Quasi tutti gli investimenti di Edison (86%) sono oggi allineati agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite e il 62% alla Tassonomia europea, contro il 70% e il 50% di un anno fa. Sono numeri che raccontano come la sostenibilità sia diventata una leva che orienta investimenti, sviluppo industriale e creazione di valore. È quanto emerge dal documento Futuro in corso. L’impatto sostenibile di Edison – 2025, presentato il 18 giugno a Roma. La prova più concreta resta la decarbonizzazione: dal 2006 Edison ha ridotto le proprie emissioni dirette Scope 1 del 72% e punta ora a raggiungere 4 GW di capacità rinnovabile installata entro il 2030, rispetto ai 2,3 GW attuali composti da eolico, idroelettrico e fotovoltaico.
"La significativa riduzione delle emissioni è stata ottenuta grazie alla continua innovazione e all’ammodernamento degli impianti termoelettrici”, spiega Barbara Terenghi, chief sustainability officer del gruppo. “Negli ultimi anni siamo stati i primi a realizzare due nuovi cicli combinati tra i più efficienti al mondo, pronti anche all’impiego di idrogeno”. Per raggiungere i prossimi obiettivi sarà però necessario accelerare. “È fondamentale accrescere la capacità installata di rinnovabili e investire negli stoccaggi elettrici”, dice Terenghi. “In quest’ambito abbiamo 5 progetti di pompaggio idroelettrico in sviluppo nel Sud Italia. Tutto questo ci consentirà di ridurre il nostro livello emissivo (Scope 1) a 200-210 gCO2/kWh entro il 2030, evitando almeno 4 milioni di tonnellate di CO2 all’anno”.
La sostenibilità, tuttavia, non si misura soltanto attraverso le emissioni evitate. Nel 2025 Edison ha generato 1,65 miliardi di euro di valore per l’economia italiana tra acquisti, occupazione, fiscalità e rapporti con il territorio. Alla filiera sono stati destinati 1,2 miliardi di euro, con il 97% della spesa indirizzata verso imprese basate in Italia e oltre 4.000 fornitori coinvolti.
"Un operatore come Edison svolge un ruolo di sistema che permea ogni dimensione del nostro vivere: dalle infrastrutture al tessuto produttivo, dalla sicurezza dei lavoratori e delle imprese fino alla gestione energetica di ospedali, scuole e ambienti domestici”, osserva Terenghi. “Siamo impegnati nel coinvolgere nel percorso di sostenibilità tutto il nostro ecosistema. L’80% dei fornitori è composto da Pmi italiane e lavoriamo con loro sui temi della sicurezza, dell’ambiente e dei profili Esg per migliorarne la competitività”.
Nel 2025 il gruppo ha superato i 5.800 dipendenti e continua a registrare circa 300 nuovi ingressi all’anno, rafforzando le iniziative dedicate a genitorialità, inclusione e giovani. “Siamo convinti che la crescita dell’azienda passi prima di tutto dalle persone”, sottolinea Terenghi. “Investiamo in modo continuo nella cultura della sicurezza e dell’integrità degli affari, nello sviluppo delle competenze, con programmi di reskilling e upskilling e una forte attenzione ai giovani, che rappresentano circa la metà delle assunzioni ogni anno”.
Ronan Lory, chief financial officer di Edison, si concentra invece sulle decisioni di investimento e sulla costruzione del portafoglio industriale. Il piano industriale 2023-2030 prevede investimenti compresi tra 1 e 1,5 miliardi di euro all’anno. "Ogni investimento viene valutato per il suo impatto economico e per il contributo a decarbonizzazione, innovazione, economia circolare, protezione dei territori e sviluppo sociale”, afferma Lory. “L’impatto sugli SDGs viene analizzato in tutte le fasi del ciclo di investimento, dalla pianificazione strategica fino alla misurazione dei risultati”.
Cinque anni fa Edison era ancora fortemente esposta alle attività di oil & gas. Oggi rinnovabili, clienti e servizi generano il 53% dell’Ebitda e il piano industriale punta a portare questa quota al 70% entro il 2030, con un Ebitda compreso tra 1,7 e 1,9 miliardi di euro. “Nel settore energetico il cambiamento di mix industriale si può realizzare soltanto attraverso investimenti e dismissioni”, osserva Lory. “Negli ultimi anni abbiamo rifocalizzato il portafoglio uscendo da alcune attività legate alle fonti fossili e investendo massivamente nelle rinnovabili”.
Lory aggiunge: “Continueremo a sviluppare nuova capacità rinnovabile, investendo nella flessibilità del sistema e nei gas verdi. Oltre l’85% dei nostri investimenti è focalizzato su questi obiettivi. Per dare un’idea, nel solo 2025 gli investimenti nelle rinnovabili sono cresciuti del 90%, con 200 MW di nuovi impianti entrati in esercizio”. Per il manager, “nel settore energetico, dove gli investimenti seguono lunghi cicli, sostenibilità e rendimento economico sono due dimensioni integrate”. Lory conclude: “Siamo convinti che investire sulla transizione energetica possa generare valore per noi e per i nostri stakeholder nel lungo periodo, garantendo rendimenti stabili e riducendo i rischi”.