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Perrazzelli (Banca d'Italia): "Così facilitiamo l'innovazione"

Perrazzelli (Banca d'Italia): "Così facilitiamo l'innovazione"
La vice direttrice generale di Palazzo Koch: "Dal 2017 in campo con Canale Fintech, Milano Hub e Sandbox. La Call for proposal ha riscosso grande interesse. Adesso lanciamo la nuova edizione"
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La rischiosità delle criptovalute è tornata prepotentemente d’attualità con il fallimento della piattaforma Ftx. Moltissimi investitori hanno perso tutto il loro capitale e si è di nuovo alzata forte la richiesta di una maggiore regolamentazione del settore. Alessandra Perrazzelli, vice direttrice generale di Banca d’Italia, esprime un giudizio molto severo su questa vicenda, ma invita allo stesso tempo a non sottovalutare i vantaggi offerti dalla rivoluzione digitale.

Avvocato Perazzelli, partiamo dal caso di Ftx.

"Alcune cripto-attività non hanno nessuna capacità di produrre benefici, sono solo strumenti speculativi rischiosi e privi di protezione: non intendiamo perciò in alcun modo incoraggiarne la diffusione. Per di più le piattaforme su cui le cripto vengono trattate possono a loro volta amplificare la dimensione di rischio. Oltre le cripto-attività, l’economia dei token ha però molte forme: la regolamentazione può incoraggiare quelle più promettenti garantendone la sicurezza".

Quali sono i vantaggi dell’innovazione tecnologica applicata alle monete e più in generale ai servizi finanziari?

"Nel settore finanziario, l’innovazione tecnologica favorisce la riorganizzazione dei processi di intermediazione tradizionale trasformando i modelli di operatività e le strategie, stimola l’efficienza, promuove l’inclusione. Il ricorso a soluzioni digitali può aiutare le banche e la finanza ad orientare l’allocazione delle risorse verso le attività produttive con migliori prospettive, supportare l’adozione di nuovi servizi a vantaggio delle famiglie, delle imprese, della pubblica amministrazione. È possibile dare forza a modelli di sviluppo sostenibili e inclusivi anche nell’ambito delle relazioni, finanziarie e commerciali, tra Paesi diversi".

Quale strategia ha adottato Bankitalia per favorire gli aspetti positivi della rivoluzione digitale?

"Abbiamo sviluppato un approccio volto a promuovere il dialogo con tutte le parti potenzialmente interessate a condividere il proprio percorso con noi: esponenti del settore finanziario e industriale, accademia e centri di ricerca, professionisti e cittadini. L’obiettivo è quello di condividere esperienze e conoscenze anche per promuovere best practices e standard che aiutino la crescita del nostro sistema".

Molte banche centrali stanno sviluppando modalità di interazione con il mercato per fronteggiare i rischi derivanti dal processo di innovazione tecnologica. Cosa la Banca d’Italia sta facendo in questo ambito?

"Nell’ottica del rafforzamento del dialogo con il mercato, dal 2017 abbiamo sviluppato un sistema integrato di facilitatori di innovazione con tre canali dedicati: Canale Fintech, Milano Hub e Sandbox regolamentare, quest’ultima in collaborazione col Mef e altre autorità. Questo sistema integrato, che è parte della più ampia strategia in materia di Fintech della Banca, rappresenta un efficace strumento per svolgere, con la necessaria flessibilità, la funzione di catalizzatore del cambiamento per favorire la modernizzazione del nostro sistema finanziario. A questi tre facilitatori si affianca un’ulteriore modalità di interazione con il mercato, il Comitato Pagamenti Italia: un forum di cooperazione il cui obiettivo è sostenere lo sviluppo di un mercato dei pagamenti, privati e pubblici, sicuro, innovativo e competitivo".

 Grafico a cura di Silvano Di Meo
 Grafico a cura di Silvano Di Meo 

La Call for proposal che avete lanciato lo scorso anno tramite Milano Hub sta per chiudersi. Nella sessione plenaria di chiusura del Salone annuncerete il tema della nuova call. Cosa può dirci in proposito?

"Siamo giunti alla fine di un percorso iniziato lo scorso aprile quando sono state avviate le attività di supporto ai dieci progetti selezionati nell’ambito della Call for proposal 2021, che ha riguardato l’intelligenza artificiale. L’iniziativa ha riscosso un grande interesse, con quaranta progetti presentati e il coinvolgimento di oltre sessanta aziende, sia italiane che estere. Abbiamo messo a disposizione le nostre conoscenze, attraverso team dedicati, che hanno coinvolto colleghi esperti di tematiche regolamentari, giuridiche, economiche e tecniche. In oltre cento incontri sono stati affrontati argomenti complessi ma molto stimolanti. Forti delle competenze e dell’esperienza maturata siamo pronti a lanciare la Call for proposal 2022, che riguarderà un tema di grande attualità e che sono certa attirerà ancor di più l’interesse del mercato e dei nostri interlocutori internazionali".