Banche centrali, pazze per il digitale

Banche centrali, pazze per il digitale

Gli istituti hanno avviato progetti in oltre cento Paesi nel mondo

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Dalle imprese ai consumatori fino ai governi, l’interesse per transazioni elettroniche sempre più sicure, veloci e convenienti ha dato un’accelerata ai progetti di sperimentazione di valute digitali delle banche centrali: il 70% di loro punta a emetterle entro i prossimi dieci anni, con l’euro digitale all’orizzonte.Questa tecnologia ha ormai preso slancio a livello mondiale: il numero di Paesi che sta sviluppando una Cbdc (Central bank digital currency) - che può essere intesa come la rappresentazione digitale di una moneta fiat nazionale - supera i cento, con 19 membri del G20 che hanno raggiunto uno stato avanzato. Inoltre, tre Paesi hanno completamente lanciato una valuta digitale di questo tipo: sono Nigeria, Giamaica e le Bahamas.

A indicarlo, l’analisi di Capgemini ‘Harnessing digital currencies’, che ha contato almeno 36 iniziative di Cbdc di tipo retail (al dettaglio) e wholesale (all’ingrosso) in corso: le prime riguardano le transazioni tra istituzioni pubbliche e private e gli individui, o tra persone; le altre sono destinate al mercato interbancario, alle transazioni tra banche, banche centrali o altre istituzioni finanziarie. A favorire l’esplorazione di questa tecnologia ci sono diverse ragioni, come la volontà di preservare la sovranità monetaria e di migliorare l’efficienza dei pagamenti, ma anche promuovere l’inclusione finanziaria fornendo un accesso sicuro e semplice al denaro a persone senza conto corrente o accesso ai servizi bancari.

Tra i vari progetti, nell’analisi viene citato quello dell’euro digitale portato avanti dalla Bce e che si trova in una fase di preparazione, con la definizione della legislazione relativa, la selezione di fornitori e partner per lo sviluppo dell’infrastruttura, oltre alle varie sperimentazioni. In questo contesto, si sono conclusi positivamente i test tecnici effettuati con il progetto Leonidas presso la Banque de France per la fase esplorativa avviata dall’Eurosistema tra diverse soluzioni di utilizzo di una valuta digitale di banca centrale all’ingrosso basata sulla Dlt (Distributed Ledger Technology, tecnologia a registro distribuito). Leonidas - proposto e coordinato da Abi Lab - ha studiato i benefici derivanti dall’adozione di questi strumenti per effettuare transazioni interbancarie. Più nel dettaglio, il lavoro sperimentale e di esplorazione promosso dalla Bce si pone l’obiettivo di valutare le diverse soluzioni per realizzare l’interoperabilità tra le infrastrutture dell’Eurosistema e le Dlt di mercato. Le alternative oggetto di studio sono la soluzione Tips Hash-Link della Banca d’Italia, la Trigger Solution della Deutsche Bundesbank e la Full-Dlt Interoperability sviluppata dalla Banque de France: quest’ultima è quella che ha utilizzato Leonidas per portare a termine i test.

A differenza di criptovalute e stablecoin, le Cbdc sono emesse e regolate da una banca centrale e sono generalmente più sicure di altre forme di moneta virtuale. Tuttavia, nonostante i progressi, vi sono ancora dei rischi legati alla loro adozione. Un esempio è quanto successo con l’Unione monetaria dei caraibi orientali, composta da otto Paesi, dove la banca centrale ha interrotto il lancio della valuta digitale a causa di alcune difficoltà tecniche, ed è stata costretta ad aprire una nuova fase di test.

Per essere pronte a questo scenario monetario, le banche devono compiere tre passi chiave secondo Capgemini. In primo luogo, comprendere il contesto normativo: in molte giurisdizioni si sta ancora lavorando sulla legislazione, come ad esempio nell’Ue, e le banche centrali devono ultimare regole e norme. Secondariamente, sviluppare una strategia tecnologica e di business per la trasformazione legata alle Cbdc. Infine, affrontare i principali gap It: l’introduzione di tali valute comporta una serie di requisiti tecnologici da rispettare e processi di modernizzazione, tra cui le modifiche di architetture e sistemi, e il miglioramento della velocità di elaborazione. Rivolgersi a partner con esperienza e competenze in questo comparto può aiutarle su diversi fronti, dall’analisi di impatto alla definizione di piani strategici.

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