"Non c’è ingrediente più decisivo negli investimenti della costanza. Riuscire a risparmiare in maniera continuativa, anche piccole somme, e reinvestirne almeno una parte è fondamentale per realizzare i propri obiettivi di vita". È la convinzione di Alberto Dalmasso, co-fondatore e chief executive officer di Satispay, realtà fondata nel 2013, che ha sviluppato e gestisce l’omonima applicazione mobile per il pagamento digitale e il trasferimento di denaro tramite internet. Dopo aver ampliato l’attività al comparto del welfare aziendale, con il recente lancio dei buoni pasto e fringe benefit, ora la società italiana entra nel mondo degli investimenti, con il lancio di 'Salvadanaio Remunerato', pensato per aiutare i clienti a far fruttare la liquidità ferma sui conti correnti.
Il punto di partenza è dato dal fatto che siamo un popolo di grandi risparmiatori (1.363,6 miliardi di euro a fin 2024, secondo uno studio della Fabi, il principale sindacato dei bancari), ma in uno scenario come quello del mercato italiano, nel quale i conti offrono rendimenti risibili anche a fronte di tassi ufficiali elevati rispetto alle medie storiche, tenere buona parte del patrimonio in deposito significa non difendere il suo valore dall’inflazione. Da qui l’idea della fintech di lanciare una soluzione basata su un fondo comune monetario, con una classe creata in collaborazione con Amundi, che prevede l’assenza di taglio minimo e commissioni annue dello 0,17%, paragonabili a quelle di un Etf, pur a fronte di una gestione attiva.
"Abbiamo optato per un fondo anziché per un Etf con l’intento di offrire una soluzione che non prevede alcun costo per la transazione. In sostanza, è possibile anche solo investire qualche centesimo per ogni pagamento effettuato tramite la nostra app", racconta Dalmasso. Un concetto che richiama quello dei Pac, i piani di accumulo del capitale caratterizzati da versamenti periodici, che da una parte consentono di minimizzare nel lungo periodo il rischio di sbagliare il timing dell’investimento (ad esempio di puntare tutto in una fase di picco del ciclo), dall’altro costituiscono una forma di educazione finanziaria, nella misura in cui abituano al risparmio su base continuativa. "Il nostro obiettivo è proprio favorire il progressivo sviluppo di una cultura dell’investimento, che valorizzi la grande capacità di risparmio degli italiani", spiega l’imprenditore.
Quanto attendersi in termini di rendimento? "Ovviamente la performance è legata ai mercati finanziari, ma a fronte di un portafoglio caratterizzato da titoli poco volatili, è possibile dire che difficilmente vi saranno grandi scostamenti rispetto all’attuale stima che supera il 2,2%", aggiunge Dalmasso. Il quale insiste su un concetto: il primo servizio permetterà agli oltre 5,5 milioni di utenti italiani di iniziare a investire con la stessa semplicità con cui oggi pagano un caffè, senza alcun importo minimo e con la flessibilità di mettere e ritirare i soldi quando vogliono. "Dato che la sfida è superare resistenze all’investimento che non hanno basi razionali ma culturali, abbiamo investito molto per rendere il più semplice possibile l’accesso al servizio, lasciando al contempo ampia flessibilità per entrare o uscire dall’investimento in base alle necessità, tanto da prevedere la possibilità di riscatto dopo un solo giorno lavorativo dalla richiesta. Nel prossimo futuro arriveranno altre opzioni, poche e selezionatissime per non confondere gli utenti, pensate per specifici profili, con obiettivi di medio o lungo termine", racconta il ceo di Satispay.
"Siamo partiti semplificando i pagamenti e vogliamo fare lo stesso con il mondo degli investimenti. Quando abbiamo introdotto la funzionalità ‘Risparmi’, nel 2018, abbiamo riscontrato subito un grande entusiasmo negli utenti e ora - con più di un milione di persone che nel tempo hanno accantonato risparmi per oltre 250 milioni di euro complessivi nei nostri salvadanai - siamo pronti a fare il prossimo passo". Un ragionamento che lascia immaginare ulteriori iniziative in questa direzione per il futuro. "Dopo l’avvio di questa soluzione, pensata per offrire un rendimento in grado di proteggere i patrimoni dall’erosione dell’inflazione, lanceremo nuove soluzioni d’investimento più orientate al medio e al lungo periodo", racconta Dalmasso. Il quale conferma quanto per quella che per oltre un decennio è stata essenzialmente un’app di pagamento questo rappresenti oggi la base per un enorme potenziale di evoluzione.
"L’approccio tenuto in questi anni ci ha consentito di creare una relazione continuativa e di fiducia con la clientela, indispensabile per proporre servizi di investimento che per molti suonano come una novità rispetto alle proprie abitudini", risponde in merito il numero uno della fintech.