Più investimenti in finanza e tech

Più investimenti in finanza e tech

In Italia investiti 1,1 miliardi tra il 2023 e il 2024. Sono ben 596 le startup

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Il fintech continua a crescere a livello globale, anche se a ritmo più moderato. Secondo un report del World Economic Forum, i clienti delle aziende sono aumentati in media del 37% tra il 2022 e il 2023, un incremento inferiore rispetto a quello registrato nel 2020-2021 (55%) e nel 2021-2022 (52%): la decelerazione riflette una normalizzazione dopo la spinta alla transizione digitale del periodo pandemico. “Nel 2023 i ricavi del fintech mondiale sono cresciuti del 40% rispetto all’anno precedente, mentre i profitti del 39%: e il mercato dell’Italia ricalca questo trend”, spiega Camilla Cionini Visani, direttrice di ItaliaFintech, sottolineando che l’ecosistema della Penisola “conta 596 startup e due unicorni, Satispay e Scalapay” e che “tra il 2023 e il 2024 sono stati investiti 1,1 miliardi di euro nel fintech italiano, con un aumento del 30% rispetto al biennio precedente”. Tra i segmenti su cui è forte l’attenzione, figurano “quello dei pagamenti digitali, la tokenizzazione e i digital asset, la blockchain, la DeFi e il wealthtech. E poi tutta la tecnologia a supporto delle neobank e delle challenger bank”.

Intanto l’IA si sta facendo largo, tra attività di credit scoring, chatbot, supporto alla customer experience, prevenzione dei rischi antifrode. Nel confronto con altri Paesi europei, l’Italia ha terreno da recuperare, come evidenzia un report di ItaliaFintech che analizza anche Spagna, Francia e UK: insieme, i quattro mercati contano 3800 startup (nate dal 2019) che hanno raccolto 18 miliardi di euro di funding aggregato. La maggior parte delle realtà (67%) fa parte dell’ecosistema britannico, che vanta 29 unicorni; il 17% ha sede in Francia (che ha 13 unicorni), mentre Italia e Spagna hanno una quota dell’8%. L’accesso ai capitali è uno dei nodi da affrontare. Mettendo da parte il primo della classe - il Regno Unito ha assorbito il 73% del totale dei finanziamenti relativo ai quattro Paesi - il funding medio per startup nella Penisola è pari a 12,5 milioni, un dato simile a quello francese: tuttavia, escludendo i mega-finanziamenti, la media si abbassa a 4,7 milioni, al di sotto di quella europea. Inoltre è necessario semplificare i processi. Nella regolamentazione, bisogna riconoscere le differenze tra startup e realtà di maggiori dimensioni, “graduando gli strumenti che i regolatori utilizzano per vigilare”, conclude Cionini Visani.

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