Cresce in Italia il segmento property

AFP or licensors
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Cittadini e imprese sono sotto-assicurati rispetto ad altri Paesi, ma gli ultimi dati mostrano un recupero. Spinto anche dalle novità normative

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Da sempre rimasto indietro rispetto agli altri Paesi europei, l’Italia sta recuperando terreno nel comparto property. L’introduzione dell’obbligo assicurativo contro le catastrofi per le imprese introdotto dalla legge di Bilancio 2024 ha dato una decisa spinta, ma non è questo l’unico fattore che sta favorendo la sottoscrizione di polizze di copertura contro i danni ai beni materiali (sia immobili che mobili) causati da eventi come incendi, grandine e altre catastrofi naturali.

Secondo i dati comunicati da Ania, nel 2024 il comparto assicurativo property italiano ha toccato gli 11,5 miliardi di euro di premi raccolti, così suddivisi: il settore “incendio ed elementi naturali” ha mostrato un progresso dell’11,3% a 3,9 miliardi di euro, quello “altri danni ai beni” è cresciuto del 5% a 4,7 miliardi, le polizze “perdite pecuniarie” sono aumentate del 10,7% a 1 miliardo, mentre “l’assistenza” e la “tutela legale” hanno toccato rispettivamente 1,2 miliardi (+10,7%) e 678 milioni (+6,2%). “I dati relativi agli ‘altri rami danni’ confermano una forte accelerazione del settore, segno di un crescente interesse degli italiani verso la protezione contro i rischi legati alla persona, ai beni e al patrimonio”, si legge nel documento relativo alla raccolta premi 2024 dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania).

Il ritardo dell’Italia nell’adozione di coperture contro le catastrofi naturali, che tutt’ora permane, trova secondo l’Ania spiegazione nel ruolo che da sempre svolge lo Stato: “Il nostro Paese si distingue per una gestione dei danni relativi a calamità naturali che tradizionalmente si basa sull’intervento ex-post da parte dello Stato — ha scritto l’associazione di categoria nell’analisi ‘L’assicurazione italiana 2023-2024’ — Questa modalità di gestione dei danni, attuata ripetutamente nel tempo, ha accresciuto la convinzione che esista un garante di ultima istanza disposto a farsi carico della ricostruzione. Per tale ragione le coperture assicurative per gli eventi catastrofali sono scarsamente diffuse”.

Grafico a cura di Silvano Di Meo
Grafico a cura di Silvano Di Meo 

Nondimeno il segmento property ha fatto registrare un progresso di quasi il 50% in termini di raccolta negli ultimi dieci oggi e oggi rappresenta circa il 20% del totale “danni” con un progresso di 2,4 punti percentuali e secondo solo al comparto “auto”. A guidare l’espansione del comparto sono stati soprattutto tre fattori. Un primo elemento rilevante, che ha contribuito a far crescere di circa 200 milioni di euro la raccolta per le polizze incendio tra il 2022 e il 2024, è stato l’incremento del valore degli immobili generato da interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare sostenuti da finanziamenti pubblici, come il Superbonus 110%. Secondo alcune stime questi interventi potrebbero aver generato una crescita di 7 miliardi di euro del valore immobiliare complessivo del Paese. Un secondo elemento che ha contribuito alla crescita del comparto è stata l’inflazione degli anni post-pandemia, che ha inciso in modo diretto sul costo dei sinistri, in termini di costi di ristrutturazione e riparazione, ed in modo indiretto con il generale aumento dei costi dei beni e servizi. Il terzo ed ultimo fattore è rappresentato dall’aumento del numero di eventi climatici estremi, che ha convinto numerosi cittadini ed aziende ad acquistare un’assicurazione.

Sempre secondo i dati raccolti da Ania relativi al 2023, le imprese più grandi si assicurano per valori medi pari 5 milioni di euro, mentre quelle medie scendono a 2,9 milioni, quelle piccole a 820mila euro e quelle micro a 370mila. “Per quanto riguarda i rischi commerciali, tenuto conto delle partite fabbricato, contenuto e danni indiretti, il totale delle somme assicurate è stimato pari a 2.200 miliardi sia per il terremoto sia per l’alluvione, sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente — scrive Ania — Tenendo conto dei limiti contrattuali previsti dalle coperture assicurative, che a partire dal 2020 hanno registrato un lieve decremento sino a risultare pari a circa il 34% per entrambi i rischi, l’esposizione complessiva risulta pari a 766 miliardi per il terremoto (-2,7% rispetto al 2023) e 747 miliardi per l’alluvione (+4,6% rispetto al 2023)”.

Grafico a cura di Silvano Di Meo
Grafico a cura di Silvano Di Meo 

Per quel che riguarda invece la protezione delle abitazioni civili, il numero complessivo di polizze attive per il rischio incendio al 31 marzo 2024 era pari a 11,7 milioni, invariato rispetto a quanto rilevato a marzo 2023. Nel 2024 oltre la metà delle polizze (52%) erano multirischio, in riduzione di 1,5 punti rispetto al 2023 (il numero di polizze è in riduzione del 3,3% rispetto all’anno precedente), il 38% era invece composto polizze che assicurano il solo rischio incendio (monorischio), in aumento invece di circa due punti, il 9% era relativo a polizze globale fabbricati, mentre lo 0,6% a polizze che coprivano unicamente il rischio terremoto (polizza stand-alone senza la copertura del rischio incendio). A fronte di tali polizze risultavano somme assicurate pari a 4.262 miliardi, valore in aumento rispetto a marzo 2023 (+7,7%) e al 2022 (+8,6%). Tenendo conto del totale delle abitazioni rilevate da Istat, risulta che quasi una su due — per la precisione il 44,7% — ha una copertura assicurativa contro l’incendio. “Dalla rilevazione effettuata, per tutte le polizze attive è risultato che il 16,2% di queste prevede un’estensione per le catastrofi naturali, percentuale in aumento rispetto a marzo 2023 — concludono gli esperti di Ania — Rispetto al totale delle abitazioni, risulta che solo il 5,9% delle stesse ha in media una copertura assicurativa contro i rischi catastrofali”.

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