inclusione sociale e alle buone regole di governo aziendale. Non una moda, ma un vero e proprio cambio di paradigma nel modello economico dettato principalmente da due motori: da una parte la crescente attenzione dei consumatori verso questi i comportamenti delle aziende su questi terreni, con una selettività crescente in favore di quelle virtuose, alla quale si abbina l’evoluzione della normativa nazionale e comunitaria orientata a contenere le emissioni inquinanti derivanti dalle attività economiche; dall’altra la consapevolezza crescente da parte delle aziende che l’adozione di strategie Esg non è in alternativa con gli obiettivi di performance.
Le aziende che riducono l’impiego di risorse naturali, che sono attente alle necessità dei dipendenti e delle comunità nelle quali operano e che si dotano di regole interne per minimizzare rischi e scandali sono più orientate alla crescita sostenibile nel tempo. E sono anche quelle che tendono ad avere un dialogo migliore con il mondo bancario, dato che l’attenzione ai rischi le rende meno esposte a incidenti e scandali.
Ridurre l’impronta di carbonio
La tecnologia si innesta in questi processi offrendo la possibilità di ottenere le medesime prestazioni del passato, ma con un impiego più limitato di risorse (a cominciare da quelle energetiche). I servizi digitali, e l’open banking in particolare, consentono di monitorare costantemente l’impatto dei propri comportamenti, in modo da intervenire laddove emergono spazi di miglioramento. Basti pensare alle app e ai cruscotti digitali che consentono di seguire il flusso informativo in tempo reale.
Qualche esempio può aiutare a rendere meglio il concetto: attraverso l’aggregazione delle transazioni dell’utente, è possibile calcolare l’impatto ambientale – in termini di emissioni inquinanti - di ogni acquisto effettuato, ricevendo così un riscontro preciso in merito alle ricadute dei propri comportamenti finanziari e dei relativi impatti in termini di sostenibilità.
Un altro filone interessante è il cosiddetto sustainable digital wealth management, con la possibilità di investire somme di denaro in maniera semplice e digitale in soluzioni improntate alla sostenibilità, dalle energie rinnovabili alla smart mobility, passando per le aziende attive nei settori più tradizionali dell’economia, ma impegnate a migliorare il proprio impatto ambientale attraverso azioni virtuose. Gli esempi citati possono essere abilitati nel mercato italiano dall’aggregatore “Cbi Funzionalità Attiva” di Cbi e Nexi, che include i moduli funzionali, servizi e infrastrutture necessari alle terze parti per cogliere le opportunità di business abilitate dalla direttiva Psd2.
Inclusione per la crescita
Non solo: nella misura in cui rende possibile una migliore esperienza del cliente, nuovi flussi di entrate e modelli di servizio sostenibili che affrontano il tema dell'inclusione finanziaria nei mercati tradizionalmente sottoserviti, l’open banking consente agli operatori di assumere un atteggiamento inclusivo dal punto di vista sociale.
Senza dimenticare il contributo in termini di trasparenza offerto dall’open banking, che può avere impatti significativi sulla comunicazione tra l’azienda e il mercato, rendendo più facilmente “leggibili” le sue strategie, e quindi potenzialmente più interessante la stessa impresa agli occhi di investitori e partner. In definitiva, la nuova frontiera del settore finanziario crea le condizioni per consentire agli operatori di proporre funzionalità e servizi in grado di fare la differenza sul mercato.