Nodo finanza per rinnovabili e reti

Nodo finanza per rinnovabili e reti

A Rimini, dal 4 al 6 marzo, oltre 1.000 espositori da 30 Paesi e più di 500 buyer per Key energy, la fiera delle tecnologie della decarbonizzazione. Silvestrini: “Regole stabili, PPA e accumuli per accelerare gli investimenti e ridurre i costi”

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Servono strumenti finanziari efficaci per accelerare gli investimenti nella transizione verde, stabilizzare i prezzi e rendere l’energia più competitiva. È questo il tema centrale di Key – The Energy Transition Expo, la manifestazione di Italian Exhibition Group (Ieg) dedicata alle tecnologie e ai servizi per la decarbonizzazione, in programma dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini. “I costi di fotovoltaico e batterie continuano a scendere e questo favorisce la diffusione delle rinnovabili”, spiega Gianni Silvestrini, presidente del Comitato tecnico-scientifico di Key e direttore scientifico di Kyoto Club. “L’Italia ha fatto progressi nel corso degli anni – oggi circa il 41% della domanda elettrica è coperto da rinnovabili – ma altri Paesi europei hanno risultati migliori e dobbiamo recuperare”.

Sull’eolico, aggiunge, il quadro è più complesso: “Ci sono difficoltà autorizzative e problemi di accettabilità sociale, soprattutto per alcuni progetti onshore, mentre l’offshore richiederà ancora innovazione tecnologica e industriale prima di contribuire in modo significativo”. Key 2026 cresce anche nei numeri. Sono attesi oltre 1.000 brand espositori, circa il 30% dall’estero, con aziende da una trentina di Paesi, più di 500 buyer selezionati e delegazioni da circa 50 Stati, coinvolte con Ice – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – e il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci). La superficie espositiva raggiunge i 125 mila metri quadrati lordi distribuiti in 24 padiglioni, articolati in sette aree tematiche – solare, eolico, idrogeno, efficienza energetica, storage, e-mobility e sustainable city – con il solare che registra l’espansione più ampia.

Proprio la finanza sarà uno dei fili conduttori della manifestazione. Il giorno prima dell’apertura si terrà la terza giornata, organizzata da Ieg ed Elemens, dedicata ai Ppa. “Fino a pochi anni fa in Italia se ne parlava poco”, osserva Silvestrini. “Oggi questi contratti stanno iniziando ad attecchire, ma dobbiamo confrontarci con quanto avviene negli altri Paesi europei e negli Stati Uniti per capire come svilupparli meglio e renderli davvero efficaci nel contenere il costo dell’energia”. Accanto ai contratti cresce il ruolo degli Epc contractor, protagonisti per la prima volta di una sessione dedicata. “Quando si parla di grandi impianti – continua Silvestrini – la qualità degli Epc è decisiva: progettazione, approvvigionamenti e costruzione incidono sui tempi e sui costi e quindi sulla bancabilità dei progetti”. Negli ultimi anni, aggiunge, “con l’accelerazione degli impianti di grande dimensione gli Epc sono diventati un elemento centrale e necessario per riuscire ad accelerare i progetti utility-scale”.

Il tema torna anche guardando ai dati di sistema. Le richieste di connessione alla rete italiana superano i 300 gigawatt, ma solo una parte si traduce in cantieri. “Molti sviluppatori presentano più progetti sapendo che solo una quota supererà autorizzazioni e connessioni”, osserva Silvestrini. “Si crea così una distanza enorme tra richieste e impianti realizzati: è un problema di programmazione e di tempi autorizzativi, non di interesse industriale”. Ne deriva un cortocircuito infrastrutturale: “In alcune aree del Paese le rinnovabili corrono più veloci della rete. Serve potenziarla e aumentare molto la capacità di accumulo, perché senza storage di grande scala il collo di bottiglia resta”.

Il nodo è anche nel funzionamento del mercato elettrico. “Con l’attuale meccanismo di formazione dei prezzi il gas continua a influenzare il costo dell’elettricità. Per ridurre davvero le bollette dobbiamo aumentare la quota di rinnovabili fino a far sì che siano loro a determinare il prezzo”, dice Silvestrini. “In Spagna - aggiunge - l’espansione del solare ha contribuito a ridurre i prezzi medi, anche se restano criticità legate alla rete e alla carenza di accumuli”. Key 2026 dedicherà spazio anche alla cooperazione internazionale, in linea con il Piano Mattei. A Rimini debutta l’Africa Investment Hub, con associazioni e delegazioni da diversi Paesi africani. “In Africa il crollo dei costi di fotovoltaico e batterie può cambiare l’accesso all’energia - dice il presidente - Il potenziale è enorme, ma la vera sfida resta la finanza”. Tra i temi in agenda ci sarà anche il nucleare. “Sulla tecnologia tradizionale i costi continuano a crescere e i tempi si allungano”, conclude Silvestrini. “Gli Smr sono da verificare: è giusto fare ricerca e sperimentazione, ma per l’Italia oggi la priorità resta accelerare rinnovabili, reti e accumuli”.

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