Ricerca clinica eccellenza italiana

Ricerca clinica eccellenza italiana

Longo (AstraZeneca Italia): “Il comparto farmaceutico può rivestire un ruolo strategico per consolidare la ripresa economica del Paese e la sua competitività sui mercati internazionali. Ma andrebbero fatti passi in avanti a favore del settore”

2 minuti di lettura

Uno stile di vita poco salutare, il consumo di alcolici, il sovrappeso e la sedentarietà sono alcuni dei fattori che possono aumentare il rischio di tumore. Un problema che è cresciuto negli ultimi anni, tanto che nel 2023 si sono verificate 395 mila nuove diagnosi, circa 20 mila in più rispetto all’ultima rilevazione del 2020, secondo dati dell’Istituto Superiore di Sanità. Un numero destinato a crescere in media ogni anno dell’1,3% negli uomini e dello 0,6% nelle donne. Anche se, grazie alla ricerca scientifica, i tassi di sopravvivenza e guarigione risultano in costante aumento.

L’ambito oncologico è una delle aree in cui è attiva AstraZeneca Italia, azienda biofarmaceutica globale presente nella Penisola da oltre 20 anni con più di 1.200 dipendenti che opera nello sviluppo di farmaci innovativi anche negli ambiti malattie rare, cardiovascolare, metabolico e renale, respiratorio e immunologico, infettivologia. “Il nostro obiettivo è sviluppare nuovi farmaci che possano cambiare in meglio la vita dei pazienti, con un focus sulle malattie che si distinguono per impatto sociale e costo elevato per il servizio sanitario nazionale e per il Paese”, sottolinea Claudio Longo, presidente e amministratore delegato di AstraZeneca Italia. “Basti pensare che nella Ue 50 milioni di persone convivono con una o più malattie croniche, patologie che sono responsabili di oltre quattro milioni di decessi l’anno”.

Nel 2023 il gruppo (che dal 2021 include anche Alexion, azienda biofarmaceutica specializzata nel segmento delle malattie rare) ha realizzato 770,1 milioni di euro di ricavi, con un tasso medio annuo di crescita composto del 19,5% rispetto al 2019. Una performance frutto del forte investimento in ricerca e sviluppo portato avanti negli ultimi anni: 59 milioni di euro nel solo 2023, con un incremento del 25,2% rispetto al 2019.

L’Italia ricopre un ruolo rilevante per AstraZeneca e Alexion nella ricerca clinica, sia in termini di studi in corso, sia come incidenza sul totale nazionale. Secondo un report di The European House - Ambrosetti sul valore creato da AstraZeneca in Italia, l’azienda nel 2023 ha attivato 192 studi clinici in più di 600 centri italiani, classificandosi come prima azienda farmaceutica del Paese per contributo alla ricerca clinica nel medio termine.

“L’Italia è un Paese di grande importanza per il nostro gruppo, anche per le tante eccellenze presenti nel mondo della ricerca”, sottolinea Longo. “Ad oggi sono 17 le nuove molecole in ultima fase dello sviluppo (più 112,5% rispetto al 2019) e da qui al 2030 l’obiettivo è di portare sul mercato 20 nuovi farmaci (di cui cinque sulle malattie rare)”.

“Oggi si stima che siano circa tre milioni gli italiani affetti da una malattia rara, per circa 8 mila patologie conosciute”, sottolinea Anna Chiara Rossi, vicepresidente e general manager Italy di Alexion, AstraZeneca Rare Disease. “Solo il 5% di queste malattie ha però a disposizione una terapia efficace perché la ricerca nel settore è difficile ed è soggetta a un elevato tasso di insuccesso. Come Alexion siamo una delle poche realtà che ha deciso di focalizzarsi su quest’ambito”, prosegue Rossi, per poi aggiungere che “sin dalle origini abbiamo deciso di adottare un approccio pionieristico, specializzandoci nei farmaci orfani (destinati alla cura delle malattie talmente rare da non consentire alle aziende farmaceutiche di generare ricavi tali da recuperare i costi, ndr)”.

Finora Alexion ha sviluppato cinque molecole in sette aree terapeutiche e ha all’attivo 22 programmi di studio clinico, che coinvolgono centinaia di pazienti in 130 centri sul territorio italiano. Lo studio realizzato da The European House – Ambrosetti quantifica in 524,2 milioni il contributo dato dal gruppo AstraZeneca al Pil nel 2023, in crescita del 70% rispetto al 2020. Un dato che dovrebbe superare, nel prossimo triennio, i due miliardi di euro cumulati. “Questo significa che ogni euro investito da AstraZeneca in Italia genera quasi tre euro complessivi nell’economia del Paese”, specifica Longo, per il quale il settore farmaceutico può rivestire un ruolo strategico per consolidare la ripresa economica e la sua competitività sui mercati internazionali. Andrebbero però fatti ancora dei passi in avanti a favore del settore. “Seguendo le indicazioni date da Draghi nel suo report sulla competitività europea andrebbe lanciata una strategia a livello nazionale incentrata sulle scienze della vita”, conclude Longo, per il quale andrebbero anche velocizzate le procedure necessarie per attivare gli studi clinici e reso più omogeneo a livello nazionale l’accesso ai farmaci innovativi, superando le disparità attualmente presenti sul territorio.

I commenti dei lettori