Il modello di Cavallino-Treporti

Il modello di Cavallino-Treporti

Depositato un progetto di legge sul riconoscimento dello stato di città marina per i territori “fisarmonica”. Nesto: “Serve una normativa che ci garantisca maggiore flessibilità”

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“Il turismo è un’economia in grande sviluppo e trainante, ma bisogna anche avere un occhio di riguardo per ciò che completa il settore e fa parte della vita quotidiana: siamo anche ciò che mangiamo, quindi è cruciale tutelare il verde, i campi e i nostri orti”, spiega Roberta Nesto, sindaca di Cavallino-Treporti, che sul territorio che amministra da due mandati, ha fatto attecchire la ‘teoria dei vuoti’: “Provengo da un territorio in cui la natura è l’elemento determinante, quindi sono convinta che alcuni luoghi devono essere preservati. Per noi è fondamentale tutelare il verde e le spiagge libere. Abbiamo bloccato la possibilità di edificare ben prima della normativa regionale, perché il consumo del suolo deve essere ragionato e attento. I vuoti hanno per noi un valore speciale”. Insomma, proteggere gli spazi naturali è per chi amministra il territorio “fondamentale per il paesaggio e la sostenibilità, ed è un aspetto da privilegiare anche per garantire spazi all’agricoltura”.

Situata tra la Laguna di Venezia e il Mare Adriatico, Cavallino-Treporti è una destinazione sempre più nota per il turismo all’aria aperta. È la prima spiaggia d’Italia e del Veneto e la quinta località turistica italiana per numero di presenze, che sfiorano i 7 milioni. In questi anni, “abbiamo visto crescere i servizi e la cura del territorio. I numeri del turismo sono aumentati, ma non le strutture. È cresciuta la stagionalità, il che è una grande soddisfazione perché siamo riusciti a migliorare la permanenza e l’esperienza del turista”, aggiunge Nesto.

La località attrae un viaggiatore che privilegia la natura, “prevalentemente di nazionalità tedesca, spesso con famiglie e bambini, che cerca un ambiente salutare, con lunghe permanenze in spiaggia. È il turismo plein air, l’evoluzione del modello camping in resort: insediamenti inseriti nel verde e sulla spiaggia, serviti di tutto ciò che serve a determinare nel turista uno stacco netto dalla sua vita quotidiana. Il litorale rimane molto naturale: abbiamo fatto una scelta importante: ogni comparto deve avere il 20% di spiaggia libera, tutelando gli spazi vuoti anche sulla costa”.

Ma Cavallino-Treporti è anche un esempio di ‘città fisarmonica’: un centro di circa 13 mila abitanti, che in estate raggiunge circa 150 mila di presenze. Tuttavia, la sindaca non rileva un problema di ‘overtourism’: “La gestione dei flussi è un tema a sé, e i sindaci necessitano di strumenti adeguati. A Cavallino abbiamo una permanenza media di quasi nove giorni. I nostri turisti arrivano in macchina e poi si muovono in bicicletta o a piedi, diluendo la pressione sul territorio e favorendo un turismo lento e rispettoso dell’ambiente. Non abbiamo un problema di overtourism, ma di pressione turistica. Il nostro indice è di 135 turisti per abitante, quindi tanti, ma i flussi sono gestiti. Tuttavia, per essere ancora più efficaci, abbiamo bisogno di regole specifiche”, aggiunge Roberta Nesto, che è anche coordinatrice del tavolo permanente G20s per la tutela e valorizzazione turistica ed ambientale del network delle spiagge con almeno un milione di presenze turistiche. Queste località da sole attraggono 50 milioni di presenze turistiche, vale a dire il 12% delle presenze turistiche complessive in Italia.

Dopo l’ultimo incontro in Sardegna, il tavolo ha ottenuto il deposito del progetto di legge sul riconoscimento dello stato di città marina per i territori ‘fisarmonica’: “Serve una normativa che ci garantisce maggiore flessibilità nell’uso dell’imposta di soggiorno e nelle regole di balneazione, che dia ai Comuni la possibilità di decidere se chiudere al traffico certe zone in periodi specifici. Questo ci aiuterebbe a essere ancora più sostenibili. È la sfida di domani: non possiamo pensare che il sindaco possa risolvere tutto con le regole di una città di 13 mila abitanti. Abbiamo bisogno di regole diverse per città che d’estate si trasformano. La differenza estate-inverno deve essere riconosciuta in uno status specifico. Le comunità marine non hanno mai avuto un riconoscimento normativo come le comunità montane; siamo al primo passo per ottenerlo, ed è fondamentale per noi”, spiega la sindaca.

Uno sforzo dell’amministrazione, ma anche della cittadinanza: “Abbiamo creato una ‘blue and green community’. La sostenibilità non funziona se imposta dall’alto; deve partire dal basso. Cerchiamo di favorire l’adozione di pratiche sostenibili tra i cittadini, come l’attenzione al consumo e al riciclo dell’acqua nelle grandi strutture ricettive e nelle piscine. Sulle spiagge tuteliamo le dune, creando un sistema naturale. Favoriamo l’uso dei pannelli fotovoltaici, cambiamo i sistemi di illuminazione a led”.

Insomma, per la sindaca la sfida più grande “è veder crescere il numero di presenze senza sovra infrastrutturare il territorio e, al contempo, dare risposte anche ai residenti”.

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