Cedole o dividendi? Vince il mix

Cedole o dividendi? Vince il mix
Ma fondamentale la selezione. Lunedì 22 maggio alcune tra le società big staccano compensi oltre il 5%
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Il 22 maggio è una data cerchiata in rosso per chi si occupa di investimenti. Lunedì prossimo, infatti, vi sarà il più importante stacco di dividendi di quest’anno a Piazza Affari, con big come Eni, Generali, Intesa Sanpaolo, Italgas e Unipol che retribuiranno i propri azionisti, con alcuni titoli che offriranno un rendimento superiore al 5%. Un livello elevato, se si considera che è di qualche decimale superiore al Btp decennale, che nelle ultime emissioni ha visto crescere il rendimento in parallelo con la stretta sui tassi decisa dalla Bce.

"Oggi le obbligazioni offrono cedole più interessanti rispetto a un anno fa, ma riteniamo che il rendimento dei titoli sovrani dei Paesi sviluppati - come il Btp decennale – sia vicino ai massimi", analizza Catherine Doyle, investment specialist del team Bny Mellon Global Real Return.

Parlare di concorrenza tra le due principali asset class farebbe rizzare i capelli a qualsiasi addetto ai lavori, dato che tanto l’azionario, quanto l’obbligazionario non possono mancare in un portafoglio ben diversificato (senza peraltro esaurire l’orizzonte d’investimento, che sempre più spesso riguarda anche commodity e asset alternativi, per quanto con quote marginali), ma i rispettivi pesi sono inevitabilmente legati alle condizioni del momento. "Per un investitore prudente, i fattori di volatilità degli ultimi mesi, come la crisi di alcune banche occidentali e la debolezza congiunturale, suggeriscono un peso del reddito fisso superiore a qualche tempo fa, fino al 60% del portafoglio", sottolinea Doyle. Il quale indica come ideale un perfetto equilibrio tra le due classi d’investimento in caso di investitore più aggressivo. Una mossa che sarebbe giustificata dalla riduzione dei multipli delle Borse dopo le incertezze delle ultime settimane, a fronte di una buona crescita degli utili societari.

Considerazioni che in parte prescindono dalla quota di utili distribuiti con i dividendi. I titoli con cedole elevate sono particolarmente apprezzate dagli ex-Bot people, in quanto offrono rendite periodiche per affrontare le spese familiari, ma va ricordato che il giorno dello stacco il valore di Borsa tende a calare della medesima entità.

"Nell’attuale scenario, le opportunità non mancano, sia in ambito obbligazionario, che azionario, a patto di saper scegliere con cura i titoli da mettere in portafoglio", sottolinea Manuel Pozzi, direttore investimenti di M&G Investments. Che ricorda come la principale incognita sul fronte del reddito fisso sia legata alle incertezze sulle prossime mosse di politica monetaria. "Se la parte più significativa dei rialzi dovrebbe essere alle spalle, l’impennata dei tassi ha creato difficoltà per diversi emittenti, sia sovrani che societari", osserva Pozzi.

I default restano su livelli contenuti rispetto alle medie storiche, anche se sono in crescita. "Dunque la diversificazione è fondamentale, con una prospettiva di rendimento intorno al 3% per i titoli di Stato a breve termine, al 4% per i corporate di maggiore qualità e fino all’8% dei titoli high yield (le obbligazioni di emittenti meno solidi, ndr) e dei bond emergenti, con le categorie più rischiose che necessitano di un’elevata capacità di selezione", aggiunge.

Quanto all’equity, M&G vede maggiori opportunità di rivalutazioni in Europa rispetto agli Stati Uniti per una questione di multipli. Qualche esempio? "Nextera Energy Partners (infrastrutture energetiche sostenibili), CrownCastle (infrastrutture digitali) e Verizon (telecomunicazioni) che offrono oggi valutazioni convenienti e alti dividendi", conclude Pozzi.