L’app per la cittadinanza digitale

L’app per la cittadinanza digitale

IO evolve con miglioramenti relativi all’interfaccia utente. Tra le novità, miglioramenti all’interfaccia per facilitare la fruizione

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Evoluzione in corso in favore dell’usabilità e della fruizione di nuovi servizi per IO, l’app pubblica nata con l’intento di assicurare una piena cittadinanza digitale. Operativa da aprile 2020, IO ha l'obiettivo di semplificare l'interazione tra amministrazione pubblica e cittadini, offrendo a questi ultimi una via più veloce per accedere ai servizi della PA e alle singole amministrazioni un nuovo canale per raggiungere la propria utenza. L'adozione di IO consente, infatti, di ricevere sul proprio smartphone le comunicazioni e i promemoria inviati dagli enti e di effettuare dall'app il pagamento di rette, tributi e bolli (solo per citare i principali servizi) in pochi secondi, nonché di aderire a iniziative speciali o richiedere agevolazioni a cui si ha diritto.

I numeri dell’applicazione

Ad oggi l’app risulta installata su oltre 38 milioni di dispositivi, andando a integrare 324 mila servizi messi a disposizione da circa 16 mila enti, con cui ogni mese interagiscono in media oltre 5 milioni di utenti. A fine 2023 è stato raggiunto il traguardo di 500 milioni di messaggi inviati dagli enti tramite IO dal suo lancio nel 2020, arrivando a quasi 700 milioni a giugno 2024 .

Evoluzione in corso

La crescente diffusione nell’utilizzo dello strumento si porta dietro la necessità di migliorarne costantemente il funzionamento, a cominciare dall’esperienza utente. Da qui l’innovazione continua, come dimostra la procedura di accesso rapido introdotta a inizio 2024. Ora l'autenticazione tramite Spid o Cie viene richiesta una sola volta all'anno, mentre per gli altri 365 giorni all'utente basterà semplicemente utilizzare un codice di sblocco o, se abilitato, il riconoscimento biometrico (impronta digitale o riconoscimento facciale). La funzionalità è disponibile allo scadere dei 30 giorni dall'ultimo accesso in app tramite la propria identità digitale.

Una semplificazione rispetto alla procedura precedente, in virtù della quale agli utenti veniva richiesto di loggarsi con Spid o con la propria Carta d'identità elettronica (Cie) ogni 30 giorni. Le sessioni di utilizzo dell'app tramite accesso rapido avranno una durata di 15 minuti, quindi basterà reinserire il codice di sblocco o utilizzare il riconoscimento biometrico per continuare a usare l'app. La stessa cosa se l'app si chiude o viene messa in background.

Archiviazione dei pagamenti

Una seconda funzionalità introdotta di recente riguarda la possibilità di ricevere e conservare direttamente in app le ricevute dei pagamenti effettuati tramite la piattaforma pagoPA. Questa integrazione migliora l'esperienza complessiva del cittadino, garantendo un riscontro immediato e inequivocabile del successo dell'operazione, oltre alla tranquillità di sapere sempre dove reperire le ricevute quando necessario.

Il documento di ricevuta di pagamento inviato all'utente tramite un messaggio in app contiene: informazioni su chi ha effettuato il pagamento, sulla transazione e sull’avviso pagato. Tra le ultime novità, una sezione Servizi dal design rinnovato che facilita la navigazione e la ricerca, rendendo più piacevole la consultazione di tutto ciò che i singoli Enti mettono a disposizione degli utenti tramite l’app, sia a livello locale sia sul territorio nazionale.

Senza dimenticare che dalla scorsa estate, con il lancio della piattaforma SEND — Servizio Notifiche Digitali - gli utenti hanno la possibilità di ricevere sul proprio smartphone anche le comunicazioni a valore legale. Il che vale, ad esempio, per l'esito di una pratica amministrativa o il verbale di una contravvenzione in precedenza recapitati tramite raccomandata.

I riconoscimenti internazionali

Del resto, l'esperienza maturata in quasi quattro anni dal lancio ha portato l'app a ottenere riconoscimenti internazionali come esempio virtuoso di mobile Government (da ultimo, il report della GovTech Initiative della Banca Mondiale, ndr ); un paradigma che ritroviamo anche alla base del progetto europeo Eudiw dedicato all'evoluzione dell'identità digitale nel cosiddetto digital wallet, a cui oggi PagoPA sta contribuendo mettendo a fattore comune le potenzialità di un asset pubblico già esistente e largamente diffuso tra la popolazione quale App IO, come possibile modello di portafoglio pubblico.

Si tratta di una delle innovazioni più strategiche a livello sovranazionale, che abilita nuove sinergie tra settori diversi e mira a rivoluzionare le modalità di accesso ai servizi per cittadini e imprese in modo omogeneo in tutti i Paesi Ue. In sostanza, ogni cittadino potrà avere nella propria app un “portafoglio digitale” con le versioni elettroniche, autentiche e verificabili dei propri documenti e certificati personali, che potrà esibire in velocità e sicurezza per fruire di un servizio pubblico o privato.

Il processo di convergenza europea

Oggi siamo nella preparazione della fase sperimentale: da un lato i consorzi internazionali promossi dalla Commissione europea testeranno alcuni casi d'uso su larga scala, dai pagamenti alle ricette mediche. In parallelo, sotto la guida del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, l'Italia sta facendo da apripista studiando le prime applicazioni del wallet nazionale su app IO. Infatti, il quadro di convergenza normativa dovrà per forza di cose arrivare dopo che le PA centrali e locali avranno acquisito la capacità e gli strumenti per utilizzare al meglio IO.

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