“Si pensa erroneamente che il settore primario sia contraddistinto da pratiche obsolete e con scarsa attenzione all’innovazione e alla digitalizzazione. È vero esattamente il contrario”. Marco Lazzari, responsabile del servizio Agri Banking di Bper invita a guardare la filiera agricola da una prospettiva diversa: le nuove tecnologie 4.0, con impiego di droni, satelliti e sensori, trovano importanti impieghi in agricoltura e, allo stesso tempo, cresce l’interesse dei giovani verso questo settore, anche con profili molto specialistici in agronomia e ingegneria ambientale. “Per le filiere agricole si sta aprendo uno scenario di grande progresso in termini di efficientamento ambientale - prosegue Lazzari - Basti pensare ai sistemi per il controllo dei campi da remoto o per l’irrigazione di precisione. Si tratta di opportunità che uniscono la crescita economica e la sostenibilità, che è uno degli aspetti che caratterizzano il nostro settore primario, noto in tutto il mondo per l’altissima qualità dei prodotti”.
Per il responsabile di Bper, l’agroalimentare è di grande interesse per le sue prospettive economiche: “Si tratta di un’area in crescita, che esporta e dà lavoro. Già oggi è uno dei settori trainanti dell’economia italiana ed è destinato a ingrandirsi sempre più. Da parte nostra non c’è solo un tema di supporto a quella che è una delle colonne portanti del Made in Italy - parliamo di 70 miliardi di euro di export nel 2024 - ma anche l’interesse per un’attività economica dalle enormi potenzialità e dai tassi di default inferiori rispetto alla media nazionale”.
A differenza degli altri settori, quello agricolo presenta non poche difficoltà in materia di valutazione del credito, tenuto conto che molte imprese non redigono il bilancio e non tengono scritture contabili. “Proprio per questo motivo due anni fa abbiamo creato un servizio dedicato esclusivamente al settore agricolo e alimentare, con professionisti (anche agronomi) capaci di interloquire con queste realtà, di capire le reali necessità di aziende che si contraddistinguono per cicli finanziari differenti da altre realtà produttive, con calendari colturali molto diversificati, e di offrire loro soluzioni”, precisa Lazzari. “Siamo molto attenti a tutte le necessità di finanziamento, soprattutto per quegli investimenti che vanno incontro a tematiche ambientali, di innovazione, di difesa delle colture da eventi atmosferici, come per esempio la realizzazione di reti antigrandine e, più in generale, tutto quello che attiene alle difese attive. Fra le soluzioni che offriamo ci sono l’utilizzo del Fondo centrale di garanzia per le piccole medie imprese, Ismea e Sace, oltre a strumenti innovativi come la garanzia con pegno rotativo sui vini e formaggi Dop”.
Bper presta molta attenzione alle necessità di cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori, fornendo a queste ultime fideiussioni utili a ottenere più facilmente i contributi a fondo perduto. “È necessario riuscire a cogliere anche le ultime opportunità offerte dal Pnrr, che si sta avvicinando alla conclusione, ma è ancora in grado di fornire un significativo impulso a tutta la filiera dell’agroalimentare”, aggiunge Lazzari. L’istituto bancario riserva poi un’attenzione particolare a giovani e donne, la cui presenza nel settore è in continua crescita. “Le donne sono una forza determinante per il settore agricolo e insieme ai giovani ne garantiscono il futuro - dice il responsabile del servizio Agri Banking di Bper - Siamo consapevoli del loro ruolo nelle imprese agricole, sia come imprenditrici che come dipendenti, avendo maturato esperienze positive nelle relazioni commerciali e creditizie con aziende agricole gestite da donne. Per quel che riguarda invece i giovani, siano essi subentrati ai genitori o ai nonni oppure agricoltori di ‘prima generazione’, puntiamo a valorizzare il loro know-how, favorendo coloro che vantano una solida esperienza lavorativa e studi specialistici, consapevoli che i giovani sono il motore dell’innovazione”.
Bper destina mediamente circa 100 milioni di euro al mese in finanziamenti a favore del comparto agroindustriale e una quota significativa di questo importo è destinato a iniziative con finalità Esg, tra cui progetti per la decarbonizzazione, lo sviluppo e l’adozione di energie rinnovabili, il rafforzamento delle pratiche di buona governance e il sostegno a iniziative sociali con impatto a valore. “I criteri Esg sono integrati all’interno del nostro processo di valutazione del merito creditizio - conclude Lazzari - Consideriamo gli investimenti sostenibili non solo sotto il loro aspetto etico, ma anche come un fattore determinante di competitività”.