La multiutility Egea punta sul biometano e apre un innovativo impianto

La multiutility Egea punta sul biometano e apre un innovativo impianto
Lo ha realizzato in provincia di Cremona, frutto della partnership con Santini Agricoltura Rinnovabile. Il volume di biometano che può essere prodotto dall'impianto supera i 4 milioni di metri cubi all'anno, equivalente al fabbisogno annuo di quasi 4 mila auto
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Egea punta con decisione sulle rinnovabili. La multiutility albese ha da poco inaugurato un innovativo impianto di biometano a Cella Dati(Cremona), esempio di economia circolare e democrazia di sviluppo.

Focus sulla sostenibilità

Il biometano è un combustibile ottenuto dalla purificazione del biogas grazie a trattamenti chimico-fisici e può essere immesso nella rete di trasporto e di distribuzione nazionale. Una forma di produzione energetica pulita, che valorizza i reflui zootecnici e non solo. Si tratta, quindi, di un anello fondamentale nella catena di iniziative green nell’ambito della transizione ecologica, con l’Italia che è leader in Europa insieme a Francia e Danimarca. 

L’impianto di Egea produce biometano per autotrazione a partire dai reflui zootecnici e dalle biomasse vegetali coltivate nell’area adiacente all’impianto. La soluzione per l'upgrading (aumento di produzione attraverso purificazione) del biogas ha una capacità di 1.000 Nm?/h da cui vengono prodotti e iniettati in rete oltre 500 Sm?/h di biometano. Progettazione, realizzazione, sono opera di Pietro Fiorentini. 

Impianto di Cella Dati
Impianto di Cella Dati 

I numeri

Il volume di biometano prodotto dall’impianto supera i 4 milioni di metri cubi all'anno, equivalente al fabbisogno annuo di quasi 4 mila auto. Alla produzione del biocarburante si accompagna anche la produzione di un ammendante solido che è rappresentato dal digestato, prodotto dal residuo della fermentazione. Si tratta di un fertilizzante, valorizzato sui terreni, che permette di ridurre il fabbisogno di concimi chimici senza emissione di odori molesti. L’impianto di Cella Dati è dotato anche di un abbattitore dell’azoto all’interno del digestato, che riduce il fabbisogno di terra.

Attenzione alle comunità

La novità di casa Egea conferma l’approccio della multiuility, da tempo focalizzata sulla provincia italiana: un modello glocal caratterizzato da competenza globale acquisita nel tempo e da ampia sensibilità, dialogo e attenzione con le tante Comunità locali e ai territori dove Egea è presente.

“L’ Italia ha bisogno di tanti, tantissimi impianti di questa taglia, equamente distribuiti in modo corretto sul territorio nazionale perché pienamente sostenibili”, commenta PierPaolo Carini, ad del gruppo Egea. Che ricorda come la loro vicinanza alle strutture agricole, alimentari e civili, permetta di ridurre lo spreco di energia nei trasporti. “Il biometano è la perfetta architrave nel rapporto con il mondo agricolo e alimentare, favorendo e accelerando lo sviluppo del territorio. Un elemento che dà valore al territorio e che rappresenta il senso più profondo della democrazia dello sviluppo”.

PierPaolo Carini, ad del gruppo Egea
PierPaolo Carini, ad del gruppo Egea 

“L’impianto è una grande opportunità per le aziende agricole locali”, per Federico Santini, ad di Biometano Cella Dati. “Valorizza i reflui zootecnici e gli scarti restituendo fertilizzante organico a Km 0. Una sinergia territoriale che rafforza il comparto agroalimentare nazionale”.
Infine il presidente dell’impianto, Massimo Cellino, presidente di Biometano Cella Dati ricorda che “ogni metro cubo di biometano prodotto rappresenta un metro cubo in meno da acquistare all’estero: produrre biometano significa quindi ridurre la dipendenza del nostro Paese da fornitori stranieri”.