La scommessa hedge fund per tutti

La scommessa hedge fund per tutti
Come funzionano gli Ucits, resi adatti dalle norme Ue anche ai piccoli investitori
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Democratizzare gli hedge fund, consentendo anche alla clientela privata di accedere alle strategie dei fondi alternativi, tradizionalmente caratterizzati da un ticket minimo d’investimento di 500 mila euro e in merito ai quali non è ammessa la sollecitazione all’investimento. È la nuova frontiera dell’industria finanziaria, come dimostra il recente annuncio di Dynamic Beta investments e iM Global Partner, che hanno lanciato il fondo Ucits iMgp Dbi Managed Futures. Una soluzione d’investimento che punta a replicare un paniere di 20 fondi hedge managed futures, cioè che negoziano in contratti derivati relativi al prezzo di azioni, commodity, indici obbligazioni o valute. I gestori non investono direttamente negli hedge fund, bensì ne replicano l’andamento attraverso il ricorso a futures e promettono limitata volatilità e liquidità giornaliera, con una commissione di gestione annua dello 0,75%.

La classificazione Ucits caratterizza i fondi in linea con l’omonima direttiva comunitaria emanata per rendere i fondi adatti ai piccoli investitori, in quanto prevede una serie di vincoli e tutele che non sono presenti negli hedge fund, come limiti nell’uso della leva, nella concentrazione e nella partecipazione a strumenti illiquidi, nonché nel ricorso alle vendite allo scoperto. Un ombrello sotto il quale rientrano prodotti anche molto diversi tra loro per approccio agli investimenti e rischiosità.

In comune con gli hedge fund tradizionali, questi prodotti hanno l’obiettivo di puntare a generare rendimento in qualsiasi condizione di mercato. Risultato che, tuttavia, non sempre viene centrato visto che i fondi hedge negli ultimi due lustri hanno generato un rendimento medio annuo intorno al 2%, al netto delle commissioni, mediamente elevate. Inserire questi prodotti in portafoglio può essere dunque un’opportunità per ridurre la correlazione tra le asset class (il protagonismo delle banche centrali negli ultimi anni ha fatto venire meno la tradizionale decorrelazione tra azionario e obbligazionario), ma a patto di avere la consapevolezza che si tratta di un prodotto complesso e che si presta a una valutazione nel lungo periodo. Anche se l’ingresso sotto il cappello Ucits promette di offrire alcune tutele agli investitori e la scelta di affidarsi a gestori professionali dovrebbe alzare la qualità delle scelte. Come per gli altri prodotti del risparmio gestito vale poi la raccomandazione di selezionare attentamente l’emittente, così come la soluzione più adatta alle proprie caratteristiche di investitore.

Guardando alla stagione attuale, c’è da dire che il ritorno dei rendimenti obbligazionari è un concorrente in più sulla strada della loro affermazione.