Il welfare aziendale non è solo uno strumento per fidelizzare i lavoratori, nella convinzione che l’impegno e le competenze personali sono la leva più importante per fare la differenza sul mercato, ma anche una questione legata all’impegno sociale di chi fa impresa. È la convinzione di Renato Mazzoncini, amministratore delegato del gruppo A2A, che ha chiuso il 2024 con ricavi per 12,85 miliardi di euro e un utile netto di 864 milioni. Tra le aziende sta crescendo la consapevolezza di come queste policy siano in grado di migliorare il benessere di chi lavora, incidendo positivamente su clima interno, produttività e attrattività delle organizzazioni. Oltre ad affiancare l’assistenza pubblica, alle prese con problemi di sostenibilità dei conti.
“In un Paese come il nostro, in cui i neo-laureati sono pochi, e nei prossimi anni sono previsti ulteriormente in calo, è importante non disperdere questo patrimonio di energie”, aggiunge. “La responsabilità sociale d’impresa, di cui il welfare fa parte, è un punto fondamentale della nostra strategia aziendale e stiamo approcciando questo tema anche da un punto di vista culturale. Il piano genitorialità, il piano case, la formazione, i progetti che favoriscono l’inclusione sociale vanno letti in questa direzione”, sottolinea. L’ad del gruppo ricorda che sono oltre 72 milioni di euro le risorse messe a disposizione ogni anno da A2A per le proprie persone.
Nei giorni scorsi è stato presentato il piano di welfare dell’azienda, che tiene conto delle diverse dimensioni che concorrono a favorire il benessere di un individuo, tra le quali la famiglia, il risparmio, la salute e il tempo libero. E A2A Life Sharing, la nuova iniziativa di azionariato diffuso che consente ai dipendenti di ottenere azioni del gruppo quotato a Piazza Affari a condizioni agevolate, con la possibilità di usufruire di esenzioni fiscali per le azioni assegnate a titolo gratuito. Un meccanismo che punta a incrementare il coinvolgimento e il senso di appartenenza del personale, rafforzando l’allineamento tra risultati economici e valore creato per i territori e le comunità. Due le fasi previste: aderendo al piano, c’è la possibilità di ricevere ogni anno - per tre anni - 500 euro in azioni senza esborso (per i dirigenti una sola azione); successivamente ci sarà la possibilità di acquistare ulteriori azioni con una premialità inversa rispetto all’inquadramento aziendale.
Un’altra iniziativa in direzione del welfare aziendale è A2A Life Caring, programma da 10 milioni di euro all’anno per supportare la genitorialità con aiuti economici e iniziative formative, tra le quali un contributo annuale fino a 3.250 euro per i primi tre anni di vita del bambino e il supporto per le spese sostenute per la cura e l’istruzione dei figli fino alla fine dell’istruzione secondaria. Altri 18 milioni di euro sono previsti per servizi come il progetto “Case ai lavoratori”, l’assistenza sanitaria integrativa e l’assistenza psicologica, oltre a iniziative di wellbeing e lotta alle dipendenze, convenzioni attive, ai quali si aggiungono ulteriori 39 milioni per i premi di produttività, che i dipendenti possono scegliere di destinare in tutto o in parte ai fondi di previdenza complementare, usufruendo di un contributo aggiuntivo da parte di A2A sull’importo convertito (di circa il 15%).
"Il welfare aziendale ha una lunga tradizione nella storia di A2A”, sottolinea il presidente Roberto Tasca. “Le prime forme di supporto ai dipendenti attivate negli Anni ‘60 per fronteggiare fenomeni come l’emarginazione sociale, tipica di quel periodo, erano già strumenti di attenzione alle persone e inclusione. Questo percorso è proseguito negli anni con iniziative pensate in accordo con le nostre persone”. Gli effetti dei cambiamenti demografici e sociali richiedono interventi per rispondere ai nuovi bisogni dei cittadini, ricorda ancora. Per poi evidenziare che, in questo contesto, le prestazioni erogate dalle aziende, affiancandosi e integrandosi al welfare pubblico, possono contribuire a generare un impatto positivo nella creazione di valore per il territorio e per le comunità.
"In un momento in cui il Paese affronta una serie di problemi, vogliamo fare la nostra parte intervenendo a sostegno dei nostri dipendenti e quindi delle comunità in cui siamo inseriti”, spiega Tasca. “La denatalità, ad esempio, è un problema collettivo, sociale ed economico, che stiamo affrontando cercando di supportare i genitori del gruppo. E crediamo fortemente in questo nuovo piano di azionariato diffuso: un’iniziativa capace di far sentire le persone parte di quello che è il progetto aziendale e dei risultati che ottiene, capace di creare comunità all’interno del nostro Gruppo, come dimostrano gli 11mila dipendenti che hanno aderito”.