Rottigni: "Innovare in sicurezza"

Rottigni: "Innovare in sicurezza"

Il direttore generale dell'Abi parla di tutte le nuove sfide della banche italiane

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Il settore dei pagamenti corre veloce e tenere il suo ritmo è tutt’altro che semplice. Le tecnologie sono ovviamente il principale driver di cambiamento (e di sviluppo), ma non vanno sottovalutati gli aspetti normativi e quelli legati alla formazione. “Il settore dei pagamenti digitali è in profonda trasformazione e le sfide che pone sono molteplici - prova a fare il punto Marco Elio Rottigni, direttore generale dell’Abi - In particolare, la continua evoluzione normativa richiede un equilibrio sempre nuovo tra innovazione e compliance, l’innovazione deve restare inclusiva, l’integrazione con i sistemi legacy non deve frenare l’innovazione. Per le aziende la principale sfida è coniugare una sempre maggiore facilità d’uso con un presidio accresciuto sugli aspetti di sicurezza”.

La recente piena attuazione del regolamento sui pagamenti istantanei, che prevede che dallo scorso 9 ottobre i bonifici istantanei siano accessibili a tutti gli utenti e su tutti i canali, ne è un perfetto esempio. “Le banche stanno ponendo una particolare attenzione alla lotta alle frodi su questo comparto - prosegue il dg di Abi - non solo con il nuovo servizio di verifica del beneficiario, ma soprattutto con il monitoraggio delle transazioni anomale, l’analisi dei comportamenti degli utenti, la realizzazione di campagne di informazione per un utilizzo consapevole dei servizi bancari e, in futuro, meccanismi più efficaci di condivisione delle informazioni tra le banche”.

Rottigni sottolinea poi come la prossima sfida sia già alle porte, a conferma della velocità a cui viaggia il cambiamento: “Si tratta dell’interoperabilità delle soluzioni di pagamento digitale da utilizzare nei punti vendita fisici e online con l’obiettivo di consentire ai cittadini del Vecchio Continente di pagare con lo stesso metodo ‘europeo’, mediante app basate sui bonifici istantanei. Parliamo di soluzioni come EuroPA (che comprende Bancomat, lo spagnolo Bizum, MBWay portoghese e da poco anche Polonia e Grecia) e Epi, che copre Paesi quali Francia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo”.

Tutte queste novità portano con sé da una parte un importante miglioramento nei sistemi di pagamenti, dall’altro crescenti rischi informatici. Ogni nuova applicazione rappresenta infatti un’ulteriore porta di ingresso per i pirati digitali. Ed è proprio per questo motivo che gli investimenti in innovazione e in cybersicurezza stanno andando di pari passo. "Investire in digitalizzazione e sicurezza è una priorità imprescindibile - dice Rottigni - Nel solo 2024, le banche hanno destinato 6,3 miliardi di euro alla tecnologia, a cui si aggiungono oltre 2 miliardi investiti in cybersecurity nel periodo 2020-2024. A supporto di questa strategia opera il comitato Abi ‘Sicurezza digitale’, all’interno del quale le banche hanno definito priorità chiare: rafforzare la resilienza del settore, tutelare i clienti nell’uso dei servizi digitali e promuovere una cultura condivisa della cybersicurezza”.

Il dirigente dell’associazione bancaria italiana ricorda a tal proposito le campagne educative promosse dalle banche, come per esempio “I navigati” e “Cybersicuri - impresa possibile”, che hanno l’obiettivo di diffondere una cultura digitale consapevole. "Queste iniziative, veicolate attraverso canali digitali e fisici, affrontano temi cruciali come la gestione dell’identità, l’uso sicuro dei dispositivi e la prevenzione delle truffe, comprese quelle basate sull’intelligenza artificiale - conclude Rottigni - Infine, la cooperazione intersettoriale con enti come l’Acn (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) e il coinvolgimento di grandi realtà tecnologiche internazionali rafforzano ulteriormente la capacità del mondo bancario di rispondere alle minacce informatiche, confermando la sicurezza come responsabilità condivisa e priorità strategica”.

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