“Le analisi sui sistemi di pagamento non dovrebbero mai perdere di vista la finalità principale, che è semplificare la vita alle persone. Se siamo d’accordo su questo punto, il confronto non può che essere proficuo in termini di idee e di innovazione". Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, sintetizza così la propria posizione su uno dei temi più caldi del momento, al centro della scena al prossimo Salone dei Pagamenti.
Presidente, iniziamo dal contesto macro. Il terzo trimestre ha confermato che l’economia italiana è su un sentiero di crescita. Possiamo dire che la recessione nel 2023 oggi appare meno probabile di qualche settimana fa?
"Su questo fronte occorre essere cauti. Anche i nostri indicatori come domanda di prestiti e tassi di insolvenza restano positivi, ma si tratta di informazioni sul passato. Il nostro settore non può contare su segnali anticipatori come accade all’industria con gli ordinativi".
Di certo c’è che le trimestrali pubblicate dalle banche italiane sono state migliori rispetto a quanto ci si aspettava dalle previsioni.
"I dati pubblicati nelle ultime settimane si prestano a una lettura articolata. Di fondo è emersa la solidità dei nostri istituti, che hanno saputo riorganizzarsi a fondo dopo la grande crisi del 2008-2010 e oggi hanno gli strumenti per affrontare fasi difficili della congiuntura. Guardando alle performance di luglio-settembre, i segnali migliori arrivano dal conto economico, grazie alla bassa incidenza dei crediti deteriorati e alla ripresa del margine d’interesse, sostenuto dall’aumento dei tassi. Tuttavia le minusvalenze dovute all’andamento negativo dei mercati finanziari hanno leggermente intaccato lo stato patrimoniale e questo costringe le banche a rafforzare gli accantonamenti per innalzare gli indici di settore. Guardando in prospettiva, il 2023 vedrà i bilanci appesantiti dalle rate per i salvataggi bancari del 2015 e dalle nuove regole contabili internazionali".
Che ruolo possono svolgere le banche in questo difficile passaggio congiunturale?
"L’obiettivo resta quello di sempre, fare raccolta tra la clientela e impiegarla a sostegno di famiglie e imprese. È importante poterlo fare anche quando l’economia non cresce, in modo da accelerare la ripresa".
Vede rischi in tal senso?
"Oggi la priorità è evitare il sovraindebitamento delle imprese dovuto al rallentamento della crescita economica. Per questa ragione occorre insistere con l’Unione europea perché conceda una moratoria sui prestiti come accaduto all’inizio della pandemia. Si tratterebbe di una misura a costo zero sia per lo Stato, sia per gli operatori economici, che offrirebbe una boccata d’ossigeno in attesa di un ritorno alla crescita".
Veniamo ai temi del Salone. Da mercoledì all’evento si parlerà di fintech, pagamenti digitali, open innovation e più in generale di futuro dei pagamenti, mentre in parallelo il governo italiano si prepara ad alzare il tetto sui contanti. Cosa ne pensa al riguardo?
"Le darò una risposta che forse potrà apparire diplomatica, ma le assicuro che non lo è. A mio avviso i limiti all’utilizzo dei contanti andrebbero fissati a livello europeo. In un’area in cui c’è libera circolazione di persone, di cose e di capitali, in un’era in cui posso spostare denaro da un punto all’altro con un solo clic, non è ammissibile che i limiti al contante vengano decisi su scala nazionale. Al di là di questo, ritengo che l’evoluzione relativa ai sistemi di pagamento offra straordinarie opportunità non solo alle aziende, ma anche ai cittadini. L’obiettivo finale è offrire la più vasta possibilità di scelta, in modo che ciascuno scelga lo strumento più adatto e più conveniente in base alle esigenze del momento".
Al Salone si parlerà anche di euro digitale. Cosa cambierà per le vite dei cittadini?
"Sarà un cambiamento epocale. Il terzo nella storia dei pagamenti dopo l’introduzione delle banconote a fianco delle monete e l’arrivo dei pagamenti elettronici. L’euro digitale sarà la nuova frontiera dei pagamenti all’insegna della velocità e dei costi ridotti per le transazioni. Inoltre, essendo emesso dalla Banca centrale, garantirà trasparenza, stesse regole di banconote e monete, combattendo al contempo il nero delle pseudovalute digitali".