Entro il 2028 il mercato globale delle biotecnologie dovrebbe raggiungere un valore di 2,4 trilioni di dollari (nel 2021 ammontava a 720 miliardi), secondo le stime di Research and Markets e, a rivestire un ruolo centrale, sarà in particolare l’area della salute. Già oggi, secondo alcune stime, circa la metà di tutti i nuovi farmaci è biotech (ovvero contengono un principio attivo costituito/derivato da un organismo vivente o da sue parti) e la proporzione cresce nei trattamenti innovativi come vaccini, anticorpi monoclonali per il trattamento di tumori e malattie infiammatorie/infettive, terapia genica e cellulare e medicina rigenerativa. “Una delle categorie su cui le industrie biotech stanno puntando maggiormente è l’oncologia e questo perché il settore della biotecnologia farmaceutica ha generato risultati molto promettenti in questo campo. Se si vanno infatti a rivedere le storie di successo in oncologia negli ultimi 20 anni, proprio i farmaci biotecnologici hanno giocato la parte più importante”, sottolinea Dario Neri, amministratore delegato e direttore scientifico di Philogen, biotech italo-svizzera molto attiva in questo campo, quotata all’Euronext Milano, controllata dalla famiglia Neri e partecipata dal gruppo Dompè.
"Questo nuovo tipo di medicinali rappresenta, inoltre, un’alternativa vincente alla chemioterapia, il cui limite maggiore è la mancanza di specificità. La sua caratteristica è infatti di andare a colpire tutte le cellule che si riproducono velocemente, sia neoplastiche sia sane”, prosegue l’ad. Un focus che non sorprende, considerato che i tumori, insieme alle patologie cardiovascolari, figurano tra le principali cause di morte al mondo e hanno visto un incremento del tasso di incidenza, anche tra i più giovani. Complici una serie di fattori, non solo ereditari, ma anche legati all’inquinamento e a stili di vita scorretti, come l’eccessivo consumo di alcol e di sigarette e una dieta di bassa qualità e squilibrata.
Neri sottolinea come le nuove frontiere biotech in ambito oncologico siano focalizzate sui farmaci in grado di localizzarsi in modo selettivo nelle lesioni tumorali, preservando le aree sane del corpo. “Il nostro gruppo è in particolare specializzato nel targeting molecolare che consiste in una veicolazione selettiva del principio attivo nella sola zona malata, evitando i problemi solitamente provocati al paziente dall’accumulo dei farmaci nei tessuti sani”, spiega Neri, che specifica come gli approcci veicolati siano molto promettenti in oncologia e per altre patologie, come l’endometriosi e le infiammazioni croniche. “Si tratta di una tecnica che va associata alla medicina nucleare ed è applicabile a tanti tipi di tumore, anche a quelli più aggressivi”, aggiunge.
Alla base del processo c’è la metodologia Del (Dna Encoded Chemical Libraries), tecnologia che consente di scoprire nuovi principi attivi e nuove molecole veicolo. Tra le classi di principi attivi sulle quali il gruppo sta lavorando attualmente ci sono le citochine, proteine che regolano l’attività del sistema immunitario e riescono ad attivarlo in maniera selettiva in caso di tumore, e i radionuclidi che servono a verificare se il principio attivo è arrivato a destinazione.
Philogen ha da poco stipulato un accordo di licenza con l’azienda Sun Pharma per la commercializzazione a livello mondiale di un farmaco innovativo, attualmente in fase di sperimentazione in studi clinici a carattere registrativo, per il trattamento del sarcoma dei tessuti molli e del glioblastoma, il tumore cerebrale più frequente e aggressivo. Un accordo che segue a quello già stipulato con Sun Pharma per la commercializzazione, la licenza e la fornitura in esclusiva in Europa, Australia e Nuova Zelanda di un prodotto innovativo per il trattamento del melanoma.
Philogen conta circa 200 dipendenti e ha sede a Siena, dove dispone di una unità di produzione autorizzata alla produzione di farmaci sperimentali e commerciali che consente il passaggio dei prodotti dal laboratorio alla clinica; l’azienda possiede, inoltre, una controllata a Zurigo, Philochem, che si occupa della scoperta di nuovi farmaci. “Attualmente abbiamo in pipeline una decina di prodotti, includendo anche farmaci appena entrati nella fase clinica, che hanno dimostrato la capacità di localizzarsi nell’area delle lesioni tumorali”, racconta Neri. “Il nostro obiettivo è, inoltre, di portare a registrazione i due farmaci biotecnologici sperimentali per il trattamento del melanoma, di altre lesioni tumorali della pelle, del sarcoma dei tessuti molli e del glioblastoma così da fare ulteriori progressi nella lotta contro queste patologie”.