Investitori alla ricerca di strade nuove

Investitori alla ricerca di strade nuove

Le turbolenze dei mercati finanziari rendono complicato distinguere tra tendenze di breve e cambiamenti strutturali. Dalla difesa ai mercati emergenti, le tendenze emerse al Salone del Risparmio

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Non che la diversificazione sia di colpo passata di moda, ma in uno scenario in cui si fatica a vedere l’orizzonte, la priorità tra gli asset manager è diventata la selezione. Anche per cercare di limitare le fluttuazioni dei rendimenti, che rischiano di mettere a dura prova le coronarie dei risparmiatori, non addetti ai lavori. Nella prima giornata del Salone del Risparmio abbiamo raccolto le indicazioni dei gestori presenti.

Sul fronte obbligazionario, preferenza per le scadenze brevi

“Guardiamo con grande interesse all’obbligazionario, investendo in particolare sulle scadenze brevi (meno esposte al rischio inflazione, ndr)”, racconta Alessandro Aspesi, head of Italy di Pgim Investments. “Privilegiamo il credito investment grade (emissioni di società con fondamentali solidi e per questo in grado di spuntare rendimenti inferiori alla media, ndr) rispetto ai titoli governativi. Siamo molto selettivi nell’ambito high yield (l’opposto degli investment grade, ndr) dove sono alte le dispersioni fra titoli e settori”. Mentre, a livello di geografie Aspesi sottolinea l’appeal dei mercati emergenti, “molto più stabili rispetto al passato”. E l’Italia? La promozione dei nostri conti pubblici da parte di S&P conferma l’attenzione degli addetti al lavoro. “Stabilità e avanzo primario giocano a favore del nostro Paese”, sottolinea Aspesi. Il quale, relativamente all’azionario, puntare su temi di crescita secolare, “che offrono la possibilità di rendimenti più alti nel lungo periodo. Sono settori che hanno strutture del capitale leggere e vantaggi competitivi duraturi come intelligenza artificiale, il biotech, i pagamenti digitali, il lusso e i produttori di software”. All’opposto, Pgim è sottopesata verso “i settori indebitati e più legati alla crescita economica. Questi saranno soggetti ai problemi del rallentamento della crescita”.

Selezione necessaria

“Lo scenario macro rispetto a inizio anno è cambiato. Siamo ancora tendenzialmente positivi verso il comparto azionario, ma da approcciare con una gestione attiva perché le tendenze generali possono esporre a brusche variazioni di scenario”, è l’analisi di Tommaso Tassi, country head Italia di Columbia Threadneedle Investments. “Probabilmente ci vorrà del tempo per capire le direzioni di medio periodo, per cui non è facile oggi fare delle scelte di tipo settoriale”, aggiunge. Sottolineando come in questa fase sia più opportuno concentrarsi su singoli titoli, privilegiando le società poco indebitate e in grado di ribaltare sulla clientela finale i maggiori costi di fornitura. A questo proposito il fondo CT (Lux) Global Focus ha la maggiore esposizione su: Microsoft Corporation, Mastercard Incorporated, Nvidia, Linde e Lam Research Corporation.

Più spazio all’equity europeo e ai titoli della difesa

“Gli Stati Uniti hanno bisogno di riequilibrare la propria bilancia commerciale e si tratta di un bisogno non più rinviabile. Dunque, a prescindere dallo strumento dazi, questa necessità è sul tavolo”, spiega Alberto Salato, head of client group Italy di Neuberger Berman. Fatta questa premessa, per Salato restano opportunità tanto sull’azionario (“Pronti a rivedere le proprie convinzioni a fronte di un quadro molto diversificato”), quanto sull’obbligazionario, con preferenza in quest’ultimo caso verso le obbligazioni investment grade. A livello geografico, per Salato il maggiore potenziale nell’equity è in Europa, “che parte da multipli più bassi”. Infine spazio ai private markets, “che non sono immuni dalle correzioni, ma nelle fasi di volatilità si mostrano più resilienti”.

Il valore del risparmio per la crescita del Paese

La prima giornata del Salone del Risparmio ha segnato il debutto in carica di Maria Luisa Gota, appena eletta presidente di Assogestioni. La quale ha sottolineato l’importanza di non lasciarsi andare a valutazioni sui movimenti di lungo termine, ricordando sempre la tendenza rialzista dei mercati nel lungo periodo. quindi ha sottolineato il valore del risparmio (33 mila miliardi a livello europeo, “un terzo di questa somma fermo sui conti correnti e sottoposto all’erosione dell’inflazione”, ha detto) e il contributo che può dare alla crescita dell’economia reale.

Alla conferenza iniziale è intervenuto in videoconferenza Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, il quale ha sottolineato che questa edizione del Salone del Risparmio si svolge “in un quadro di profonda trasformazione dei rapporti politici e internazionali che si traduce in un’incertezza del mercato”. Quanto alla necessità di valorizzare il risparmio privato per la crescita economica, la sua indicazione è di rafforzare in primo luogo la solidità della finanza pubblica, “perché tenere in ordine i conti degli italiani è la prima forma di risparmio”.

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