Finanza digitale, arriva la "tokenizzazione"

Finanza digitale, arriva la "tokenizzazione"

Michele Quinto (country head di Franklin Templeton Italia): "Consente di digitalizzare non solo le asset class tradizionali ma anche hobby e passioni, creando nuove opportunità di rendimento e favorendo la diversificazione"

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Quando si pensa al mondo degli asset digitali, a venire in mente sono soprattutto le criptovalute, ma nel prossimo futuro nuovi trend promettono di tenere banco nel mondo della finanza grazie all’uso delle nuove tecnologie, e in particolare della blockchain.

"L’evoluzione della finanza si intreccia con quella della società. I segnali che arrivano dagli Stati Uniti, al di là delle decisioni politiche, indicano che gli investitori retail spingono per portare nuovi criteri e nuovi valori nei portafogli”. È la convinzione di Michele Quinto, country head e branch manager di Franklin Templeton Italia.

Un esempio in tal senso è la tokenizzazione degli asset, il processo attraverso il quale un asset tangibile viene trasformato in una componente digitale, che a sua volta può essere gestito, trasferito e scambiato su una blockchain, vale a dire una catena di valore decentralizzata e tendenzialmente più sicura di quelle tradizionali. I token rappresentano una frazione dell’asset sottostante, che può essere ad esempio un immobile, un’opera d’arte, così come azioni, obbligazioni o altri strumenti finanziari. La blockchain garantisce che ogni token sia unico e immutabile, facilitando il tracciamento e lo scambio. “Siamo alle prese con una vera e propria rivoluzione, della quale abbiamo visto solo qualche indicatore”, sottolinea Quinto. “La tokenizzazione consente di digitalizzare non solo le asset class tradizionali, ma anche hobby e passioni, che progressivamente andranno ad arricchire i portafogli, in modo da una parte di creare nuove opportunità di rendimento, dall’altra di favorire la diversificazione, aspetto oggi ancora più importante del passato a fronte della crescente complessità che caratterizza il contesto con il quale ognuno di noi si trova a fare i conti”, sottolinea l’esperto.

Dunque, le criptovalute, tornate al centro dell’attenzione generale negli ultimi mesi sulla spinta dell’amministrazione Trump per sdoganarle, costituiscono solo una delle componenti della digitalizzazione legata al mondo degli investimenti. Per un certo periodo l’ondata di innovazione ha portato all’attenzione generale il segmento degli Nft, sigla che sta per non fungible token, a indicare certificati digitali basati sulla tecnologia blockchain. Questi certificati rappresentano un oggetto reale, che può essere ad esempio un’opera d’arte, una composizione musicale o un titolo di partecipazione a un club sportivo e servono a identificare in modo univoco e non replicabile la proprietà dell’opera d’arte stessa.

Una regolamentazione ancora in fase di definizione e l’impatto ambientale dell’energia necessaria ad abilitare queste tecnologie stanno rallentando la diffusione degli Nft e dei digital asset in generale. Quinto non nega i problemi emersi, ma li inquadra in una visione di lungo periodo che dovrebbe sempre caratterizzare le analisi sulle nuove frontiere della tecnologia. Attraverso le transazioni regolate dalla blockchain è possibile vendere un’unica opera d’arte in piccole quote di proprietà in modo da creare un mercato più vasto e democratico di quello attuale.

“Rihanna ha avuto un grande successo nel momento in cui ha ceduto i diritti di una sua canzone ai fan e lo stesso è accaduto per alcune opere d’arte”, sottolinea. “Anche se questi concetti possono apparire ostici a chi è più avanti negli anni, si tratta di un approccio al modo di investire, e più in generale di vivere, che ormai costituisce un patrimonio condiviso dalle nuove generazioni e che in un futuro nemmeno troppo lontano promette di rivoluzionare anche altri settori, a cominciare da quello immobiliare”, sottolinea Quinto. Il quale ricorda anche come il confronto intergenerazionale, che si sviluppa in famiglia e nei luoghi di lavoro, possa favorire lo sviluppo di conoscenza in materia.

Certo, c’è il problema non trascurabile delle truffe sul Web, facendo leva proprio sui limiti ai controlli che caratterizzano le nuove frontiere tecnologiche. “Questo aspetto non va sottovalutato e la consulenza professionale può essere decisiva per individuare le aziende che meglio sono posizionate per cogliere le opportunità ed evitare i pericoli emergenti”, è l’opinione del manager di Franklin Templeton.

Per l’esperto, la regolamentazione comunitaria sui crypto-asset, nota con l’acronimo di Micar, può offrire un contributo importante per uno sviluppo sano del settore. “Non c’è motivo per temere l’evoluzione normativa: la presenza di team qualificati e con competenze diversificate, in capo alle società di gestione, è un aspetto cruciale per valutare opportunità e rischi prospettici, in modo da offrire un quadro chiaro e costantemente aggiornato ai clienti”.

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