Da 28,6 miliardi di euro a fine 2019 a 80,8 miliardi a fine 2020. Bastano questi dati, relativi al totale degli asset che seguono strategie Esg nel mercato italiano, per avere un’idea di cosa si sta muovendo nel settore degli investimenti. E capire perché le imprese – soprattutto quelle che si relazionano con i mercati in quanto quotate o emittenti di obbligazioni – sono interessate a comunicare le proprie iniziative che hanno un impatto positivo sull’ambiente, sull’inclusione sociale e sulle buone regole di governo aziendale. Infatti, con i grandi gestori sempre più orientati a integrare i criteri della sostenibilità nelle analisi sui fondamentali delle società, c’è il rischio di uscire dal mirino degli investitori per scarsa attenzione a questi temi.
Vantaggi per le imprese
Ma l’adozione delle strategie Esg è vantaggiosa per le stesse aziende perché così facendo si riducono i rischi (ad esempio un incidente legato allo svolgimento di attività rischiose per l’impatto ambientale) e anche le possibilità di scandali (dovuti a una struttura di controlli non adeguata).
È in questo scenario che si inquadra la recente pagella di Standard Ethics, che ha confermato per A2A il rating “EE“, che corrisponde a “Strong” ed è il quarto gradino dall’alto per risultati raggiunti
L’agenzia indipendente che misura la sostenibilità delle imprese ha ritenuto di premiare le politiche della multiutility improntate su economia circolare e la transizione energetica. Il primo ambito è un nuovo modello di sviluppo economico in virtù del quale le materie prime, una volta che giungono a fine vita i prodotti che le contengono, tornano nel ciclo produttivo per nuovi impieghi. Più facile a dirsi che a farsi dato che per centrare l’obiettivo è fondamentale che la finalità circolare caratterizzi tutto il processo del prodotto, sin dal momento in cui viene disegnato. Mentre la transizione energetica sta a indicare il processo di “spostamento” della produzione energetica dalle fonti fossili a quelle rinnovabili.
Riconoscimento per il piano industriale
Standard Ethics riconosce i risultati fin qui raggiunti da A2A e vede rosa nel nuovo piano industriale al 2030, che destina il 90% degli investimenti previsti a interventi in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs).
“Questo terzo rating positivo da parte di Standard Ethics rappresenta una conferma della strategia delineata nel nostro nuovo Piano Industriale decennale, guidata dalla sostenibilità,” commenta l’amministratore delegato della multiutility Renato Mazzoncini. “Proseguiremo in questa direzione con investimenti dedicati alla transizione energetica e l’economia circolare per continuare a fornire il nostro contribuito alla realizzazione di infrastrutture innovative e strategiche per lo sviluppo sostenibile del Paese”.
Nell’analizzare le strategie di A2A, Standard Ethics sottolinea che l’azienda ha da tempo adottato strategie e politiche ambientali in linea con l'Accordo di Parigi per il contenimento dei cambiamenti climatici, nonché una rendicontazione Esg allineata alle best practice internazionali. I progressi nella riduzione delle emissioni, segnala l’agenzia di rating, sono ben monitorati e ritenuti in linea con gli obiettivi che A2A si è posta con il nuovo piano industriale decennale.