Demografia e nuovi bisogni

Demografia e nuovi bisogni

In Italia cresce la consapevolezza dei rischi, ma i livelli di copertura sono contenuti. Borla (Intesa Sanpaolo): "Con la longevità, aumentano i bisogni di cura e assistenza". Il sistema pubblico deve rispondere in modo tempestivo

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“L’emergenza pandemica e le tensioni geopolitiche hanno radicato una sensazione di incertezza e instabilità tra gli italiani. È importante che, chi fa il nostro lavoro, riesca a costruire una rete completa di sicurezza che accompagni le persone nelle diverse dimensioni della vita”. Così Virginia Borla, amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo Assicurazioni. "Bisogna essere consapevoli che oggi protezione significa molte cose. Vuol dire proteggere la salute, la pensione, mettere al sicuro un progetto di vita, un investimento, un reddito e offrire un sostegno concreto in caso di non autosufficienza o di eventi imprevisti. È un concetto ampio, che intreccia prevenzione, assistenza, servizi e soluzioni personalizzate”, aggiunge.

Secondo uno studio di Ipsos per l’Ania (l’associazione delle imprese assicuratrici operanti in Italia), il 66% degli italiani è preoccupato per l’autosufficienza e le cure, il 50% per famiglia/figli, il 48% per il reddito/lavoro e il 37% pensa alla pensione. Tutte le generazioni esprimono preoccupazioni, in base alla propria condizione: non autosufficienza per i baby boomers, famiglia, figli e pensione per la generazione X, mentre i millennial sono concentrati sul reddito da lavoro. Dalla stessa analisi emerge che nel corso degli ultimi anni è cresciuta la sensibilità verso le possibili conseguenze di eventi atmosferici estremi.

Le imprese, invece, sono chiamate a proteggersi in primis da due grandi categorie di rischi. La prima riguarda i principali asset produttivi, come immobili, macchinari e attrezzature, che possono essere protetti attraverso una polizza Property All risk (incendio, furto e così via), spesso affiancata dalla copertura per l’eventuale interruzione del business. La seconda riguarda la responsabilità civile, che può essere estesa verso terzi, nei confronti dei dipendenti e può includere la responsabilità per prodotti e servizi (Rc professionale).

Detto dell’offerta, la domanda evolve in linea con i grandi cambiamenti sociali, che tra le altre cose coinvolgono l’invecchiamento demografico. “La longevità ha implicazioni profonde sul piano sociale, economico e sanitario. Questo comporta la necessità di ripensare in chiave proattiva il modo in cui si affronta l’invecchiamento. Aumentano infatti i bisogni di cura e assistenza, ponendo nuove sfide al sistema pubblico nel rispondere in modo tempestivo ai bisogni delle persone”, sottolinea Borla. “In questo scenario, il settore assicurativo può svolgere un ruolo sempre più centrale come supporto e integrazione del sistema sanitario nazionale, offrendo soluzioni e servizi concreti e personalizzati per accompagnare le persone nelle diverse fasi della vita come, ad esempio, servizi di assistenza domiciliare, disponibilità di caregiver qualificati, strumenti tecnologici per il monitoraggio della salute”.

Da qui la scelta del gruppo Intesa Sanpaolo di sviluppare un’offerta dedicata alla popolazione senior e ai loro caregiver. “Crediamo che le assicurazioni possano favorire percorsi di prevenzione, incentivare l’uso della telemedicina e delle tecnologie digitali e contribuire a un’offerta di salute sempre più vicina alle esigenze delle persone, con l’obiettivo di rispondere in modo efficace ai bisogni di una fascia sempre più ampia della popolazione, sia in buona salute sia in condizioni di maggiore fragilità”, racconta la manager.

In tutto ciò occorre agire sulla consapevolezza, dato che restiamo un Paese con poca cultura assicurativa. “Siamo impegnate per far crescere la consapevolezza sull’importanza della protezione, dato che questo si traduce anche in una maggiore libertà, quella di allocare in modo più efficiente le proprie risorse, senza dover accantonare capitali per le emergenze”, sottolinea Borla.

Tuttavia, non è un cambiamento semplice né immediato: richiede una trasformazione culturale che porti a superare la tendenza a gestire i rischi solo quando si manifestano. “Molti italiani si affidano ancora all’autoassicurazione, ovvero al risparmio personale per gestire i rischi futuri, sottovalutando i vantaggi di soluzioni assicurative strutturate”, racconta. “Il nostro obiettivo è duplice: da un lato, aiutare le persone a pianificare in modo più consapevole il proprio futuro; dall’altro, far comprendere il valore della protezione come strumento per una gestione più razionale e serena delle proprie risorse economiche. Raggiungere questo livello di consapevolezza significa non solo acquisire nozioni assicurative, ma anche adottare un approccio orientato al lungo termine, compiendo scelte nel presente per costruire stabilità e valore nel tempo”.

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