Il 2021 è stato un anno record per i Minibond, strumenti pensati soprattutto per le piccole e medie imprese a caccia di liquidità, che possono emettere obbligazioni o titoli di debito per attingere risorse dal mercato. Un canale alternativo al tradizionale credito bancario, nato dopo la crisi del 2008 e che oggi, con l’impatto del Covid e con l’impennata di materie prime ed energia sta facendo registrare un grande dinamismo. Nel 2021 sono state registrate 200 emissioni, per un controvalore di oltre 1 miliardo di euro, secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Minibond della School of Management del Politecnico di Milano, diretto da Giancarlo Giudici. Facili da emettere e relativamente poco costosi, i Minibond hanno beneficiato anche della nuova disciplina dei Pir alternativi e del nuovo Regolamento della Consob, che implementa la possibilità per i portali autorizzati di crowdfunding di collocare Minibond a determinati investitori, in qualche caso anche retail.
Tra le case history spicca Commerciale Tubi Acciaio SpA, un gruppo nato a Grugliasco (TO) nel 1959, che oggi ha diverse sedi in Italia e nel mondo, fornitore di tubi in acciaio inossidabile, acciaio legato e acciaio al carbonio, con un volumed’affari di circa 180 milioni. Nel 2021 la società ha raccolto 500.000 euro con un Minibond Short Term Revolving quotato su ExtraMot Pro3. C’è poi la milanese Nordfluid Spa, che distribuisce componenti oleodinamici: nel 2021 ha emesso un Minibond, sottoscritto da Mediocredito Trentino-Alto Adige. Uno degli emittenti posto in evidenza dal Polimi è Biogas Green Srl, del gruppo Anaergia, costituito per realizzare un impianto di biogas dalla trasformazioni degli scarti di macelleria a Oristano, Sardegna. Una parte consistente del progetto è stata finanziata con l’emissione di due Minibond, quotati su ExtraMot Pro3 nel segmento Infrastructure Green. La nuova famiglia dei Minibond green è in espansione sulla scia del boom della finanza sostenibile. Praticamente inesistenti fino al 2018, nel 2021 ne sono stati collocati ben 14, per uncontrovalore di 77,85 milioni.
Una delle criticità di questo mercato è la taglia spesso piccola delle emissioni che non le rende attraenti per gli investitori stranieri e i fondi, che prediligono ticket di un certo peso. Per sopperire a questo problema sono nate le emissioni di sistema che coinvolgono più emittenti, spesso intere filiere produttive o addirittura le Regioni: si tratta dei cosiddetti Basket Bond.
La prima esperienza di finanziamento di un pool di aziende con i Minibond è avvenuta nel 2014 con l’operazione Viveracqua Hydrobond, ideata da Banca Finint che ha agito in qualità di arranger, e ha coinvolto alcune emittenti del settore idrico integrato in Veneto. In totale le aziende coinvolte sono state 13, attraverso diverse tranche di finanziamento. Per tornare a tempi più recenti, il programma Elite Intesa Sanpaolo Basket Bond è stato lanciato a fine 2019 e a oggi ha raccolto 135 milioni per 18 Pmi italiane, di cui due nel 2021, per un controvalore di 15 milioni. A marzo dello scorso anno, Cassa Depositi e Prestiti e Unicredit hanno lanciato un Basket Bond di filiera da 200 milioni di euro, per supportare lo sviluppo e la crescita delle Pmi e mid-cap italiane attive nellefiliere strategiche nazionali.