La "G" è probabilmente la meno esplorata delle tre lettere che compongono l'acronimo Esg. Perché se sul versante ambientale e dell'inclusione sociale vi sono informazioni e metriche consolidate, l'analisi della governance, cioè del modello organizzativo di un'azienda è più complesso.
Focus sui modelli di business
"Solidi modelli di business, valutazioni a sconto sul valore intrinseco, buon management e buona corporate governance sono la precondizione per ottenere risultati positivi e consistenti nel tempo", è la convinzione di Elisabetta Rossi, senior equity portfolio manager di Mediobanca Sgr. Così il modello di governo di un'impresa può rivelarsi un fattore di creazione di valore quando virtuosa e distruzione di valore quando inadeguata e inefficiente.
Come può essere definita la governance? "Come l'insieme di norme, prassi e consuetudini operative attraverso le quali le società vengono gestite e controllate", sottolinea Rossi. "Deve essere un abito su misura, compliant con la regolamentazione, ma anche funzionale all'azienda nel suo contesto di riferimento e di supporto alla sua strategia, nell'interesse di tutti gli stakeholder.
Pur nella consapevolezza che una buona corporate governance non necessariamente si traduce in buone decisioni e non necessariamente significa che le regole verranno rispettate: da un lato c'è il problema legato alla necessità di fare ipotesi su evoluzioni future che come tali sono incerte e non necessariamente giuste; dall'altro lato c'è il problema legato alla correttezza/eticità delle persone e la conseguente necessità di costituire adeguati meccanismi di controllo.
I legami con il private banking
Antonella Massari, segretario generale di Aipb, segnala un'attenzione crescente al tema da parte della clientela facoltosa. "Dal nostro Osservatorio sulla clientela private è emerso come per questi individui sia sempre più importante abbinare l'obiettivo di rendimento a temi di responsabilità. Questo", racconta, "vale soprattutto per quella fascia di clientela appartenente alle categorie professionali di quadri e dirigenti con età anagrafica compresa tra i 55 e i 64 anni".
Del resto diverse ricerche hanno evidenziato che tenere in considerazione il tema della governance aiuta a fare scelte d'investimento tendenzialmente meno volatili della media.
Al tema Aipb ha dedicato un manuale curato da Davide Dal Maso (partner di Avanzi - Sostenibilità per Azioni) e frutto della collaborazione di più autori, società di gestione del risparmio, banche private e società di consulenza specializzate. Un'iniziativa nata dalla volontà di fare informazione sul tema. "Attualmente vi è grande consenso quando si parla di investimenti attenti ai fattori ambientali e sociali, ma in tema di buona governance vi è il sospetto che non ci sia consapevolezza in capo all'investitore, pur essendo un fattore estremamente rilevante", conclude Massari.
Focus sui modelli di business
"Solidi modelli di business, valutazioni a sconto sul valore intrinseco, buon management e buona corporate governance sono la precondizione per ottenere risultati positivi e consistenti nel tempo", è la convinzione di Elisabetta Rossi, senior equity portfolio manager di Mediobanca Sgr. Così il modello di governo di un'impresa può rivelarsi un fattore di creazione di valore quando virtuosa e distruzione di valore quando inadeguata e inefficiente.
Come può essere definita la governance? "Come l'insieme di norme, prassi e consuetudini operative attraverso le quali le società vengono gestite e controllate", sottolinea Rossi. "Deve essere un abito su misura, compliant con la regolamentazione, ma anche funzionale all'azienda nel suo contesto di riferimento e di supporto alla sua strategia, nell'interesse di tutti gli stakeholder.
Pur nella consapevolezza che una buona corporate governance non necessariamente si traduce in buone decisioni e non necessariamente significa che le regole verranno rispettate: da un lato c'è il problema legato alla necessità di fare ipotesi su evoluzioni future che come tali sono incerte e non necessariamente giuste; dall'altro lato c'è il problema legato alla correttezza/eticità delle persone e la conseguente necessità di costituire adeguati meccanismi di controllo.
I legami con il private banking
Antonella Massari, segretario generale di Aipb, segnala un'attenzione crescente al tema da parte della clientela facoltosa. "Dal nostro Osservatorio sulla clientela private è emerso come per questi individui sia sempre più importante abbinare l'obiettivo di rendimento a temi di responsabilità. Questo", racconta, "vale soprattutto per quella fascia di clientela appartenente alle categorie professionali di quadri e dirigenti con età anagrafica compresa tra i 55 e i 64 anni".
Del resto diverse ricerche hanno evidenziato che tenere in considerazione il tema della governance aiuta a fare scelte d'investimento tendenzialmente meno volatili della media.
Al tema Aipb ha dedicato un manuale curato da Davide Dal Maso (partner di Avanzi - Sostenibilità per Azioni) e frutto della collaborazione di più autori, società di gestione del risparmio, banche private e società di consulenza specializzate. Un'iniziativa nata dalla volontà di fare informazione sul tema. "Attualmente vi è grande consenso quando si parla di investimenti attenti ai fattori ambientali e sociali, ma in tema di buona governance vi è il sospetto che non ci sia consapevolezza in capo all'investitore, pur essendo un fattore estremamente rilevante", conclude Massari.