Investimenti Esg al bivio

Investimenti Esg al bivio

Mentre l’attenzione generale si focalizza sulle tensioni geopolitiche, la sostenibilità finisce sotto attacco politico. Un convegno di Societe Generale Securities Services è stata l’occasione per fare il punto sull’evoluzione del settore

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Gli ultimi trimestri hanno visto un ritorno prepotente sulla scena dei titoli legati alla difesa e alle armi. Un fenomeno sorprendente dopo anni di narrazione legata alla sostenibilità, ma che trova spiegazione nell’incremento dei budget pubblici per affrontare le crescenti tensioni geopolitiche. Tutto questo mentre negli Stati Uniti (che restano il faro della finanza mondiale) alcuni Stati a guida repubblicana hanno messo all’indice i gestori Esg, sottolineando la necessità per chi gestisce i risparmi di focalizzarsi esclusivamente sulle performance. Segno che un’era è finita? Probabilmente sì, ma fino a un certo punto.

Esperti a confronto sui nuovi filoni della sostenibilità

Del tema si è discusso nel corso del convegno “Esg: scelta volontaria o vincolo normativo?”, organizzato nel corso dell’ultimo Salone del Risparmio da Societe Generale Securities Services, tra i primi tre più grandi custodian europei e nella top ten a livello mondiale con un patrimonio amministrato equivalente a 579 miliardi di euro.

Combinare gli impegni normativi e volontari in materia di Esg può essere un compito complesso per gli asset manager e gli asset owner, ma è essenziale, è il punto che ha messo d’accordo gli esperti intervenuti. Come Alessandra Bechi, vice direttore generale di Aifi, Stefano Corbella, sustainability officer di Coima Rem, Raffaella Bordogna, Esg & Sustainability manager di Clessidra Sgr, Daniela Popa, Esg manager di Ambienta Sgr, e Grégoire Etienne, ceo & founder di Greenscope. Mentre Societe Generale Securities Services è stata rappresentata da Fouad Massabni, head of Esg commercial offer, e da Marco Mosca, head of coverage, marketing & solutions di Sgss Italia.

Sostenibilità nella stagione dell’attuazione

L’evento ha messo in evidenza come, ormai acquisito l’aspetto regolamentare, si sia entrati in una fase che si può definire “dell’attuazione”. Oggi abbiamo l’ecosistema per disporre di prodotti Esg e c’è un bisogno di dati e di professionalità, di governance e di definire la corretta organizzazione attorno alle tematiche della sostenibilità.

Dagli interventi è emerso come per l’asset management tradizionale il tema principale in ambito Esg sia più legato a un tema di approvvigionamento, stabilità e analisi del dato mentre, per quanto riguarda gli investimenti alternativi, c’è il real estate dove la tematica Esg è insita nella creazione, manutenzione dell’immobile. Quest’ultima è una chiave importante nell’accesso ai finanziamenti bancari mentre dal lato private equity tradizionale, è emerso il tema dell’avvicinamento del mondo corporate a quello finanziario in considerazione del fatto che non hanno linguaggio comune in relazione al tema della sostenibilità. Siamo quindi alle prese una filiera lunga che coinvolge anche le società acquistate.

L’evento organizzato da Sgss ha messo in evidenza la consapevolezza da parte degli operatori di trovarsi nel mezzo di un viaggio targato Esg che coinvolge diversi attori. “Siamo estremamente soddisfatti del dialogo intercorso al Salone del Risparmio con player chiave del mercato che ci hanno confermato la necessità di fare squadra sul tema Esg. Un percorso nel quale un asset servicer come Sgss ha un ruolo strategico nella transizione in atto”, ha commentato Marco Mosca.

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