L’innovazione tecnologica stimola una domanda di soluzioni sempre più sicure, veloci e interoperabili. E l’evoluzione dei circuiti di pagamento coinvolge sia le istituzioni finanziarie tradizionali, sia i nuovi attori che stanno rivoluzionando il modo in cui cittadini e imprese effettuano transazioni quotidiane. Con progetti che guardano ben oltre i confini nazionali, a fronte di un mercato globale che viaggia sempre più verso la convergenza delle applicazioni. Consolidare il ruolo da protagonista dei pagamenti digitali nel Vecchio Continente è l’obiettivo che si è data Nexi, società che opera in venticinque Paesi dell’area e che, in Italia, lavora in partnership con oltre 150 banche. Con progetti sulle nuove frontiere dei pagamenti, compreso l’euro digitale. “Parteciperemo allo sviluppo della soluzione offline del digital euro: siamo stati selezionati nell’ambito degli accordi quadro siglati dalla Bce, insieme a Giesecke+Devrient e Capgemini, per la fornitura delle infrastrutture della futura moneta”, racconta Renato Martini, digital banking solutions director di Nexi Group. “La tecnologia, le competenze e l’esperienza nei sistemi di accettazione che abbiamo sviluppato contribuiranno a dar vita a una soluzione efficiente, inclusiva e sostenibile”.
Da poco la PayTech è stata selezionata dalla Banking & Payments Federation Ireland per lo sviluppo di Zippay, una soluzione di mobile payments che sarà lanciata in Irlanda all’inizio del 2026 e che sarà disponibile per oltre 5 milioni di clienti del Paese. La società italiana si muove anche extra-Ue. A inizio ottobre è stata selezionata dalla Reserve Bank of New Zealand per aggiornare l’Rtgs neozelandese, che è il principale sistema di pagamenti di importo elevato utilizzato da banche e altre organizzazioni finanziarie. Una piattaforma che nel 2024 ha elaborato transazioni giornaliere per un importo intorno ai 25 miliardi di dollari.
Sul terreno dell’innovazione si muove anche Bancomat, che sta ridefinendo il proprio ruolo in un settore caratterizzato dalla presenza di colossi internazionali. Tra le ultime novità vi è EuroPA, che dallo scorso marzo ha reso possibile l’interoperabilità tra gli utenti di Bancomat, Bizum (Spagna) e Mb Way/Sibs (Portogallo), che sono le tre soluzioni fondatrici, e al quale si sono aggiunti negli ultimi mesi Blik (Polonia), Iris (Grecia) e Vipps MobilePay (Norvegia/Danimarca), che saranno progressivamente integrate. Questo consente oggi ad oltre 50 milioni di utenti – destinati a superare i 100 - in Italia, Spagna, Portogallo e Andorra (clienti di 186 istituti finanziari operanti a livello continentale) di inviare e ricevere denaro istantaneamente utilizzando la propria soluzione preferita.
Gli investimenti messi in campo dai colossi Usa dei pagamenti Visa, Mastercard, nonché dalle big tech come Apple Pay e Google Pay, e la rapida affermazione di strumenti come la blockchain e le stablecoin, hanno innalzato il livello competitivo, spingendo anche gli operatori domestici a innovare modelli e infrastrutture. In questa direzione si inserisce la partnership tecnologica con Nexi per la creazione di una piattaforma centralizzata, il lancio della nuova app e il potenziamento di Bancomat Pay, che segna l’ingresso nel segmento dei pagamenti digitali con l’obiettivo di offrire un’alternativa nazionale forte e credibile ai wallet internazionali. “Facendo leva sugli investimenti in infrastrutture, innovazione e collaborazione tra operatori, vogliamo contribuire alla nascita di un ecosistema italiano ed europeo dei pagamenti più integrato, sicuro e indipendente”, spiega l’ad Fabrizio Burlando.
Infine Numia sta puntando su nuove soluzioni Pos e app dedicate. L’obiettivo, spiega l’ad Fabio Pugini, è puntare su funzionalità integrate sempre più modulari, user friendly e pensate per rispondere alle esigenze degli esercenti e alle nuove normative. Di pari passo, la società punta ad ampliare le partnership con banche del territorio per accelerare sulla personalizzazione del servizio.