Costruzioni, investimenti in crescita del 5,6%

Costruzioni, investimenti in crescita del 5,6%

All’inaugurazione del Saie, la fiera delle costruzioni che si tiene a BolognaFiere fino al 10 ottobre, presentato il rapporto Federcostruzioni 2026 con i numeri e le prospettive del settore

3 minuti di lettura

Una filiera che ha registrato un valore di 648,7 miliardi di euro nel 2025 e un incremento dello 0,9%, con 3,4 milioni di occupati in crescita del 3%, un export di 64,3 miliardi di euro (+2,1%) e un saldo commerciale positivo per 34,7 miliardi di euro. E’ questa la fotografia delle costruzioni in Italia secondo il Rapporto 2026 “Il sistema delle costruzioni in Italia” di Federcostruzioni realizzato in collaborazione con Cresme e presentato all’inaugurazione della 60° edizione di Saie a BolognaFiere. La manifestazione che si concluderà il 10 ottobre, ospita 567 aziende espositrici, 68 associazioni partner, 235 convegni e 22 iniziative speciali su quattro saloni tematici. Al centro della manifestazione ci sono i temi caldi del momento che vanno dal caro energia al futuro degli incentivi oltre il Pnrr e alle politiche abitative con il Piano casa.

Dal rapporto emerge che a sostenere il mercato sono state soprattutto le opere pubbliche, che hanno registrato un +21% nel 2025 con la crescita legata soprattutto all’accelerazione degli interventi del Pnrr, agli investimenti ferroviari e alle opere realizzate dagli enti locali. A frenare invece è stato il comparto abitativo, in calo del 15,6%, con le nuove abitazioni a -5% e la manutenzione straordinaria residenziale a -18%. Nella discussione del rapporto durante il convegno inaugurale della manifestazione, il presidente di Federcostruzioni Emanuele Ferraloro ha illustrato che “dopo la forte espansione del 2021-2022, il settore è entrato in una fase di normalizzazione selettiva, segnata dalla riduzione dei bonus edilizi e dalla conclusione del Pnrr”. Se questo però non deve rappresentare la fine degli interventi sulle reti infrastrutturali e sull’ambiente costruito, adesso “serve una politica industriale delle costruzioni stabile e di medio-lungo periodo, anche sul fronte degli incentivi, certi nei tempi, nelle procedure e stabili”.

Quanto alle priorità, ha concluso Ferraloro, “restano la rigenerazione e la riqualificazione del patrimonio edilizio, la revisione delle norme urbanistiche, la carenza di manodopera e il ricambio generazionale”. Tornando al rapporto, ci sono buone prospettive per la chiusura positiva dell’anno in corso. Con la previsione degli investimenti in costruzioni, in crescita del 5,6% dove la parte del leone continuano a farla le opere pubbliche (+12%) ma è previsto anche un recupero della manutenzione straordinaria residenziale (+3,5%). Restano invece negative le prospettive per le nuove abitazioni (-4,5%) e per le nuove costruzioni non residenziali private (-3%).

“La casa sta tornando a essere, in tutta Europa, una delle grandi questioni sociali del nostro tempo” ha spiegato Felice Squitieri, commissario straordinario per il Piano casa, “quando il bisogno abitativo resta troppo a lungo senza risposta, il disagio può trasformarsi in frattura sociale e lo vediamo in altri Paesi. Il Piano casa del ministro Salvini e del Governo sceglie invece di agire prima che diventi emergenza permanente, aumentando l'offerta e rimettendo in circolo patrimonio inutilizzato”. Per non perdere lo slancio di questi anni, per Stefano Betti, vicepresidente Ance “serve un quadro di investimenti costante per riuscire a dare, lavorando insieme a tutta la filiera, le risposte che servono ai cittadini. Aumentare l’offerta abitativa, potenziando le misure del Piano casa, per dare più alloggi accessibili e assicurare interventi diffusi su tutto il territorio, ma anche garantire case vivibili e sicure, con incentivi stabili per riqualificare gli edifici più energivori e rafforzare la sicurezza sismica. La crisi climatica e la fragilità del nostro territorio devono spingerci inoltre a puntare con decisione sull’adattamento delle infrastrutture, in particolare idriche e energetiche, in un quadro di regole e tempi certi sul modello Pnrr”.

Ora che il Pnrr si avvia a conclusione, per evitare che si fermi tutto, Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna pensa a “rigenerazione urbana, recupero del patrimonio esistente, un nuovo Piano casa capace di dare risposte famiglie, studenti, lavoratori, ma anche alla messa in sicurezza del territorio” mentre il sindaco di Bologna Matteo Lepore indica “una nuova stagione di urbanistica e rigenerazione urbana, investendo sulle città esistenti, sulle aree dismesse, sulla casa”.

Quanto al Saie che quest’anno raggiunge l’importante traguardo delle 60 edizioni, Ivo Alfonso Nardella, presidente del Gruppo Tecniche Nuove e Senaf ricorda che “in oltre sessant'anni Saie ha visto cambiare tutto, materiali, strumenti, regole. Una cosa invece è rimasta uguale. Si viene qui per imparare da chi fa il tuo stesso mestiere un po' meglio di te, e per insegnare qualcosa a chi ne sa meno. Quando migliaia di persone tornano a casa facendo meglio il proprio lavoro, migliora il Paese”. Conclude Rosa Grimaldi, vicepresidente di BolognaFiere spiegando che “oggi, in una fase in cui costruzioni, infrastrutture e rigenerazione urbana sono centrali per la competitività e la qualità della vita, il ruolo di una piattaforma come Saie è ancora più rilevante, mettere in connessione imprese, professionisti, associazioni e istituzioni, favorire il confronto sulle politiche industriali e rendere visibili innovazione e competenze”.

I commenti dei lettori