Le più note sono Satispay, app che consente agli utenti di effettuare pagamenti rapidi tramite smartphone, e Scalapay, piattaforma che permette la rateizzazione degli acquisti senza interessi sia per l’ecommerce, sia nei negozi fisici. Oltre a queste realtà, intorno al business dei pagamenti digitali si è creato un ecosistema variegato di nuove imprese che promette bene per il nostro Paese.
Perché, se è vero che restiamo indietro sul fronte dei capitali investiti nelle startup rispetto ad altre economie occidentali, in Italia non fa certo difetto la capacità inventiva. Così, tra le altre realtà del settore vi è Opyn, che si definisce una “human fintech” e offre una serie di servizi, tra cui il lending as a service rivolto a banche, asset manager e aziende. Così come Flowpay, che supporta le aziende nei flussi di incasso e pagamento attraverso soluzioni tecnologiche, PayDo, che ha innovato il settore degli assegni puntando sul digitale, e Fintexa, che opera come system integrator per facilitare la digitalizzazione dei pagamenti.
“Attrarre investimenti esteri rientra nella nostra mission e il Salone dei Pagamenti è una grande opportunità per far conoscere la filiera italiana del fintech e dell’industria dei pagamenti a livello internazionale”. Così Marco Cito, direttore dell’ufficio Attrazione Investimenti Esteri di Ice Agenzia, sintetizza l’accordo raggiunto tra l’evento espositivo e l’ente governativo. “Riteniamo che l’ecosistema dei pagamenti sia tra quelli dalle maggiori potenzialità del nostro Paese, e di per sé molto attrattivo, grazie anche al quadro regolatorio italiano particolarmente avanzato”, aggiunge Cito. “Grazie al Salone - prosegue – c’è l’opportunità di sostenere le piccole imprese innovative che non sempre sono conosciute oltreconfine e che portiamo all’attenzione delle business community in tutti i Paesi in cui siamo operativi”.
I dati dell’Osservatorio a tema curato dal Politecnico di Milano evidenziano che il mercato dei pagamenti digitali raggiungerà entro la fine dell’anno un valore di 475 miliardi di euro, con una crescita del 9% rispetto al 2023. "Il potenziale è enorme e lo sforzo per far conoscere l’ecosistema a livello internazionale è un passaggio importante”, commenta Camilla Cionini Visani, direttrice di ItaliaFintech, l’associazione delle imprese di settore operanti in Italia. Anche perché, sul mercato a livello globale si osserva un ritorno di interesse da parte degli investitori verso le imprese che si occupano di pagamenti digitali e tecnologie abilitanti, come per esempio i digital wallet. “A conferma di ciò ricordiamo il round da 60 milioni di euro appena concluso da Satispay”, aggiunge Cionini Visani che evidenzia come “nuovi player si stanno affacciando e sono sempre più frequenti le partnership tra istituti tradizionali e startup che mirano a combinare l’esperienza nello sviluppo di soluzioni avanzate di open banking con l’innovazione delle fintech nel settore dei pagamenti”.
"L’Italia è un contesto complesso ma straordinariamente fertile per l’innovazione, dove creatività e tradizione si incontrano per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più connesso e orientato alla digitalizzazione”, sottolinea Uljan Sharka, founder e ceo di iGenius, società specializzata in modelli di linguaggio e soluzioni di intelligenza artificiale per le aziende. “Nel settore dei pagamenti digitali, vediamo grande potenziale nello sviluppo di piattaforme che non si limitano alla semplificazione delle transazioni, ma promuovono l’inclusione sociale, estendendo il mondo dei servizi finanziari a fasce di popolazione oggi escluse”.