In Italia il settore dei pagamenti continua a crescere a tassi sostenuti e questa dinamicità fa sì che il numero di operatori pronti ad effettuare importanti investimenti sia in costante crescita. Da una parte c’è il mondo bancario, dall’altro ci sono i colossi dell’high tech, mentre in mezzo si trova il fintech che mette a disposizione degli uni e degli altri la tecnologia necessaria per realizzare le operazioni di pagamento. Questa situazione, unita alla forte crescita del mercato, porta molto spesso a collaborazioni piuttosto che ad attività in diretta concorrenza.
Ne è un ottimo esempio Nexi, che si è ritagliata un ruolo da player di sistema: lavora in partnership con 150 banche, collabora con società come Bancomat e Cbi e rientra tra le cinque aziende selezionate dalla Bce per lavorare allo sviluppo dell’euro digitale. "Nel 2024 abbiamo rafforzato il nostro ruolo di partner delle banche italiane e abbiamo sottoscritto accordi importanti: per esempio abbiamo sviluppato per pagoPa il gateway per i pagamenti tramite AppIO e abbiamo collaborato con Amazon Italia affinché i suoi clienti possano pagare i propri acquisti anche tramite Bancomat Pay”, spiega Pier Giorgio Costantini, head of commercial financial Institutions di Nexi. “L’innovazione tecnologica è uno dei fattori chiave per lo sviluppo dei pagamenti digitali, come testimoniano le recenti innovazioni che abbiamo portato sul mercato, come il SoftPos, soluzione che permette agli esercenti di accettare pagamenti tramite i propri smartphone o tablet, sia su Android, sia su IOS, o come i pagamenti contactless via smartphone e wearables che per primi abbiamo introdotto in Italia”.
Le grandi società tecnologiche - ad Amazon si aggiungono Google, Apple e Samsung - pur avendo enormi capacità di sviluppare soluzioni tecnologiche, si appoggiano al sistema bancario e a player come Nexi per offrire i propri sistemi di wallet. Questa scelta è dettata dalla forte complessità degli aspetti regolamentari, la cui compliance preferiscono demandare a terzi. Sul mercato è sbarcata anche Numia, la società di Bcc Iccrea, del fondo Fsi e Banco Bpm. Operativa fino al maggio scorso come BccPay, oggi Numia vanta circa 4 milioni di carte, oltre 200 mila Pos e circa 50 miliardi di transato. Numeri che l’amministratore delegato Fabio Pugini intende più che raddoppiare entro il 2027. “In Italia i pagamenti elettronici sono ben al di sotto del 50% delle transazioni complessive, c’è ancora tanto spazio per crescere”, ha detto Pugini, annunciando la presentazione entro la fine dell’anno del nuovo piano industriale che includerà investimenti nell’ordine delle decine di milioni.
Bancomat è entrata in questo settore nel 2019 con Bancomat Pay e ha partecipato all’accordo stretto con Nexi e Amazon. In precedenza aveva siglato una partnership con Apple per consentire ai titolari delle carte PagoBancomat emesse da una banca del gruppo di Intesa Sanpaolo di utilizzarle per i pagamenti effettuati tramite Iphone e Apple watch. “I mobile proximity payment nel nostro Paese - spiega Oscar Occhipinti, direttore marketing & commerciale di Bancomat - stanno mostrando tassi di crescita superiori rispetto ai pagamenti tradizionali con carta. Sempre più persone preferiscono utilizzare i wallet digitali, un chiaro segnale della crescente abitudine degli italiani a smaterializzare le carte sui propri smartphone e dell’orientamento verso soluzioni digitali che riducono i tempi di pagamento e migliorano l’esperienza utente”.