Entro il 2027 i ricavi globali dei pagamenti wholesale cresceranno ad un tasso annuo del 6%, raggiungendo i 645 miliardi di dollari. Sono queste le stime di Bain & Company, che prevede però anche che fino al 10% dei ricavi bancari legati alle transazioni delle Pmi e circa il 15% dei profitti potrebbero diventare contendibili in seguito all’entrata sul mercato di nuovi player come fintech, tech company e banche digitali.
Per restare competitive le banche dovranno accelerare sugli investimenti tecnologici, a partire da quelli che riguardano l’impiego dell’intelligenza artificiale. Questo vale soprattutto per l’Italia, che presenta uno scenario complesso ma anche molto attrattivo, grazie alla forte presenza di piccole e medie imprese, un segmento, che garantisce alti margini ai player dei pagamenti e richiede soluzioni personalizzate.
"Oggi la tendenza dominante è la semplificazione, che coinvolge sia gli utenti finali sia gli attori dell’intera filiera dei pagamenti”, spiega Mariagiovanna Di Feo, partner e responsabile della practice dei pagamenti Emea di Bain & Company. “Questo impulso alla semplicità - prosegue - si traduce in innovazioni volte a rendere i pagamenti sempre più automatici e ‘frictionless’ per gli utenti, affrontando al contempo la complessità intrinseca del sistema. L’innovazione nei pagamenti segue un modello a doppia velocità: gli Stati Uniti aprono la strada, mentre l’Europa segue con un ritardo di tre-cinque anni, caratterizzato da velocità variabili tra i Paesi. In Italia, non è ancora emerso un chiaro vincitore nei pagamenti B2B, ma riteniamo che il principale sfidante delle banche sarà italiano. Per rimanere centrali, le banche devono accelerare il processo di transizione tecnologica e cogliere le opportunità offerte da questo scenario in trasformazione”.
I trend in atto nel settore sono numerosi, ma puntano tutti nella direzione della centralità del software rispetto all’hardware. Ne è un perfetto esempio l’intelligenza artificiale, che viene già utilizzata per l’onboarding di clienti e merchant, analytics interattivi e modelli avanzati di rilevazione delle frodi, attività di marketing, back office e contact center. “Tuttavia - spiega Di Feo - l’intelligenza artificiale presenta anche sfide ad accuratezza, privacy e trasparenza. È essenziale affrontare questi rischi con misure di mitigazione fin dalla progettazione per garantire un’innovazione responsabile”.
In base ai dati rilevati da un sondaggio di Bain, l’IA è già diventata prioritaria nelle strategie degli amministratori delegati: per i manager il suo impiego consentirà di migliorare i ricavi in media del 10%, la retention dei clienti del 20%, la velocità nel go-to-market del 25% e la produttività del 15-30%.
"L’integrazione tra software e pagamenti - conclude Di Feo - sta guadagnando terreno, con i fornitori di software indipendenti (Isv) che offrono soluzioni integrate ai commercianti. Negli Stati Uniti, si prevede che i ricavi dei pagamenti attraverso gli Isv cresceranno del 66%, raggiungendo 17,4 miliardi di dollari entro il 2026. In Europa, l’adozione sarà più lenta a causa della frammentazione del mercato e delle differenze linguistiche. Le grandi aziende tecnologiche, come Apple e Google, stanno entrando nel settore, migliorando l’esperienza utente. Ad esempio, Apple Pay ha ottenuto un alto punteggio nel Net Promoter Score. Tuttavia, queste aziende affrontano sfide regolamentari che possono rallentare la loro espansione nel settore dei pagamenti”.