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PagoPa, i Comuni incassano di più

PagoPa, i Comuni incassano di più

Uno studio della Ragioneria dello Stato stima tra 243 e 469 milioni di euro di maggiori incassi nel 2021-2024 per Tari, multe e servizi scolastici. Il digitale facilita i versamenti, ma serve riorganizzare il lavoro degli uffici comunali

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Quando si parla di burocrazia e Comuni, il problema non è solo convincere i cittadini a pagare, ma fare in modo che riescano a farlo senza perdersi tra bollettini, coordinate errate e scadenze. È qui che la digitalizzazione dei pagamenti sta cambiando i conti pubblici: non aumentando le tasse, ma semplicemente rendendo il saldo immediato e senza ostacoli. Centrale in questa transizione è PagoPA, la società di scopo nata come centro di competenze per la digitalizzazione dei servizi pubblici - oggi partecipata al 51% dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e al 49% da Poste Italiane - responsabile dell’omonima piattaforma dei pagamenti pagoPA che, grazie al gioco di squadra con il Dipartimento per la Trasformazione digitale e le amministrazioni locali, è ormai integrata stabilmente dalla quasi totalità dei Comuni italiani.

Per misurarne l’efficacia, un recente studio a cura della Ragioneria Generale dello Stato (tramite l’Unità di missione Pnrr e l’Igepa) e della stessa PagoPA ha analizzato la capacità di riscossione degli enti locali tra il 2019 e il 2024. I dati di partenza mostrano quanto incassare le somme dovute resti uno dei nodi critici dei bilanci locali. Nel 2024, a fronte di entrate tributarie accertate per circa 36,5 miliardi di euro, le riscossioni riferite allo stesso esercizio si sono fermate a 27,3 miliardi. Per la tassa sui rifiuti la distanza è ancora più evidente: 11,5 miliardi di accertamenti contro 6,9 miliardi di incassi. Lo scarto non coincide interamente con evasione o crediti insoluti, ma segnala la difficoltà di trasformare le entrate accertate in risorse disponibili.

È in questo contesto che lo studio misura l’impatto reale dei pagamenti digitali, stimando maggiori incassi compresi tra 243 e 469 milioni di euro nel quadriennio 2021-2024 per tre specifiche categorie di entrata: Tari, sanzioni stradali e tariffe per mense scolastiche e asili nido. Si tratta di somme che, secondo i modelli utilizzati, gli enti non avrebbero incassato senza l’adozione della piattaforma.

Il beneficio riguarda quindi la riscossione di importi già dovuti, senza implicare alcun aumento delle imposte o delle tariffe. La distinzione conta anche per leggere correttamente il dato: i 243-469 milioni si riferiscono all’intero quadriennio e unicamente alle tre voci esaminate. Non sono un guadagno annuo, né una misura del miglioramento su tutte le entrate comunali. Quando i ricercatori considerano nel loro complesso le entrate tributarie ed extratributarie, infatti, non trovano effetti statisticamente significativi; l’impatto emerge in modo chiaro analizzando separatamente alcuni servizi.

Per capire il motivo bisogna guardare a come si paga. Tra i tributi comunali – segnala lo studio - pesano soprattutto l’Imu, versata tramite F24, e l’addizionale Irpef, trattenuta direttamente in busta paga: modalità sulle quali l’introduzione di pagoPA non interviene allo stesso modo. Anche le altre entrate comprendono attività molto diverse, con procedure e tempi di incasso differenti. Il canale digitale ha effetti più riconoscibili dove il pagamento segue passaggi standardizzati ed è collegato a un servizio che cittadini e famiglie utilizzano con regolarità.

Nel dettaglio, il report rileva un aumento medio del tasso di riscossione di 0,9 punti percentuali per la Tari, di 2,4 per le multe stradali e di 3,3 per mense e nidi. L’indicatore misura la quota di somme accertate che viene effettivamente incassata nell’esercizio. Per i servizi scolastici, la possibilità di conoscere l’importo dovuto e versarlo in pochi passaggi stimola l’adempimento spontaneo. Per l’imposta di soggiorno e le sanzioni diverse da quelle stradali, invece, l’effetto medio stimato non raggiunge la significatività statistica.

Il passo successivo sarà valutare l’integrazione con Send, il servizio di notifiche digitali, e l’app Io, entrambe gestite da PagoPA. La verifica riguarderà gli incassi e la semplificazione della gestione dei versamenti. Anche la forchetta dei maggiori incassi deriva da due criteri di calcolo. La stima superiore applica l’effetto medio rilevato agli accertamenti del periodo successivo all’adozione. Quella inferiore, più prudente, considera soltanto gli effetti che, nei singoli anni trascorsi dall’introduzione del sistema, risultano statisticamente significativi. In questo secondo caso il maggior riscosso è di circa 87 milioni di euro per la Tari, 79 milioni per le sanzioni stradali e 77 milioni per mense e asili.

I tempi necessari a ottenere risultati, inoltre, non sono uguali per tutti i servizi. Per la Tari il beneficio diventa significativo a due anni dall’adozione, con un incremento di 1,5 punti percentuali. Per le multe stradali l’effetto emerge dopo un anno, con 3,7 punti. Mense e nidi mostrano invece un miglioramento già nell’anno di introduzione.

La piattaforma, tuttavia, richiede un profondo adeguamento del lavoro degli uffici. Associare automaticamente il versamento alla posizione del cittadino facilita i controlli e la registrazione degli incassi, ma occorre intervenire anche sulla gestione dei debiti, sull’emissione degli avvisi e sui solleciti. Secondo gli autori dello studio, i finanziamenti del Pnrr hanno sostenuto l’integrazione tecnica senza affrontare in modo strutturale questa parte della transizione. Servono quindi formazione del personale, procedure condivise e assistenza agli enti meno organizzati. Il passo successivo consisterà nel valutare quanto l’integrazione con Send, il servizio di notifiche digitali, e con l’app Io - entrambe gestite da PagoPA - potrà rendere ancora più fluido il percorso dall’avviso al pagamento. Per i Comuni, la verifica sul campo passerà sia dalla quota di somme incassate sia dalla capacità di gestire i versamenti quotidiani con tempi e procedure più semplici.

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