Sostenibilità, l'ora del conto

Sostenibilità, l'ora del conto
Non basta proclamarla, va rendicontata per non cadere nel greenwashing. "Servono credibilità e trasparenza", dice Andrew Bester (Ing)
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"Credibilità, trasparenza e rendicontazione". Andrew Bester, responsabile wholesale (il corporate banking) di Ing a livello globale, indica tre fattori in grado di fare la differenza quando si parla di sostenibilità. Infatti, dopo anni in cui la responsabilità ambientale e quella sociale sono state al centro della comunicazione da parte di tutti gli operatori finanziari, nelle ultime settimane sono emersi alcuni casi di greenwashing che hanno sollevato interrogativi sia tra le autorità di vigilanza, sia tra gli investitori piccoli e grandi. Uno scenario di incertezza nel quale si rischia di buttar via il bambino con l’acqua sporca. "La transizione ecologica non è un tema transitorio: è un passaggio obbligato per garantire un nuovo modello di sviluppo più sostenibile di quello che abbiamo conosciuto negli ultimi decenni ed è anche un’opportunità per sviluppare nuovi business. Al tempo stesso non può ridursi a una o più iniziative, ma è un percorso con passaggi progressivi e risultati crescenti".

Ing può definirsi sustainable piooner per essere stata tra le primissime realtà bancarie a finanziare, proprio in Italia già nel 2007, un impianto di energia rinnovabile. Da allora Ing ha erogato nel nostro Paese prestiti al settore delle rinnovabili per oltre 1,8 miliardi. Lo scorso anno la divisione wholesale banking del gruppo bancario ha concluso a livello globale 317 transazioni sostenibili (dai finanziamenti alle operazioni di capital market, alle garanzie), di cui ben 25 in Italia. Solo nel quarto trimestre sono state 119 le operazioni a livello globale. Con il lancio del Project Terra, nel 2018 la società si è impegnata a orientare il proprio portafoglio di prestiti di circa 700 miliardi di euro in ottica green e sostenibile (in questa prospettiva rientra, tra gli altri, l’obiettivo di portare entro il 2025 su livelli prossimi allo zero i finanziamenti alle aziende esposte sul carbone), mentre lo scorso agosto è entrata a far parte della Net-Zero Banking Alliance, progetto al quale hanno aderito alcune tra le principali banche internazionali, impegnate a ridurre sensibilmente le emissioni di CO2.

 Andrew Bester,  responsabile wholesale (il corporate banking) di Ing a livello globale
 Andrew Bester,  responsabile wholesale (il corporate banking) di Ing a livello globale 

Lo scorso anno ha visto inoltre il debutto anche in Italia dei sustainable linked loan, prestiti il cui tasso di interesse dipende dal raggiungimento o meno di obiettivi green stabiliti prima dell’erogazione. Iniziative riportate nel rapporto integrato sul clima, nel quale Ing dettaglia i risultati ottenuti e indica i prossimi obiettivi da raggiungere in ambito Esg: "Rendicontare quello che si fa è la strada maestra per essere credibili. È una questione di responsabilità non solo verso clienti e investitori, ma verso tutti i soggetti con i quali ci relazioniamo". Per poi ricordare che l’impegno in chiave sostenibile non può che riguardare anche l’organizzazione aziendale e in questa direzione va l’impegno ad alimentare gli uffici di proprietà al 100% con energia rinnovabile.

La stessa ottica viene seguita nel lavoro di consulenza alle imprese di medie e grandi dimensioni, alle quali si rivolge la divisione wholesale, per ridefinire la propria strategia in chiave Esg: «Il grande passo da compiere è inserire i criteri della sostenibilità all’interno delle strategie di business, con un approccio integrato e orientato al lungo termine».